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Nord sud…ovest est

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L’eterna battaglia tra nord e sud, tra terroni e polentoni, tra emigranti e rimasti a casa mi fa tornare a versare inutili parole in un non ben identificato spazio virtuale. E tutto per colpa di Clementino e di Sanremo. Già, perchè dall’insulsa canzone del rapper stonato è nata una disputa senza fine tra chi al sud non ci vuole tornare e chi ammazzerebbe per una sfogliatella.

Vi riassumo il problema: Clementino, nel suo credersi rapper portatore della voce dei sofferenti, scrive una canzone in cui piange l’essere cantante emigrante e l’essere costretto a cercare il colore laddove non c’è il sole (al nord), poverino ma lui da bambino voleva vedere il cielo ma qui piove e fa tempesta. Eccolo qua, lui, portatore di voce di una generazione che, dopo i comunisti in pantofole, sforna gli emigranti in eurostar.

Sia chiaro, io sono terrona e comunista.Il peggio che possa capitare a una brioche.

Ed ecco lì che si scatena la faida non appena commento sui social che Clementino si poteva pur sta a cas se non gli piaceva il nord. Eccoli lì gli altri emigranti in eurostar ad attaccarmi sostenendo che io, da terrona, dovrei essere concorde con Clementino e cbhe, anzi, offendo il sud.

Io offendo il sud? Da sempre si è sostenuto che chi guarda le situazioni dal di fuori è più obiettivo da chi ci è dentro ma, purtroppo, questa regola non vale se parli del sud. Del sud non si può parlare perchè nell’ordine chi non se n’è andato o chi se n’è andato ma anela un ritorno all’ovile ti dirà: – che sei una persona pessima, che è facile essersene andati mentre loro combattono, che è tutta colpa della camorra, che tu dovresti difendere la tua terra, che sono i polentoni a parlare sempre male dei terroni e tante altre cose di questo genere.

Facciamo un elenco, uno dei miei tanto amati elenchi.

