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Su su su!

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Su su su!

E’ un sacco che non scrivo e sono costernata! Purtroppo credo di aver perso, almeno momentaneamente la mia verve sarcastica/aggressiva/strafottente/stronzetta…e infatti eccomi qua a scrivere un pezzo sull’ottimismo anziché insultare ignare passanti coi leggings a fiorellini.

Ieri sera sono stata a vedere l’ennesimo concerto di Cesare Cremonini, tra un po’ mi aspetto un cd gratis per devozione, e devo dire che, come sempre, è l’unica cosa che mi mette di buon umore più di guardare Inside Out!

Che cos’hanno in comune Cremonini e Inside Out? Ve lo spiego subito… Sul nuovo cartone animato della Pixar ne ho lette un sacco…che vuol dire che qualcuno ci comanda, che non abbiamo il libero arbitrio e minchiate varie che mi fanno capire come sono circondata da gente con due neuroni…ma de che stamo a parlà? Chi comanda? Comandano le emozioni! Eggià mi pare ovvio che lo facciano. Il messaggio del film intero era proprio quello: lo stesso accadimento nell’arco della vita può essere interpretato in varie maniere a seconda dell’emozione predominante. Siamo noi a decidere come vedere le cose, siamo noi a scegliere se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto, è il nostro stato d’animo predominante che decide l’importanza da dare a ciò che ci succede…se sono in una fase allegra della mia vita, una fase in cui Gioia è lì a fare tutti i suoi ballettini nel suo meraviglioso abitino verde, sarà difficile che qualcosa mi toccherà…mi si rompe un tubicino della macchina la porto dal meccanico si accorge che non ho fatto la revisione, meno male che l’ho portata dal meccanico per questa bazzecola così si è accorto di tutto ciò che non andava; mi viene la febbre, ottimo, mi rilasso due giorni e mangio un po’ di più così alzo le difese immunitarie; non mi arriva lo stipendo, meno male che ho fatto la formichina e mi sono messa dei soldi da parte!

Ma se, per caso, c’è tristezza al comando del mixer ecco che nascono le tragedie greche….mi si è rotta la macchina, stavo per andare a fuoco per strada, sai? senza acqua nel radiatore, sarei potuta morire da un momento all’altro…e poi, come se non bastasse essere scampata alla morte così, un po’ per caso, la porto dal meccanico e scopre che non avevo fatto neanche la revisione! Ti rendi conto? Avrebbero potuto arrestarmi…o arrestarmi mentre andavo a fuoco… e ho speso 200 euro! 200 euro che si vanno a sommare ai soldi delle medicine di questa settimana…eh sì…guarda una cosa incredibile, ho avuto anche la febbre! Inspiegabile! Sì…tutto in contemporanea…e quando succede tutto ciò? Quando non ho ancora avuto neanche lo stipendio! No, neanche un euro ho visto! Da settembre…e mi succede tutto ciò! Tutte a me capitano! Che altro deve succedermi? Sono pronta a tutto ormai! Oddio scusami devo lasciarti mi si è rotta un unghia…te l’avevo detto! Tutto a me succede!

Il successo della Pixar, ad ogni modo, non voleva dirci che la tristezza non esiste o che è un sentimento inutile, anzi, ci sottolineava come la tristezza fosse il sentimento che ci serve, a volte, per far si che da parte degli altri ci sia comprensione, comprensione che ci porterà gioia e che ci farà dimenticare la tristezza; ci insegna che tristezza, a volte, serve a farci sfogare in modo da ripartire ancora più carichi di energia dopo un bel pianto; ci mostra che tristezza, a volte, insieme a gioia, crea malinconia, che non è poi un sentimento negativo ma un sentimento che ci fa sorridere nonostante il velo di tristezza che si porta dietro. Tristezza a volte, e sottolineo, a volte, è utile a farci andare avanti.

E Cesarone nazionale dove lo collochiamo in questo quadro? Se nel cartone animato erano presenti solo i sentimenti base, ovviamente, c’è un sentimento che, nella mia vita e nella mia tavolozza dei sentimenti si crea spessissimo e che è sarcamo autoironico e capacità di sfanculare persone e fatti. E questo è ciò che trovo nelle canzoni di Cremonini….oh come sono triste, mi hai lasciato, non è più domenica, non si dimentica, la casa è buia e desolata, il tempo che davo all’amore lo tengo solo per me…ma vafanculo mi sto abboffann e marmellata, quella che mi nascondevi tu, stronza! oh che depressione, ho scoperto che non mi ami e le tue parole fanno male, tu mi attacchi io resto zitto come un coglione e tu sei sempre più stata forte di me ma guarda che lo so che soffri anche tu, le tue labbra stanno male, non hanno labbra da mangiare…però sai che ti dico? Se due lunghe e romantiche vite devono essere divise da qualcosa sai da che lo sono? Da queste rime! Ti sfanculo io mica tu?! Sono le 6 e 26, non dormo, soffro, sono così depresso che esco a bere, i bar sono chiusi e parlo con una puttana e lei sembra più felice di me…ma quanto sono sfigato? eh mi spiace ma Dio non c’è per occuparsi di noi…poveri sfigati insieme….però sai cosa…forse Dio c’ha ragione…è troppo occupato a dar vita a uno stagno e forza a un oceano…mica può pensare alle cazzate nostre?

