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Intervista a una professoressa

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Vorrei chiarire e spiegare alcuni punti sul perchè sono incazzata come una pantera rispetto al concorso. Siccome nessun giornale ce lo lascia fare, simulerò un’intervista.
D.: è giusto che facciate il concorso!
R: Io sono disposta a fare tutti i concorsi del mondo ma con un programma e del tempo. Stiamo studiando non si sa cosa se non “lo scibile umano” in pochi mesi. In mesi, tra l’altro, che non solo sono di normale lavoro ma sono di lavoro raddoppiato nel mondo della scuola. Infatti, capisco che chi non è nel mondo della scuola non possa capirlo, ma aprile-maggio è il periodo più duro per un’insegnante. Abbiamo mille verifiche da fare, riunioni varie, consigli, scrutini, riunione delle quinte e chi più ne ha più ne metta.
D: Ma era così anche prima non è cambiato nulla con Renzi?
R: Certo che è cambiato! Prima avevamo il doppio canale ovvero il 50% dei posti veniva assegnato tramite concorso e il 50% tramite graduatoria. Questo permetteva a chi faceva anni di gavetta di non vederla sprecata. Magari dopo 10 anni, magari dopo 15 ma prima o poi i sacrifici venivano premiati. Adesso, invece, se non vinci il concorso sei fuori, ma essere una buona insegnante significa saper rispondere a domande sterili di teoria?
D: E questa cosa dei 36 mesi?
R: In aggiunta alla fregatura della chiusura del doppio canale ne abbiamo un’altra. Adesso, dopo 36 mesi di contratto, ossia dopo i normali 3 anni limite in ogni azienda per legge per poter fare contratti a tempo determinato, la 107 prevede che non possiamo più essere assunti. Questo significa che, se non vinco il concorso, avrò 3 anni in cui il governo potrà sfruttarmi e poi mi troverò senza un lavoro e senza la possibilità di essere ri-assunta. Ed è diverso da un qualsiasi altro lavoro perchè qualsiasi altro lavoro è spendibile ma noi dove lo spendiamo il nostro lavoro? Che sappiamo fare? Insegnare e dove si insegna? a scuola.
D: Ho sentito della polemica sul TFA
R: Già, il Tfa. Il Tirocinio Formativo Attivo è stato, di fatto, il sostituto delle vecchie SSIS, scuole di specializzazione all’insegnamento secondario. Come loro avevamo un test d’ingresso, anzi 3, come loro seguivamo corsi e davamo esami, come loro abbiamo avuto l’abilitazione in presenza di un funzionario dello stato. Il Tfa fu presentato come un concorso-corso (parole della stessa ministra Giannini rimangiate ora) il cui numero di posti si basava sul fabbisogno regionale. Il nostro caro premier ha, successivamente, detto che quando parlava di fabbisogno non si riferiva al numero di insegnanti che servivano, ci chiediamo ancora nel linguaggio renziano cosa significhi fabbisogno. In Emilia Romagna siamo entrati in 22 a questo corso, abbiamo passato un anno infernale lavorando la mattina, facendo il tirocinio nel nostro tempo libero, viaggiando per Parma tutti i giorni e tornando a casa alle 8 di sera con compiti da correggere e compiti assegnati a noi al corso. Ma a metà di questo percorso infernale è stata approvata la 107 che diceva che di ruolo si entrava solo col concorso. Ricordo ancora la faccia dei nostri professori quel giorno…mortificati si scusavano per il governo, per una decisione presa dopo che noi avevamo pagato 3000 euro per partecipare al corso. Abbiamo visto i nostri colleghi delle SSIS entrare di ruolo, tra cui ovviamente Agnese Renzi, con i nostri stessi titoli mentre a noi toccava un concorso ancora.
D: però a noi sembra giusto che facciate un concorso, nel privato si fanno i colloqui.
R: Un concorso, non mille! Vi faccio il paragone…è come se un giorno mettono un annuncio di lavoro in un’azienda e dicono “servono 100 impiegati”, tu ti presenti al colloquio e sei preso, sei uno dei 100. Dopo 6 mesi arriva il tuo capo e dice “ragazzi dal mese prossimo servono solo 50 di voi, gli altri a casa. Entro il mese prossimo dovete sostenere un esame che comprenda tutti gli esami che avete fatto all’università” “ma capo dobbiamo lavorare” “E certo e la notte che c’è a fare? Studiate di notte” così voi lo fate e dopo un mese fate l’esame, lo passate ma non avete diritto al lavoro, no, avete diritto a fare un corso che vi impegnerà così per un anno. Ma alla fine dell’anno siete felici, avete fatto il vostro lavoro, avete sostenuto il corso e nessuno potrà togliervelo. Ma ecco che dopo due giorni torna il capo e vi dice “Tra due mesi ne servono solo 25 di voi, dovete fare un esame che comprenda tutti gli esami dell’università, più tutti gli esami del corso dell’anno scorso…ah e dimenticavo…anche se voi avete fatto tutto questo in italiano, io lo voglio in spagnolo.” Ecco questa è la nostra vita degli ultimi anni.
D: Va bè però lo fate per un lavoro da privilegiati e lavorate per solo 18 ore a settimana!