  1. Quelli che denunciano l’evidente facilità dell’essermene andata contro la loro combattiva attitudine a voler cambiare la loro terra. Sinceramente ne conosco ben pochi. Sono cresciuta in una famiglia in cui mia madre e mio padre passavano il loro tempo libero a cercare di salvare il mondo. Lo fanno ancora. Si sono battuti per gli scivoli sui marciapiedi nella nostra cara città di Eboli, mi hanno fatta recitare in un video in cui portavamo cessi rotti al sindaco di tale cittadina denunciando la permanenza di una discarica a cielo aperto in un area formalmente adibita a parco giochi, sono andata in giro per l’Italia con la loro associazione pro bambini disagiati, ho bevuto del te nelle capanne degli immigrati. Celebre fu la frase di mio fratello “Vorrei essere un marocchino per avere le vostre attenzioni” citazione ignara di Almodovar in Tutto su mia madre. I miei genitori, e di conseguenza noi, sono stati additati e a tratti allontanati anche dalla stessa famiglia per la loro attitudine a lottare contro qualsiasi forma di ingiustizia o di rregolarità. Persone straordinarie. Non conosco nessun altro che abbia sacrificato neanche la metà della metà di quello che hanno sacrificato loro per salvare il sud. Non mi risulta che nessuno di quelli che mi accusa di aver scelto la strada più facile si sia trovato di fronte al bivio della difficile scelta tra un futuro tranquillo al nord o una vita da sacrificare alla causa sud. Eppure chiunque sia restato per un qualsiasi motivo che prescinda da qualsiasi volontà di riabilitare il caro e vecchio nome della Campania non fa altro che darsi il merito di averlo fatto.
  2. Quelli che “al nord si sta male”. Si sta male ovunque se non si ha quello che si vuole. La stessa città, in periodi differenti della vita, vi darà sensazioni diverse. Per continuare a citare i miei genitori ricordo di una vacanza a Parigi in cui padre e madre tornavano dopo esserci stati freschi fidanzati. La città dell’amore apparsa ai loro occhi sputare cuoricini dalla torre Eiffel sembrava ora, agli stessi, sporca e con molta meno magia. Non sempre ho amato Bologna con la stessa verve con cui lo faccio ora. Ma ora sono felice, innamorata e soddisfatta e i miei 6 kg in più lo dimostrano ad ogni passo. Nessuno può essere felice in un posto se non è felice a prescindere. Una città va vissuta, affrontata, assaporata. Ricordo mio fratello ai primi anni di università, ci trovavamo entrambi a Napoli e io lo incitavo ad uscire, lui si rifiutava. Uscì due volte e due volte fu rapinato. Promise che non sarebbe mai più uscito. Adesso è ai suoi primi tempi a Milano, gli manca Napoli, la città più bella del mondo, sullo sfondo del pc ha il vesuvio e vorrebbe mangiare sfogliatelle. Ogni posto è bello se abbiamo dele lenti rosse.
  3. Le giustificazioni. Nessuno, o quasi nessuno, del sud ti dirà mai “Beh dai un po’ di colpe le abbiamo anche noi.”. Una conversazione normale è così A: “Va bè ma voi al nord una birra la pagate 5 euro, noi 2!” B: “E’ normale quando sei costretto a fare tutti gli scontrini, ad avere tutto il personale in regola, pagare la SIAE, pagare per il dehor…” A: “Va bè ma che c’entra…una volta sono andato al nord da un medico e non mi ha fatto la ricevuta!” B: “Ma nessuno ha mai detto che qui la fanno tutti ma si parla di percentuali d’evasione.” A: “Ma pensi che sia il baretto di paese ad essere un problema per l’Italia? Il problema è il grande evasore! è l’imprenditore! e l’imprenditore di dov’è? Del nord! Al nord non le pagano le tasse gli imprenditori e poi con chi ce la prendiamo? Col bar al sud che non fa gli scontrini!” Ma tu il tuo dovere civico di chiedere lo scontrino lo fai? Certo che anche al nord non li fanno, certo che ci sono i grandi evasori, gli stessi calciatori e piloti di moto gp che seguite ogni domenica! Ma richiedere lo scontrino vuol dire fare già la metà del proprio dovere. Questo come tante altre cose dal fare il biglietto sull’autobus a non ridere perchè un ragazzo è stato picchiato dai bulletti di Eboli per aver cercato di dire che non potevano buttare un ventilatore nei secchi dell’immondizia normali.
  4. Al nord sono rigidi. E nessuno lo mette in dubbio. L’elasticità mentale non è qualcosa che appartiene al carattere nordico e te lo svela la campagna pro fare i biglietti dell’autobus a Bologna. “è davvero ben scorretto chi non paga il suo biglietto” inneggia un cartello su ogni bus. E, apparentemente, pur di non essere additati come scorretti i nordici obliterano. A me, terrona, la prima volta che l’ho letto mi ha fatto venire voglia di non timbrare e di scrivere “coglioni” sul cartellone. I nordici sono rigidi, se c’è una regola è quella. Non si parcheggia fuori dalle strisce se una ruota spunta fuori…multa e a nulla valgono i tuoi “ma era fuori di 3 centimetri!” era fuori, e al nordico quello basta. So matti, so fusi ma se devo dirla tutta preferisco questa rigidità innata al parcheggio selvaggio al “va buò dai 3 minuti la lascio in seconda fila”, a chi si ferma per strada a salutare l’amico e tu dietro come un idiota. Ma anche questo, so scelte.
  5. Ogni scarrafon è bell a mamma soia. Ovvero, ognuno ha la propria scala di valori. Vi inviterei a riflettere sull’utilizzo della parola “costretto”. Siamo costretti ad andare al nord. Costretti vuol dire che non hai nessun’altra alternativa possibile, vuol dire che se resti hai una bomba che esplode, un serial killer sulle tue tracce, una taglia sulla tua testa. Io, e gli altri emigranti dell’alta velocità, l’abbiamo scelto. Sono sempre stata scettica sul concetto di indice della qualità della vita. Indice secondo chi? Il mio personalissimo indice prevede funzionalità dei mezzi pubblici, efficienza degli uffici, facilità di raggiungere il posto di lavoro, parchi nei dintorni. E per questo, dopo un’attenta analisi, ho scelto Bologna. E ho deciso che fosse la mia città e comprato casa prima di incontrare l’amore e senza avere certezze lavorative. Per me questa è casa, ora più che mai e sarei disposta a lavare cessi pur di restare nella città che amo accanto alle persone che amo. Ma se nella vostra classifica conta più il sole, il mare e la sfogliatella fatevi due conti. A volte bisogna rinunciare a qualcosa, alla città, al lavoro dei sogni…rinunciate a ciò che vi pesa meno per far si che la vostra vita sia il più simile possibile a quella che avete sempre desiderato.
  6. Due pesi due misure. Se Clementino dice “lì piove sempre e non  c’è il sole” non è un’offesa ma un dato di fatto. Se un polentone risponde “lì c’è l’immondizia per strada” è un’incredibile attacco e offesa e non si deve permettere. Il terrone ha come indole quella di giustificare le parole in quanto generalizzazione e in quanto “noi siamo a cumpagnon, non non offendiamo, scherziamo.”