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Ovviamente questa sarà la mia interpretazione dei suoi pezzi perchè in me gioia e tristezza, quando si fondono, creano sfanculamento. Ma non è questa la cosa fondamentale. Che tu sia figlio di un re o capo di stato, uomo, donna, frocio, Lucio Dalla o Sinatra, l’importante è che gioia e tristezza creino qualcosa di nuovo. Finchè si ha la salute si ha tutto, dicevano i vecchi. E non a caso quelli so vecchi perchè hanno più esperienza degli altri, quelli lo sanno, quelli hanno vissuto cose per cui essere veramente tristi. Quelli hanno affrontato la guerra, hanno visto i figli morire, altri figli ammalarsi, persone sopravvivere a tumori, altre morirne, hanno patito la fame, hanno seppellito gli amici, hanno perso il lavoro, hanno visto i giovani disoccupati, li hanno aiutati a mettere un piatto a tavola. Hai la salute? E che vuoi allora?! Alzati, crea qualcosa, fai sì che gioia e tristezza si diano il cinque e inventa un’emozione nuova. Che sia sarcasmo, che sia forza, che sia stronzaggine ma che sia qualcosa, perchè senza quel qualcosa non c’è forza propulsiva e senza forza propulsiva non si va avanti. E lo sapeva bene Bingbong col suo razzo.

Non importa quale canzone canti, ma canta. Non aspettare che qualcuno ti spinga. Solo l’invenzione del propulsore ci renderà liberi.

Torneremo liberi…ma liberi da che…..

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Tra il fare e l’essere

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Premessa. Avevo intenzione di scrivere un post divertente sulle 10 ragioni per farsi la frangia ma una discussione avuta ieri con un mio amico mi ha ispirata un post più riflessivo. Come direbbero le mie compari Stefy e Cate “non è nè positivo nè negativo, ma interlocutorio”. Veniamo al discorso serio. Il tutto è partito dal parlare di amore…ovviamente.

Discutendo sulla possibilità di avere un toy boy e il mio declinare l’invito in quanto un toy boy sarebbe un mio alunno, cosa che mi metterebbe in una posizione scomoda, il mio amico mi risponde “vedrai tra 10 anni, quando sarai una bella divorziata” e allora mi sono chiesta…ma non posso avere una bella storia ed essere come mia madre e mio padre che, a un mese dai 32 anni di matrimonio, si svegliano a vicenda con caffè a letto e canzoni con la chitarra? Da qui una riflessione sul perchè, al giorno d’oggi, tale avvenimento viene visto come una chimera o un fatto raro. Effettivamente è raro ma la mia domanda è “perchè?”

Io a tutte ste storie che è perchè le donne sono molto più mignotte inside e la danno via come se fosse di qualcun altro non ci credo molto. Cioè è vero che oggi costa di più un kilo di pane ma non credo sia fondamentale…mi chiedo…non abbiamo forse smesso di cercare chi siamo e guardiamo di più a cosa facciamo?

Mi spiego meglio. Nella nostra società piena di insicurezze, dubbi e precariato colmiamo questi vuoti con mille cose da fare sin da piccoli…bambini che fanno calcio, karate, tennis e d’estate campi estivi (aggiungerei che questo avviene più al nord che al sud ma risulterei razzista ;)) ed eccoli diventare adulti che fanno comunque mille cose. Quando si fermano questi adulti? Mai! Eccert nella vita ci sono sempre mille cose interessanti da fare, io vorrei imparare il francese ad esempio, solo per non sembrare Ratatouille ogni volta che leggo un titolo in  quella strana lingua parlata con la bocca a culo di gallina, vorrei fare arrampicata, giusto per vedere dopo quanti mesi arrivo a mezzo metro da terra e sopratutto vorrei giocare a tennis solo per mettere uno di quei fantastici vestitini…per non parlare del pattinaggio artistico per gli stessi motivi!

Ma facendo questo milione di cose, mi domando, non ci perdiamo lo stare con noi stessi e conoscerci? In fondo per conoscere qualcun altro devi passare del tempo con lui/lei e allora perchè non passiamo del tempo con noi stessi? Finiamo per essere cosa facciamo ma non chi siamo. E ci innamoriamo delle cose che fa l’altro e non di chi è. E così un giorno ti molli, senza apparente motivo, e la frase che si ripete è “mi sembra di non conoscerlo più” ma forse la domanda a monte sarebbe “l’hai mai conosciuto?”.