R: Anche su questo vorrei che si riflettesse. 18 ore sono quelle di lezione diretta, ossia le ore reali che passi in classe, a quelle ci sono da aggiungere un’ora di ricevimento più le varie ore buche per quanto riguarda la mattina. Per i pomeriggi abbiamo normalmente 80 ore all’anno di cui nessuno parla. Vi faccio, poi, un rapido calcolo del tempo speso nei compiti in classe: per regolamento devi fare almeno 6 compiti in classe all’anno, un’insegnante di lingue ha 6 classi, quindi 36 compiti in classe per una media di 25 studenti per classe per un totale di 900 compiti in classe da correggere ogni anno. Senza contare prove di recupero e prove differenziate per bes e dsa. SE mi dessero un ufficio in cui fare queste cose io sarei solo felice. Infatti spesso sono costretta ad andare a scuola nel mio giorno libero per stampare e preparare verifiche, per non parlare di tutti i giorni di scrutionio e consigli in cui entriamo alle 8 del mattino e usciamo alle 8 di sera senza avere pausa pranzo. E calcolando che entriamo alle 8 dovremmo stare a scuola fino alle 16 per fare le 8 ore come tutti. Per me è difficile che io finisca di fare cose per la scuola prima delle 16 ma se mi assicurassero un ufficio col mio pc e una stampante e restare a scuola tutti i giorni dal lunedì al venerdì fino alle 16 io firmerei subito! Purtroppo il nostro lavoro non finisce quando scattano le 8 ore ma quando tutto è pronto per il giorno dopo.
D: Ok ma le ferie?
R: Parliamo anche di questo miti da sfatare. Quante ferie abbiamo! Tre mesi di ferie in estate! Sfatiamo questo mito, prima di tutto abbiamo gli esami di stato, il tutto finisce intorno al 15 luglio e poi abbiamo gli esami di riparazione che ricominciano il 29 agosto, quindi sarebbe un mese e mezzo e non tre mesi. A parte questo vorrei spiegare cosa vuol dire avere le ferie predeterminate da qualcuno. Noi non possiamo andare in ferie in altri periodi, non abbiamo MAI la possibilità di prenderci dei giorni. Questo significa che c’è un evento bellissimo, ho trovato un biglietto in sconto, si sposa mio cugino, non hai ferie. Hai diritto a 6 giorni all’anno che non si sa mai se e come ti vengono concessi. Io ho dovuto litigare per avere un giorno di stop dopo la gita che mi aveva impegnato dalla domenica al venerdì includendo un festivo e un giorno libero. Le segreterie stanno facendo problemi a tutti per il giorno o i giorni del concorso che, ovviamente, il ministero ha messo durante il mese in cui siamo a scuola dalla mattina alla sera. Oltre a ciò noi lavoriamo di sabato, ciò significa non farsi mai un week end, non uscire mai il venerdì sera, non avere mai due giorni di fila per riposare. Non sottovalutate il dimenticare per 9 mesi cos’è il week end. Inoltre vorrei farvi notare che la maggior parte di noi è precaria, quindi non ha ferie estive ma disoccupazione. Io sono precaria da 5 anni ma come avete potuto vedere al concorso c’è gente di 64 anni, persone che le ferie non le hanno mai vissute in vita loro.
D: Però guadagnate all’ora più di chiunque altro
R: Nonostante non mi lamenti dello stipendio di un insegnante, stiamo parlando di 1200 euro, soldi che, tra l’altro, non aumentano mai. Grazie al blocco degli stipendi e alla 107 il nostro stipendio non ha scatti di anzianità per almeno i primi 10 anni, poi aumenta di 60 euro per altri 5 anni. Nessun laureato guadagna così poco. All’inizio forse ma dopo pochi anni guadagneranno molto di più. E all’inizio nessuno di noi ha 18 ore, quindi nessuno di noi guadagna così tanto. Dopo 5 anni di lavoro io guadagno 1200 euro per 8 mesi all’anno e 400 per i restanti 4, per un totale di 11.200 euro l’anno che fanno la bellezza di 933 euro al mese. Straordinari non pagati e nessun bonus. Le sembra che guadagniamo tanto?
D: Ma allora perchè lo fa?
R: Perchè amo il mio lavoro, amo vederli crescere e vorrei essere di ruolo per portarli avanti fino al diploma, per smettere di affezionarmi ogni anni a qualcuno e non vederlo più l’anno dopo. Perchè un grazie di un genitore al ritorno da 7 giorni di gita e responsabilità vale più di una quattordicesima che non ricevo. Perchè un’ora di straordinario non pagata per ascoltare le loro paure non ha prezzo. Perchè non sapete che emozione si prova quando ti dedicano una tesina all’esame di stato. Perchè sentirli cantare in spagnolo l’ultimo giorno di scuola non ha prezzo. E forse non risponderò a delle domande inutili su come faresti una lezione standard a dei robot, forse non saprò come si dice misure compensative in spagnolo, forse non saprò a memoria tutti i livelli del framework internazionale ma è questo che fa un buon insegnante?
Per oggi abbiamo concluso la nostra intervista, restiamo a disposizione per tutti i vostri dubbi e le perplessità sul mondo dell’insegnamento e vi auguriamo un primo maggio, a tutti, ma specialmente a tutti quegli insegnanti che grazie al governo Renzi non avranno nulla da festeggiare.
Ricordatevene alle prossime elezioni.scuola-elementare