Miei cari amici, parenti e conterranei, io vorrei tanto che voi vedeste quello che vedo io. Io vedo una terra che non aveva niente di più della terra che difendete così a spada tratta, nè più nè meno, che ha raggiunto dei traguardi. E certo mai potranno avere il sole e il mare, e certo mai potranno avere inverni miti e estati infinite ma voi, invece, potreste averlo quello che hanno loro e non lo avete. E non date la colpa sempre e solo agli altri, al destino, alla politica e alla camorra. Prendetevi qualche responsabilità, chiedete gli scontrini, obliterate i biglietti, smettete di guardare “Il boss delle cerimonie” e scrivete mille lettere a Real Time per denunciare l’infinito e patetico clichet che si dà del sud. Scegliete dove volete viere, scegliete cosa sacrificare nella vita, liberatevi dei preconcetti, sentitevi eroi solo quando lo siete, rifiutate lavori aggratis anche in cambio di punti a scuola, non andate in affitto a nero. E se siete “costretti” ad andarvene al nord sorridete, perchè ogni posto è accogliente se sorridete, ogni città vi offre qualcosa se lo cercate ma da nessuna parte del mondo le cose vi cadranno tra le mani mentre brontolate che è tutto una merda.

E certo che gli imbroglioni ci sono anche al nord ma questo non vi dà una giustificazione all’esserlo anche voi. D’altronde le persone più integerrime mai conosciute sono i miei genitori, nate e cresciute al sud. Che vi siano d’esempio.

 

 

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La riforma spiegata a un bambino (o a un coglione del PD)

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La riforma spiegata a un bambino (o a un coglione che vota PD).


Ritengo doveroso dover spiegare la riforma perchè mi sa che solo il 10% della popolazione l’ha capita. Lo farò usando un linguaggio “terra-terra”, semplice, con parole corte, in modo che tutti, anche voi del PD, possiate capire, e sarò scurrile, perchè il caso lo richiede.

Riassumiamo la riforma dell’ottima scuola del coglioncello Renzi in 10 punti
1) Il superpreside: il preside sceglie gli insegnanti. Questo, secondo il coglioncello, significa che verificano la loro bravura. Non si sa in base a cosa…si farà fare una lezione da ognuno per capire come spiegano…o forse si farà fare un pompino, cosa che risulta più rapida ed efficace. Quindi dall’anno prossimo io avrò sempre un sacco di cose da chiedere in Presidenza e lo farò in tacco 12 e facendo vedere le tette. Perchè sono proprio una buona insegnante e glielo dimostrerò!

2) Assunzioni da curriculum. Cioè secondo lui il superpreside (che avrà una maglia con scritto SP) farà dei colloqui. E cosa chiederà ad un insegnante? SP”Ha esperienza?” I”Sì, sono quattro anni che insegno.” SP”Ah, solo quattro? Scusi c’è uno che insegnava da cinque fuori…” Ma se è così cosa cambia rispetto alle graduatorie?

3) Abolizione delle fasce. Abolire le fasce non vuol dire eliminare il precariato. Così è praticamente come spararci e dire che non ci sono più precari. Allora ditelo, dateci un’arma a testa e ci ammaziamo per i posti di lavoro. Io ci sto.

4) TFA. Il TFA (Truffa Fortemente Autorizzata) perderà di qualsiasi valore. Ah no…possiamo partecipare al concorso. Cioè abbiamo fatto un concorso (diviso in tre prove) per poter accedere a un altro concorso. Neanche alla NASA.