Luca, il mio amico, continuava ad insistere che tu sei un puzzle di quello che fai. Io però non credo proprio. Certo io sono un’insegnante, sono una che balla, sono una che scrive un blog e sono una che sta girando una web serie. Ma queste cose sono poi così fondamentali nella descrizione del mio io? E se un giorno smettessi di farle? Potrei innamorarmi di qualcuno che abita lontano e lasciare la scuola di danza e la serie, potrei avere un figlio e non lavorare per un po’. E cosa succederebbe in quel momento? Non sarei più io? Le cose che faccio possono far capire qualcosa su chi sono ma non possono essere me.

E forse se ci avessi pensato prima, a conoscermi e a conoscere le persone con cui stavo, non sarebbero andate così di merda le mie storie. O forse non sarebbero partite proprio! Pensate che sono stata tre anni col mio fidanzato storico, ci ho vissuto insieme e ho scoperto dopo anni che ci eravamo mollati che era geloso (e il mio lavorare in discoteca non aiutava!). Certo sapevo cosa faceva, sapevo chi era in relazione a ciò che faceva ma non sapevo che fosse geloso! Magari se avessi saputo che era uno che se gli piaceva un’altra mollava  tutto senza pensare e senza capire cosa non andava con me non mi sarei ritrovata dall’oggi al domani con 20 scatoloni pieni dela mia vita per strada. Magari se lui avesse saputo che io ero una che voleva sposarsi e sfornare una 15ina di bambini non sarebbe mai stato con me. Ma io sapevo cosa faceva e non chi era. E lui sapeva che facevo e non chi ero. E forse io non sapevo chi ero. E forse lui non sapeva chi era.

Ma quando ce ne andiamo quello che resta di noi, se qualcosa resta, è chi eravamo non cosa facevamo. Come molti di voi sanno ho perso il mio migliore amico un anno e mezzo fa. Spesso parliamo di lui e il ricordo di lui è di chi era non di cosa facesse. Certo se raccontiamo un aneddoto possiamo dire che era un organizzatore eventi, posiamo dire che era una promessa del tennis finchè non si è innamorato della cantante dei Prozac+ e l’ha seguita in tournee ma non è quello che resta, resta ricordare che era una persona che sapeva come tirarti su sempre, che metteva gli amici al primo posto, che non si scomponeva mai neanche quando gli facevamo credere che gli avessero rubato la macchina, che era la persona che sapeva sempre come farti ridere.

Nessuno si ricorda cosa fai ma tutti si ricordano di chi sei. E forse se imparassimo a conoscerci potremmo tornare ad innamorarci delle anime e non delle persone. E ci sarebbero più matrimoni, meno divorzi, più gioia, meno gente che va dallo psicoterapeuta. E camineremmo mano nella mano fino a 80 anni. E più gente che si ricorderà di noi. Sempre e per sempre. E forse, come dice il mio poeta preferito, dovremmo ricordarci di parlare di amare e non di amore, di vivere e non di vita.

Tra fare ed essere c’è di mezzo il mare.

Le 5 fasi della singletudine

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Ci pensavo ultimamente il problema dei single non è che non ce n’è abbastanza…il problema è che si incontrano in fasi differenti…quali sono le fasi della singletudine?

Eccovele

FASE UNO: Bridget Jones. è la prima fase, quella in cui gli uomini sono tutti stronzi e le femmine tutte puttane, quella in cui piangiamo con qualsiasi film, quella in cui beviamo smodatamente, quella in cui ci infiliamo in improbabili mise per attirare la sua attenzione, quella in cui ascoltiamo Radio Italia anni ’60 sperando che metta “Se adesso te ne vai” perchè non abbiamo il coraggio di metterla di nostra spontanea volontà ma se passa per radio la cantiamo a squarcia gola pensando pure “Marò Massimo di Cataldo e che pezzaccio!”. Questa è la fase in cui i sensi sono alterati. E se uno ci chiede “come stai?” rispondiamo “bene” mentendo o forse perchè, come dicono in Pretty Little Liars “Se quando ci si incontra per strada ci si dicesse davvero come si sta, le strade sarebbero rigonfie di lacrime”. E sì, vi ho citato un telefilm che molti di voi riterrano patetico (ma io lo guardo), perchè è così che siete, miei cari fase uno e presto lo penserete anche voi di voi stessi.

FASE DUE: Pretty woman. Detta anche il corpo è mio e tutto lo do vio. Questa è la fase in cui le reazioni possibili sono due ma il risultato è lo stesso. Reazione uno: mi ha mollato/ sono single vado un po’ con chi capita, mi diverto, yeah avevo rimosso com’era bello fare del sesso senza amore, yeah so troppo figo/a me la/lo danno tutti/e. Reazione due: ho bisogno di coccole e dolcezza vado svariate volte con la stessa persona tanto per. Il risultato non cambia, state facendo una cosa inutile. Che voi siate donne o uomini state sprecando del tempo e delle energie. Tempo che potreste passare a fare cose più interessanti e il vostro obiettivo raggiunto lo avreste potuto raggiungere da soli nella metà del tempo e senza spendere soldi di estetista e/o di cene offerte. Questa fase termina nella realizzazione che quella non è la persona che cercavate e/o che le malattie veneree sono più diffuse di ciò che pensavate.