La riforma spiegata a un bambino (o a un coglione del PD)

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La riforma spiegata a un bambino (o a un coglione che vota PD).


Ritengo doveroso dover spiegare la riforma perchè mi sa che solo il 10% della popolazione l’ha capita. Lo farò usando un linguaggio “terra-terra”, semplice, con parole corte, in modo che tutti, anche voi del PD, possiate capire, e sarò scurrile, perchè il caso lo richiede.

Riassumiamo la riforma dell’ottima scuola del coglioncello Renzi in 10 punti
1) Il superpreside: il preside sceglie gli insegnanti. Questo, secondo il coglioncello, significa che verificano la loro bravura. Non si sa in base a cosa…si farà fare una lezione da ognuno per capire come spiegano…o forse si farà fare un pompino, cosa che risulta più rapida ed efficace. Quindi dall’anno prossimo io avrò sempre un sacco di cose da chiedere in Presidenza e lo farò in tacco 12 e facendo vedere le tette. Perchè sono proprio una buona insegnante e glielo dimostrerò!

2) Assunzioni da curriculum. Cioè secondo lui il superpreside (che avrà una maglia con scritto SP) farà dei colloqui. E cosa chiederà ad un insegnante? SP”Ha esperienza?” I”Sì, sono quattro anni che insegno.” SP”Ah, solo quattro? Scusi c’è uno che insegnava da cinque fuori…” Ma se è così cosa cambia rispetto alle graduatorie?

3) Abolizione delle fasce. Abolire le fasce non vuol dire eliminare il precariato. Così è praticamente come spararci e dire che non ci sono più precari. Allora ditelo, dateci un’arma a testa e ci ammaziamo per i posti di lavoro. Io ci sto.

4) TFA. Il TFA (Truffa Fortemente Autorizzata) perderà di qualsiasi valore. Ah no…possiamo partecipare al concorso. Cioè abbiamo fatto un concorso (diviso in tre prove) per poter accedere a un altro concorso. Neanche alla NASA.

5) Il concorso. Al concorso potranno accedere SOLO gli abilitati (cioè quei coglioni che, come me, dopo un’estenuante selezione hanno sopportato un anno d’inferno e hanno sborsato 3000 euro) e i diplomati magistrale. Bella roba.

6) Assunzioni. Grossa presa in giro. Ci sono 100mila posti vacanti e 100mila precari. A Renzi nessuno ha spiegato che esistono le CDC e non è detto che in ogni CDC ci sia quel numero di precari. Vi spiego meglio…nella mia cdc (spagnolo) non c’è nessuno di quelli da assumere secondo le loro regole, quindi? Che si fa?

7) Classi affini. Per risolvere il punto 6 quel genietto del ministro ha ben pensato di fare sta cosa…assunzioni da classi affini. Ossia un abilitato il inglese va a insegnare spagnolo, un abilitato in matematica va a insegnare fisica. Cioè avete rotto il cazzo fino a tre mesi fa che senza preparazione e TFA non eravamo degni di insegnare e mo ci assumete su una cdc di cui non ne sappiamo nulla? Mi auguro di non essere mai l’insegnante di inglese dei vostri figli perchè sono 8 anni che non parlo inglese potrei insegnargli solo The pen is on the table.

8) Finanziamenti alla scuola privata. Non ci sono soldi per assumere ma diamo una barca di milioni di euro alle private così i figli dei ricchi, che decidono che non possono andare a scuola con quella plebaglia dei vostri figli, pagano meno. Bravi, andate allo specchio e fatevi un applauso.

9) Privati che finanziano le scuole pubbliche. Così sarà la scuola delle diseguaglianze. Gli sponsor dove spenderanno? Nelle scuole che già stanno bene e dove fare sponsor ha un ritorno economico, o nella scuola di provincia, disagiata e senza carta per le fotocopie?

10) Acrostici. TFA. Tutti i Frutti Alllalà. Topolino Falsificava Assegni. Tutti Fann Ammor. Truffa Fortemente Autorizzata. Tutti Fuori Allarme. Tanti Fottuti Analfabeti. PD. Poveri Dementi. Pezzi Dimmerda. Porco D.

E niente volevo dirvelo. Così. La scuola è morta.

Amen.

Il pop e la sinistra

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Dopo innumerevoli discussioni con molteplici persone avute sin da quando ero una bambina, sono qui a fare una riflessione…ma partiamo dall’inizio…

Ok, io sono pop, sono molto pop, sono estremamente pop…amo il fucsia, faccio danza, lavoro in discoteca e piango con i cartoni animati. Sin da quando ero piccola sono stata tacciata dai miei genitori di essere superficiale. La mia superficialità si annidava tra i passi di danza che tanto amavo, tra le pieghe del mio vestito da tango e le pailletes di quello da jive. La mia famiglia era (ed è) l’opposto, volontariato, aiuti ai più poveri, nessun suppellettile, musica cantautoriale, divieto di Beverly Hills e serate a base di Santoro. Io mi rifugiavo nel mio mondo alternativo: i libri. All’università, i primi 3 anni, ho avuto la fortuna di fare un’università estremamente alternativa che apprezzava i miei gesti di creatività tipo preparare un’esame sulla metrica e le figure retoriche spiegando “Diamonds are a girl’s best friend”. Col trasferimento a Bologna, invece, le cose peggiorarono. Qui volevano tutto a memoria e “istituzionale” i miei saggi alternativi sulla cultura pop non furono molto apprezzati.

Le accuse di superficialità e di essere tutta balletti e paillettes continuarono ma oltre ai libri avevo altro in cui rifugiarmi…i miei amati telefilm. Iniziando a lavorare scoprii che la maggior parte delle persone crede che la cultura sia solo aulica, che solo le cose “pesanti” sono degne di essere lette e che i telefilm non sono considerati cinema. Alla tesi di laurea non presi la lode perchè avevo osato passare da Shakespeare alla Rowling senza vie di mezzo. Ancora una volta pop e non degna. alla mia seconda laurea, per fortuna, incontrai una prof che amava i telefilm quanto me…studiosa del cinema sosteneva che i telefilm avevano dei grossi livelli di complessità da poter studiare.