FASE TRE: Yes man. Sopravvissuti alla fase due vi lanciate nella fase tre; avete bisogno di del tempo per voi e così…iniziate a dire di sì a qualsiasi cosa…lancio col parcadute? Perchè no! Corso di chitarra? Ma sì dai, cos’ho da fare il lunedì? Sì ok non ho mai saputo suonare neanche il triangolo ma tutto si impara! E il martedì? Arrampicata sportiva…è vero ho le vertigini anche a salire su una sedia ma sto cercando me stesso. E dove cazzo è te stesso? nascosto sul ripiano alto della libreria, fammi capire…in questa fase ci si spaccia per ricercatori della pietra azzurra, si millanta di aver trovato la propria stabilità, ci si pavoneggia del quantitativo di cose che si può fare da single. Ma nel frattempo se stesso si allontana, coperto dal se stesso di ogni situazione e si nasconde nei sogni, unico momento in cui siete tranquilli. Lo diceva anche il Quelo..la risposta è dentro di voi…che però è sbagliata.

FASE QUATTRO: Into the wild. La fase tre non si interrompe perchè avete capito che così non si trova se stessi ma perchè per un nanosecondo avete pensato che una persona potesse piacervi e questo vi ha terrorizzato. Ma no, non normale paura da oddio forse mi piace, che faccio sbatto gli occhi? (non faccio anche la versione maschile perchè ormai li masculi sbattono gli occhi più delle femmine). No, la paura che vi attanaglia è un’altra: e se mi dovesse davvero piacere qualcuno? Sarei così sciocco da farmi portare via di nuovo il milione di cose che compongono il mio essere? No, io voglio provare tutto prima di essere così vecchio da incontrare il vero amore! E senza tutte le cose con cui ho riempito la vita io chi sono? Ma allora no?! Non mi sono trovato! Insomma è la fase in cui le pippe si buttano. In questa fase si diventa introspettivi, si parla con se stessi, si parla con gli amici. Per la prima volta ci si scompone (anche se ho recentemente scoperto che se le donne si autoanalizzano a vicenda fino all’unghia del mignolino del piede sinistro, per gli uomini parlare è sinonimo di bere birra) ma non vi assicuro il risultato nella ricomposizione. Nel frattempo ci si aliena, soli, spesso si scrive un diario, bigliettini, appunti. Vi ricorderei, però, che nonostante fosse un bellissimo film, il ricordo che si ha del protagonista è che a una certa poteva tornare alla civiltà e che è morto da coglione. E questo nonostante fosse figo…

 

FASE CINQUE: Amori & incantesimi. Nella fase cinque siamo malati terminali. Ci guardiamo intorno guardinghi. Ormai è talmente tanto tempo che siamo soli con noi stessi che ci amiamo e abbiamo scoperto chi siamo. Già ma ora il difficile è farlo capire agli altri…alcuni, come me, vanno in ansia, parlano a sproposito, sudano, danno di sé un’immagine non corrispondente alla realtà, altri ci provano ma con serietà con differenti tipologie di persone, altri ancora aspettano il principe azzurro. E in questa fase si scarta…quello ha le orecchie grandi…quello l’asciugamano sulla testa…quello ha i denti strani….quello non è abbastanza uomo….E come in un meccanismo di difesa recitiamo il nostro mantra “Mi innamorerò solo di un uomo con un occhio azzurro e uno verde, che sappia girare le frittelle al volo, che sappia andare a cavallo al contrario”…e quello che ci aspettiamo è solo di incontrare qualcuno che sappia cosa sta succedendo e al primo segno di squilibrio ci blocchi e ci dica solo “Ok fase cinque, questa non sei tu, hai solo paura di ricadere nella fase 1 e sarebbe un circolo vizioso, i loop dopo un po’ rompono.”….che abbia un occhio azzurro e uno verde….

 

 

Non sarebbe meglio se girassimo col nostro numero?

L’importanza di essere enta

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Ebbene sì…sono arrivata a 30 anche io. Tre giorni di festa e molte più difficoltà a riprendersi dall’hangover di quando ne avevo 25 ma non da quando ne avevo 29.