Già…quello che i non adepti non colgono è questo…la complessità dei telefilm. A partire dagli anni ’90 nacque un nuovo modo di fare televisione. i telefilm. La loro complessità non è di sicuro nell’essere aulici, non c’è pretenziosità, non c’è ricerca di temi sulla pace nel mondo o sul salvare l’Africa dall’ebola, nessuno ha mai fatto un telefilm sull’Ilva o sull’Isis ma…ciò non toglie che essi siano importanti sia a livello strutturale che semantico (ahahha quando e se voglio so essere erudita anche io). Che intendo? I telefilm, come la migliore tradizione della fabula settecentesca, hanno la finalità dell’insegnare divertendosi. L’insegnamento, in questo caso, non è pratico, ma una morale, come in Esopo e Samaniego, un’insegnamento di vita…fino a che punto si può spingere l’uomo in situazioni assurde? Come si fa a credere in se stessi quando il mondo fa schifo? In che cosa crediamo quando smettiamo di credere nelle favole? La risposta dell’animo umano è lì…The walking dead e quanto l’uomo sia la specie più pericolosa nell’universo; Fringe e fino a che punto si può spingere un uomo per il proprio figlio; Doctor who e quando e quanto l’essere umano a dimenticato cos’è l’umanità…potrei andare avanti per ore….ma vi toglierei il gusto di scavare negli angoli reconditi della vostra anima!

A livello formale il cambiamento è stato profondo. Le serie tv hanno vari livelli di attenzione: uno nel seguire l’episodio in sé, la minitrama di 45 minuti, il secondo è nelle varie sottotrame amorose o di sviluppo dei personaggi, il terzo è nella sottotrama di ogni serie per cui l’attenzione ad ogni parola detta durante una serie è fondamentale. Negli anni ’90, per la prima volta, il pubblico dimostrò di essere in grado di seguire più trame in contemporanea. Così cambiò anche il modo di scrivere romanzi, iniziarono ad abbondare le saghe e i fantasy, la creazione di mondi alternativi. Senza parlare del fatto che in un telefilm troverete la vostra natura….siete una principessa da salvare? Una donna in carriera che non trova l’amore e si deprime? Qualcuno che crede che esistano vari mondi e spera che nell’altro mondo le cose vadano meglio per se stessi? Una principessa forte che non ha bisogno di un principe e che risorge dalle proprie ceneri? E voi chi siete? Io sono abbastanza sicura…

Ma perchè oggi vi parlo di telefilm…tutto è nato da una discussione folle avuta su facebook con un’amica di mia madre. Ed è stato lì che ho capito il grande errore della sinistra…eheheheh non ci avreste mai scommesso che arrivavo in parlamento no? Quest’idea che la cultura sia tale solo perchè aulica, che un libro degno di essere letto debba essere pesante come “Il nome della rosa”, che un film per essere bello debba essere su temi agghiaccianti come “Il bambino con il pigiama a righe”…e così ci siamo dimenticati di arrivare al popolo, ci siamo dimenticati che nella vita c’è di più e che la bontà di cuore non si misura con la quantità di paroloni che si utilizzano. Sono altrettanto convinta che la cultura non sia per tutti ma schematizzarla e decidere cosa lo è e cosa non lo è non credo sia la strada migliore, anzi…non è forse proprio questo che ha fatto smettere alla maggior parte delle persone di avvicinarsi alla cultura? E così abbiamo aperto la strada ai vari Berlusconi, Renzi, voci populiste ma in grado di arrivare a tutti. Certo se pensiamo di distruggerli usando termini che capisce solo il 4% della popolazione stiamo fallendo di nuovo, quel 4% vota già Rifondazione comunista. Il nostro problema deve essere l’altro 96%!!! Il nostro problema deve essere che i giovani non leggono più perchè credono che leggere sia noioso, che i film più visti al cinema siano i cinepanettoni, che il grande fratello vada avanti da oltre 10 anni e che maria de Filippi sia una star della Tv e non un ballerino di Carramba che sorpresa!!!  Certo se come libro di lettura gli siamo il Don Quijote non credo che possa farli avvicinare….

Cosa c’è di male nella cultura pop? Chi ha deciso che JJ Abrams non sia un genio? Chi valuta allo stesso modo i libri di Fabio Volo e quelli di Carlos Ruiz Zafon? Chi ha il coraggio di dire che Coco Chanel non fosse un’artista?

Miei cari eruditi questo post è per voi. Avete dimenticato, avete dimenticato il fanciullino di Pascoli, avete rimosso il senso delle favole, avete dimenticato la cosa più importante della vita. Non è arte ciò che qualcuno decide, è arte ciò che smuove i cuori…chiunque sia in grado di emozionare milioni di persone, forse vale la pena di avere una seconda occhiata. Avvicinate le persone all’arte, non allontanatele. E ricordate sempre ci sono due tipi di persone…quelli che vedono un cappello e quelli che vedono un serpente che ha mangiato un elefante…

Magari è davvero solo un cappello ma perchè convincere il resto del mondo a smettere di sognare? In fondo sognare…rende solo persone migliori….

Ci meritiamo tutto…e avanziamo anche…

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Continua la fantastica storia del TFA, dello stato e delle assurdità. Per chi non avesse seguito vi linko ciò che avevo scritto su cos’è il TFA e cosa siamo costretti a fare per diventare insegnanti. https://laragazzacoltacco12.wordpress.com/2014/09/04/la-buona-scuola/

Ma le cose, in Italia, possono solo peggiorare….ieri, finalmente, sul sito creato ad hoc dal Miur per il TFA, ci compaiono le sedi della seconda prova. Devo fare una doverosa premessa..all’inizio di questa penosa trafila ci erano stati comunicati i posti disponibili per cada regione in modo che noi potessimo fare la nostra scelta in base ai posti disponibili; fatta tale scelta, adesso abbiamo la possibilità di inserire altri due atenei, in regioni diverse dalla prima, per far sì che, nel caso in cui risultassimo idonei non vincitori, potremmo essere spostati sulle altre regioni. Clicco sulla pagina e mi compare un numero spropositato di posti in un’università telematica chiamata e-campus…resto stupita e mi domando “ma che cazz è e-campus? Possibile che ci permettano di fare il TFA on line? Ma come? Fino a mo rompono le palle che anche se ho più di 360 giorni di insegnamento non sono una precaria della scuola e mo sistemiamo 135 docenti di inglese con un corso on-line?” Faccio un paio di indagini e scopro che è Cepu.

Ma non solo…scopro, inoltre che l’e-campus è un’università di lusso voluta dall’ex premier Silvio Berlusconi e cito “E-Campus, come molti ricorderanno, non è un’università qualunque. È l’ateneo telematico (non statale) creato da Cepu (Centro europeo preparazione universitaria), voluto a gran voce da Silvio Berlusconi e istituito per decreto grazie alla firma dell’allora ministro dell’Istruzione Letizia Moratti nel gennaio del 2006, nonostante il parere contrario del Consiglio universitario nazionale (unico caso in Italia) e del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario (oggi Anvur, Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca).” Cioè fatemi capire…un’ateneo a cui il Consiglio universitario nazionale e il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario non ha dato l’ok per essere considerata università diventa sede di TFA? Continuo le mie indagini e scopro che la Procura di Bari ha aperto un’inchiesta su tale università o presunta tale. La Procura di Bari, non so se mi spiego, non di Milano ma di Bari che con tanti problemi che c’hanno la devi fare davvero grossa…e perchè apre un’inchiesta vi chiederete? A quanto pare tale E-campus aveva solo un docente di ruolo….eh beh? vi chiederete…gli altri erano personaggi del calibro di Dell’Utri, Sgarbi e amichetti del Cavaliere. Adesso, una qualsiasi persona del sud sorride e pensa, ottimo modo di lavare soldi sporchi, na genialata, veramente, cazzo se ci pensavo lo facevo! Ma i motivi potrebbero essere molteplici…favoritismi, mazzette, piaceri (io ti apro l’università e tu mi ci metti a lavorare l’amichetti miei). Vorrei ricordare a chi non lo avesse fresco in mente che Dell’Utri è stato condannato per associazione mafiosa, scappato all’estero ed estradato in Italia dov’è attualmente al carcere di Parma.