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Passato il santo passata la festa oggi pulizie e chiacchiere con le amiche lontane, in particolare con una, lontana da tanto, vicina da sempre. Nei nostri sfoghi quotidiani il dramma di ogni 30enne come noi (cioè alla fine dei conti io, lei e Cremonini) essere single. “Il dramma non è tanto esserlo ma le 150 amiche fidanzate”, aggiunge la mia amica. Il dramma è l’esistenza del tavolo dei single ai matrimoni a cui inizi ad andare a 30 anni, e se facessero il tavolo dei grassi? o il tavolo dei biondi? (se lo fate posso essere messa al secondo?!), a 30 anni, single, inizi ad essere ghettizzata, quello è il vero problema.

Allora le ho promesso che le avrei scritto “piccolo manuale per trovare un uomo senza cercarlo – che se lo cerchi ti arrivano solo delle merde”. A 30 anni non si cerca più, si elimina. Non si spreca tempo di uscire con qualcuno con cui si parte già con dei boh, mah, vediamo, non ci basta più l’amore perchè sai che non è eterno, non ci basta più il mi piace perchè da piccola non mi piaceva il pesce ma ora mangerei sushi tutti i giorni. A 30 anni basta una piccola cosa sbagliata per essere depennati dalla lista dei papabili/palpabili. Vediamo cosa insegnano 30 anni di errori…

1) No uomini con un lavoro “inferiore” al tuo. A noi donne non importa assolutamente del lavoro che si fa ma l’uomo ha la necessità di sentirsi uomo alfa, l’uomo delle caverne che ci porta il cibo. E per quanto possa dire che non gli importa, che è tanto orgoglioso della sua donnina e che è felice del vostro successo e del vostro stipendio, sappiate che nel suo subconscio il tarlo è lì che cresce come un tumore, piano piano finchè un giorno attuerà una delle seguenti tattiche: A) inizierà ad essere distante, a dire che le serate con i vostri amici sono noiose, che i film che proponete non gli piacciono, se gli chiedete cos’ha dirà nulla finchè non vi costringerà a mollarlo esauste, B) si troverà un’altra senza dirvi nulla, qualcuna che sia più manipolabile di voi, qualcuna che lo faccia sentire intelligente e sicuro di sé. Perchè il povero uomo non riesce ad accettare l’evoluzione nonostante correva l’anno 2014. Quindi eliminate. Baciare un ranocchio non lo trasformerà in principe.

2) No ai ragazzi più piccoli. Non è una questione di essere antichi, è una questione genetica: a un certo punto, noi, vorremmo avere un figlio. E credo che sia proprio la procreazione che non ci rende legate al lavoro…mie care donne potete fare quello che volete nella vita, voi potete creare la vita e in fondo lo sapete che per quanto non si possa rispondere alla domanda “A chi vuoi bene di più a mamma o a papà?” la mamma è sempre la mamma! E non rispondete che voi non volete figli perchè per quanto il solo pensiero del pancione mi dà i brividi ma l’unica donna che non vuole davvero figli è Cristina Yang. Embè? direte voi…non lo puoi fare un figlio con uno più piccolo? certo ma o lui è vecchio dentro o quando lui li vorrà voi non potrete più dargliene perchè se avete 30 anni non ve ne restano tantissimi a meno che non siate Carmen Russo o non abbiate i suoi soldi per le cure! E per quanto non ci pensiate ora Cristina Yang ci ha dimostrato che a un certo punto è l’uomo che vuole bambini (eccert mica deve partorirlo lui!), nel 90% dei casi perchè non vede l’ora di essere autorizzato a giocare alla playstation e a guardare i cartoni animati senza che voi gli diciate cresci! Quindi delete.

3) Mogli e buoi dei paesi tuoi. Bellissime le differenze culturali e i figli misti ma volete mettere una bella litigata nella vostra lingua o nel vostro dialetto? E non pensate alle vacanze? non ne avrete più…ferie sarà uguale a tornare a casa mia o a casa tua…niente più agognate seychelles, niente più karaoke con Gigi D’Alessio…no non posso sopportare questo!

Però, mia cara amica lontana, a parte le minchiate che sparo a 30 anni come facevo a 20 c’è qualcuno di cui davvero diffidare e questo compleanno me ne ha dato l’ennesima prova….cancella assolutamente chi non ha amici. Perchè se è difficile avere un fidanzato è molto più difficile avere amici. E per amici non intendo conoscere gente, salutare persone per strada e bersi una birra tutte le sere….per avere amici intendo avere qualcuno che sa che a tre anni come a 30 vuoi una bicicletta….

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amici che si vestono da Hologram solo per farti contenta, amici che sanno che grappa bevi senza chiedertelo, amici che li senti ogni giorno e sembra non sentirsi da un mese, amici che diventano la tua famiglia, amici che sanno ogni tuo segreto più nascosto anche se sono a mille chilometri di distanza.

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Questi amici sono centomila volte meglio di qualsiasi fidanzato. Elimina, cancella, brucia vivo chi non li ha, perchè se non sei fidanzata puoi essere stata sfigata nella vita, aver cercato e trovato merde, aver avuto la sindrome della crocerossina, essere uscita con i casi umani, aver sperato di cambiare la gente, aver cambiato la vita alla gente che ha apprezzato e voltato le spalle….ma se non hai amici, non esisti, non sei nessuno.

Un brindisi ai miei 30 anni, un brindisi ai miei meravigliosi amici.

 

 

PS a parte il momento post sdolcinato aggiungerei

4) quelli che ti dicono “io non sono stronzo” e/o “non sono come tutti gli altri”

5) quelli che vivono ancora con la mamma, hai 30 anni se esci col fidanzatino come a 15 sei una sfigata!

6) quelli con famiglie problematiche che poi non ne vorranno mai una e non crederanno mai nel per sempre

7) quelli con gli occhi azzurri che sono dei noti bugiardi (ma è più forte di me!!!)

Non è un paese per single…

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L’Italia non è un paese per single. Non so gli altri stati ma l’Italia sicuramente no. In che senso? Beh vi espongo…se sei single devi essere ricco. Vuoi affittare casa? Una casa per due persone camera, cucina, soggiorno e bagno vi costerà, orientativamente, sui 600 euro. Si ma se non ce l’hai un compagno? Beh….monolocale. Un monolocale orribile, piccolissimo e senza bidet, vi costerà orientativamente sui 500 euro! Ovvero, finchè non hai un compagno dovrai condividere casa, se non avrai mai un compagno avrai il coinquilino di merda per tutta la vita, ti prenderai la febbre perchè ha finito l’acqua del boiler e litigherete per chi deve buttare l’immondizia.

Per non parlare delle offerte per due…se vuoi andare in vacanza e sei single, spendi come una coppia ma sei da solo. Ieri mi arriva una telefonata per partecipare a una vacanza gratis alle Canarie per promuovere un nuovo tour operator…peccato l’offerta fosse solo per famiglie…Per non parlare di quando fai la spesa. Le confezioni risparmio sono così grandi che se dovessi comprarle io ci mangerei per due mesi….

Allora io dico…ovvio che poi a noi single viene la tristezza e la malinconia….e allora eccomi qui! La promoter dell’essere single vi dirà le cose a cui quelle fidanzate devono rinunciare….così, giusto per ricordarci che anche noi abbiamo i nostri vantaggi!

1) Potersi non lavare i denti quando si va a letto. Lo so che non è una cosa da fare e non sto suggerendo di farlo ma…quando torni da una serata…stanca…un po sbronzetta…parecchio sbronzetta…e ciò che vuoi è solo lanciarti a letto ancora vestita e dormire pur sapendo che domani sarà peggio di oggi e canticchierai tutto il giorno “i’m on hangover uoeeeooo”. Il bagno è troppo difficile da raggiungere…impossibile, la corsa al bagno ti sembra peggio dei 100 metri ad ostacoli. Bene a questo punto il mondo si divide tra i single che pensano “Ma che me ne frega! Mo per una sera che non mi lavo i denti non cadranno!” e beati vanno a dormire puzzando di vodka tanto che la signora del piano di sopra si chiederà dov’è l’armata Russa con tutto Toto Cutugno e i fidanzati che non possono. La seconda categoria si trascinerà al bagno togliendo le scarpe per non fare rumore, inciampando nello stendino, cadendo ripetute volte fino a raggiungere l’agognato lavandino e si impegnerà per riuscire a mettere il dentifricio sullo spazzolino spalmandoselo poi sul resto della faccia, sporcando il cuscino ed essendo costretti a cambiare il letto il giorno dopo nonostante la nausea e il mal di testa.

2) Scorreggiare. Eccole lì le donnine a dire “ma noi non le facciamo ste cose!”. Smettetela, l’aria la facciamo tutte, poi se volete fingere di essere Barbie fatti vostri, io scrivo per le donne vere e oneste e che scorreggiano. Sei a letto al calduccio, fuori nevica, è un freddo boia, stai guardando un film e senti uno strano movimento dentro di te. Rieccoci allo spartiacque. Single resta a letto e scorreggia rendendo il tutto ancora più caldo ed accogliente, sperando solo che non l’abbia sentita il coinquilino di cui sopra che, altrimenti, risponderà con un rumore ancora più forte nell’assurda convinzione maschile che sia una gara a chi le fa più forte. Fidanzata, deve andare in bagno e si inventa una scusa per andarci con urgenza. Si alza con classe dal letto imprecando dentro di sé, il freddo la pervade, si accinge con il massimo della classe verso la porta e poi, con balzo felino, corre nel corridoio più velocemente di Bolt sperando di raggiungere il bagno prima della fine del countdown. Torna a letto infreddolita e lui dorme, perchè si sa, gli uomini sono dei bradipi, se li lasci soli un minuto, dormono.