Indignata da questa cosa mi viene da piangere…ma come??!! tutta sta questione e poi fanno na schifezza del genere? Cos’è? parte integrante dell’accordo Renzi-Berlusconi, due facce della stessa medaglia? E il mio primo, ingenuo pensiero è stato “Sta merdata va boicottata! Bisogna che tutti sappiano, nessuno può accettare di finanziare na schifezza del genere!” così vado sulla pagina facebook del TFA e informo i miei compagni di sventura. Ma qui accade qualcosa di inaspettato…molti dei miei colleghi e compagni mi rispondono cose del tipo “Eccola qua ma che fai non guardi Mediaset solo perchè è di Berlusconi?” —–no, anche perchè fa programmi di merda e per “sottoculturati” ma comunque non guardo proprio la Tv “Sì va bè, ancora con le questioni di principio? Io ho smesso nel 92!” —- no words, “ma dai! ti preoccupi di qualche docente non di ruolo? Sai quante ne fanno nelle altre università” —-cosa non ti è chiaro dei meccanismi dietro tutto ciò?

A questo punto il pianto ha cambiato il suo senso…dall’essere lo sconforto nei confronti di uno stato che ci fa di tutto e che ci usa come merce di scambio, è diventato pianto per la mia povera Italia. Qualche giorno fa nella discussione sugli ospiti da prendere per la stagione invernale del locale dove lavoro e alla proposta di un tronista io avevo risposto sbuffando mentre mi versavo da bere suscitando l’ilarità di tutti e due schieramenti, da una parte Giuliano che mi dava ragione dicendo “Gli universitari reagiranno tutti come lei!” dall’altro Rosa che asseriva “Guarda che è lei che è sopra la media, le universitarie non lo dicono per vergogna ma se lo guardano e vengono a strapparsi i capelli.” Adesso..io ho sempre pensato che la laurea fosse una discriminante…ma non per chissà quale motivo ma se ti danno dei libri devi capire ciò che ti dicono….così, per assurdo, pensavo fosse più facile capire le cose del mondo….e invece…the winner is ROSA!!! La gente guarda Uomini e Donne e si lascia lobotomizzare con gioia.

Se quello che mi chiedevo fino ad ora è sempre stato ma com’è possibile che sti qua ci facciano di tutto? Ma non ce l’hanno un po’ di morale? Adesso la mia domanda è perchè non ci fanno di più? Eh bella gente se io fossi il capo vi schiavizzerei, qua Renzi fa solo patti col cavaliere e ci usa come merce di scambio è un santo per l’idiozia umana che c’è in giro! Ormai a nessuno importa del futuro, nessuno pensa a cose come valori, morale, integrità…no…eccoci qua…pensiamo a noi, ai nostri soldi e tutto è lecito pur di ottenere il nostro scopo. Tutto…se lo facciamo noi ma se lo fa qualcun altro…è no allora è uno stronzo, è un approfittatore, è un arrivista. Ma sei scema! Qualsiasi cosa per andare avanti! Che vuoi che te ne freghi di a chi danno i soldi e quali accordi ci siano sotto!!! Un po’ come dire fare un pompino al tuo capo è lecito se ti fa un indeterminato. Ma sì…accettiamo una pacca sul culo per un aumento e una battuta sconcia per un week end di ferie in più….

Mi torna in mente una vecchia canzone degli Articolo 31 “Comunque sono un bravo cittadino Ho aggiornato suonerie del telefonino E un bicchiere di vino con un panino
Provo felicità se Costanzo fa il trenino Ho un santino in salotto Lo prego così vinco all’enalotto Ho Gerry Scotti col risotto ma è scotto Che mi fa diventare milionario come Silvio Col giornale di Paolo e tanta fede in Emilio ….. Ohoo Ohoo Ma a me non me ne frega tanto Ohoo Ohoo Io sono un italiano e canto E datemi Fiorello e Panariello alla tv Sono l’italiano medio nel blu dipinto di blu” Siamo ancora così..questo è il quadro dell’Italia, non la pasta, la pizza e il mandolino…questi sono gli italiani….il Re è nudo, citava una storiella ma nessuno aveva il coraggio di dirglielo…ora, invece il popolo è nudo, e lo fa anche con piacere.

#cimeritiamotuttoeavanziamoanche