3) Scegliere il film. Siete stanche e volete restare a casa e guardare un bel film. Single, potete vedere quello che vi pare, potete rivedere per la millesima volta “Titanic” ed imprecare contro quella chiattona obesa di Rose che occupa tutta la porta e fa morire Jack, potete piangere urlandole contro che tutti la odieranno per sempre per aver fatto morire Di Caprio; potrete commuovervi con “Romeo + Giulietta” nella speranza che se lo rivedrete ancora una volta lui si accorgerà che lei si sta muovendo e non si uccida; potrete canticchiare con “Il matrimonio del mio migliore amico” ripetendovi che lei almeno aveva l’amico gay e che tutto ciò che vi serve è una checca per amico…. Fidanzate, sarete costrette a guardare “Rocky”, “Rambo” e “Per un pugno di dollari” e annuire perchè quando ad un uomo non piace un film che avete scelto voi, si alza e se ne va, fa altro dicendovi “Non mi interessa questo film!” mentre quando lui propone una cosa vi guarda tutto il tempo chiedendovi “Hai capito?” e se osate mettervi lo smalto guardandolo vi accusa di non essere abbastanza attente! Punto per noi, direi.

4) Stop ai carboidrati. Non so se ci avete fatto mai caso ma quando ci si fidanza si ingrassa (in genere). Tutti lo associano al fatto che ormai sei sistemata e ti trascuri un po’, finchè non decidi di sposarti e non mangi per un anno e ti compri la ruota da criceto. La realtà è un’altra. Una donna mangia meno di un uomo. Quando devi cucinare per due o fai due cucine ogni sera, o mangi anche tu quello che mangia lui. Qui lo spartiacque lo fanno i carboidrati! Le single hanno detto no ai carboidrati e si ai bikini! per farvi un’idea lo spartiacque è come Christina Aguilera prima e dopo.

5) La domenica pomeriggio. Quante cose possiamo fare noi single. Andare a vedere la mostra sulla ragazza con l’orecchino di perla, passeggiare al parco, pulire casa, fare le lavatrici. Per le fidanzate la domenica pomeriggio non esiste. Esiste il calcio. Esistono le imprecazioni. Esistono gli amici a casa, i pop corn a terra, le bottiglie di birra da buttare via. Esistono delle amebe che guardano la Tv risucchiati e non rispondono alle domande che gli fate.

 

Care donne single, io sono con voi. La nostra è una scelta sensata. Avere un fidanzato è un lavoro non retribuito e noi abbiamo detto NO agli stage. L’unico stage che si accetta è nel posto dei nostri sogni. Quindi, care amiche single, non rinunciamo alla nostra posizione da privilegiate a meno che non ne valga davvero la pena!

10 motivi per smettere di uscire con qualcuno

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Che dire…le donne non ce la possono fare…la verità l’abbiamo lì, sotto gli occhi ma non la vediamo. O non la vogliamo vedere…allora vi do 10 suggerimenti…10 motivi per cui potreste smettere tranquillamente di uscire con un uomo senza pensare che poteva essere quello giusto…

1) Primi appuntamenti. Cinema. Sceglie lui. E vi porta a vedere “Natale a fanculonia”. E, cosa più grave, ride anche! Adesso dovete prendere atto che un uomo che ride alle battute di Cipollino Massimo Boldi non può essere l’uomo con cui mettere su famiglia….vi immaginate l’imbarazzo della nonna quando cucinerà salsiccia e piselli e lui farà qualche battuta idiota sull’astinenza?

2) Letteratura. Il suo autore preferito è Fabio Volo. Ora non sto qui a spiegarvi cosa succede quando uno legge Fabio Volo…vi allego un simpatico video che lo spiega con chiarezza http://www.youtube.com/watch?v=Bi8Cs_YOTlE&hd=1. Quello su cui voglio farvi riflettere è…uno che pensa che frasi tipo “È impossibile rinunciare alla felicità, si può solo se non la si è mai conosciuta.”, “La cosa importante è ciò che mi ha insegnato. Lei non era e non è il mio tesoro ma gli strumenti per trovarlo. Lei è il cartello che indica la strada.” e ancora “Darei la vita per non morire.” e la sua reazione non è cercare l’autore, aspettarlo sotto casa e picchiarlo con una mazza da baseball, non è normale. Sapevatelo.

3) Musica. In macchina ha un cd di Renato Zero e uno di Laura Pausini. Ragazze non è gentile ed educato, è gay. Può non saperlo, può non essersene fatto una ragione, può non avere il coraggio di dirlo alla madre. ma è inequivocabilmente gay. Potrà stare con voi per sempre, gli serve una copertura, gli serve che tutti pensino “Dai, alla fine è solo gentile, vedi? esce con lei!” Potrebbe chiedervi di iscriversi al corso di danza del ventre con voi, potrebbe adorare le vostre nuove unghie finte, ed emozionarsi davanti al vostro nuovo completino intimo in pizzo ma prima o poi lo troverete vestito con il vostro tutù mentre canta e balla con una mazza della scopa in mano!

4) Ha più di 25 anni e vive con la mamma. No, non ci sono giustificazioni. E ad ogni modo non è un vostro problema. Calcolate solo che vi paragonerà sempre a lei, che non cucinerete come lei, che dovrete fare i turni con lei per vederlo, che divideranno la macchina e se la prende lei voi resterete a casa. E non gli verrà mai in mente di vivere con voi perchè significherà allontanarsi dalla mamma e lei vi odierà, per sempre.

5) Perde peli. Non c’è nulla da ridere. Se perdi peli, toglili. Se avessi voluto qualcuno che mi perdesse peli nella vasca senza pulire avrei preso un cane. Un bel cane peloso che mi faccia le feste quando torni a casa  e non una persona a cui devo lavare i vestiti e che mi costringa a lavare il lavandino ogni volta che si fa la barba e a lavare la doccia tutti i giorni! Pensate a quando farete un figlio e il figlio vorrà un cane….sarete sommersi dai peli….

6) Mangia senza prendere un piattino o un tovagliolo. Quelli sono quelli che fustigherei in piazza…panettone sl tavolo, preventivamente avete preso i tovaglioli ma lui…ta daaaaaaa….perchè mai usare il tovagliolo se tanto non sarà mai lui a spazzare a terra? Questi soggetti si riconoscono per il loro non pensare mai a cosa comporta ogni azione. Dal non usare il tovagliolo passerà a pulirsi le mani sulla tovaglia, a cucinare sporcando più pentole che Buddy quando fa una torta da 20 piani e a invitare amici a casa senza dirvelo. Tendenzialmente è lo stesso soggetto che al punto 4.

7) L’uomo astemio. Questa brutta malattia è difficile da gestire e non se ne esce molto facilmente. Gli astemi, come gli hamish e i testimoni di geova, tendono ad accoppiarsi tra di loro perchè gli risulta difficile rapportarsi ad altri esseri umani. Immaginate…cena di pesce, ristorante super figo e lui ordina una bottiglia d’acqua. Adesso voi avete due opzioni: prima, bere acqua naturale su un’impepata di cozze; seconda, prendere del vino bianco da sola soddisfando il palato ma sentendovi un’alcolizzata. Usciti dal ristorante fate un salto in discoteca dove lui litigherà all’ingresso perchè deve pagare entrata inclusa consumazione ma lui non beve. Allora cercherete di farvi capire che neanche voi siete cattolica ma non per questo litigate con i posti pubblici che hanno il crocefisso appeso e lui vi guarderà come delle pazze e vi dirà che questa affermazione è dovuta all’alcol….lasciate stare….

8) La sua ex sembra uscita dal Jersey Shore. E, cosa ancora più grave, lui non solo non se n’è mai accorto ma è convinto che l’abito non faccia il monaco! Ok, non del tutto ma un po’ si, io mi sono altamente pentita di essere uscita con uno che aveva la cintura con la palla numero 8 (da brividi) e ho lasciato precise disposizioni di abbattermi in caso indossi roba fluo, giallo e/o scarpe da ginnastica col tacco! Se voi uscite con un soggetto come questo vi chiederete per tutta la vita come sia possibile che con voi ci siano problemi mentre era innamorato di una che metteva brillantini di giorno…non capendo la differenza tra raffinato e chic potrebbe dirvi di vestirvi bene e portarvi allo stadio, potrebbe portarvi a sorpresa a conoscere i suoi quando siete in tuta….insomma se non sai abbinare i colori hai problemi nelle scelte della vita! E voi non volete un matrimonio gypsy vero?

9) Ha accompagnato la propria ex al concerto di Alessandra Amoroso e/o Emma Marrone. Sono cose da fare di nascosto, con parrucca e occhiali da sole perchè ti macchinano per sempre la vita e la carriera. Sono cose che fai solo per il tuo migliore amico minacciandolo che se lo dice a qualcuno racconterai a tutti di quella volta che è stato con una orribile ma lui non se lo ricordava perchè pesava 180 kg! Sono cose che una ragazza non dovrebbe chiedere mai….e non dovrebbe neanche avere il coraggio di dire al proprio uomo che va a sentire una roba del genere al pari di andare a vedere Twilight! Volete davvero un uomo che accompagna la propria fidanzata a fare dei gesti inconsulti?

10) Si è innamorato follemente di voi. I troppo romantici e i troppo rapidi sono, notoriamente degli psicopatici. I telefilm hanno cercato di avvertirci ma noi non li vediamo….Revenge, lei gli fa credere che lo ama per rovinare la sua famiglia, Dexter, il fidanzato di Debra le chiede di sposarlo su una barca ricoperta di fiori e lui, è ovviamente un assassino in serie che cerca di ucciderla, The Mentalist, il fidanzato di Grace è perfetto ma è un seguace di John il Rosso…..

Insomma….poi non dite che non ve l’avevo detto….