5) Il concorso. Al concorso potranno accedere SOLO gli abilitati (cioè quei coglioni che, come me, dopo un’estenuante selezione hanno sopportato un anno d’inferno e hanno sborsato 3000 euro) e i diplomati magistrale. Bella roba.

6) Assunzioni. Grossa presa in giro. Ci sono 100mila posti vacanti e 100mila precari. A Renzi nessuno ha spiegato che esistono le CDC e non è detto che in ogni CDC ci sia quel numero di precari. Vi spiego meglio…nella mia cdc (spagnolo) non c’è nessuno di quelli da assumere secondo le loro regole, quindi? Che si fa?

7) Classi affini. Per risolvere il punto 6 quel genietto del ministro ha ben pensato di fare sta cosa…assunzioni da classi affini. Ossia un abilitato il inglese va a insegnare spagnolo, un abilitato in matematica va a insegnare fisica. Cioè avete rotto il cazzo fino a tre mesi fa che senza preparazione e TFA non eravamo degni di insegnare e mo ci assumete su una cdc di cui non ne sappiamo nulla? Mi auguro di non essere mai l’insegnante di inglese dei vostri figli perchè sono 8 anni che non parlo inglese potrei insegnargli solo The pen is on the table.

8) Finanziamenti alla scuola privata. Non ci sono soldi per assumere ma diamo una barca di milioni di euro alle private così i figli dei ricchi, che decidono che non possono andare a scuola con quella plebaglia dei vostri figli, pagano meno. Bravi, andate allo specchio e fatevi un applauso.

9) Privati che finanziano le scuole pubbliche. Così sarà la scuola delle diseguaglianze. Gli sponsor dove spenderanno? Nelle scuole che già stanno bene e dove fare sponsor ha un ritorno economico, o nella scuola di provincia, disagiata e senza carta per le fotocopie?

10) Acrostici. TFA. Tutti i Frutti Alllalà. Topolino Falsificava Assegni. Tutti Fann Ammor. Truffa Fortemente Autorizzata. Tutti Fuori Allarme. Tanti Fottuti Analfabeti. PD. Poveri Dementi. Pezzi Dimmerda. Porco D.

E niente volevo dirvelo. Così. La scuola è morta.

Amen.

8 motivi per cui non si trova lavoro

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Eccoci qua, disperati come sempre. E ogni volta che chiamo mamma piangendo lei mi risponde “Lo sai, però, che non è una situazione solo tua ma che accomuna tantissimi giovani.” come se questo mi fosse più di aiuto dell’idea di iniziare a fare la cam girl nella speranza di specchiarmi un giorno e vedere la mia metà cattiva come Niki Sanders di Heroes e andare a staccare la testa a Renzi che gli ho scritto e non mi ha risposto. Matteo, sappilo, hai perso un voto!

Ma andiamo ad analizzare le motivazioni del nostro non trovare lavoro….

1. L’inglese. No amici, non sto parlando di conoscenza dell’inglese. Vero è che più ignoranti con le lingue degli italiani esistono solo gli spagnoli (l’altro ieri a scuola i miei alunni hanno confuso Romeo e Giulietta con Raperonzolo!). Sto parlando del fatto che quando cercate lavoro tutti gli annunci sono con i titoli in inglese che tu ti domandi e chiedi “Ma che cazzo vogliono questi qua?” Non mi credete? Allora faccio la mia solita ricerca, vado in indeed e scrivo Emilia Romagna…eccovi i risultati:

                        Specialist – Apple retail store (Bah!)

                       Web Designer E-Commerce (relocation + visa)

Sales Assistant (commesso?)

Store manager (gestore?)

Ma, dico io, pensate che scrivere il nome in inglese faccia figo? Non sappiamo manco che vogliono dire! Ma se poi esiste un nome in italiano, perchè scriverlo in inglese? Perchè dire faccio il sales assistant è meglio di dire faccio la commessa? Bah!

    1. L’italiano. Anche quando i titoli degli annunci non sono in italiano sono di difficile comprensione. A volte molto ambigui e che ti fanno ridere. Immagino che gli addetti ai lavori capiscano cosa si intende ma….lasciateci il piacere di ridere su alcuni di essi…visualizzate…

    Addetto alla sbavatura. Chiudete gli occhi ed immaginatelo. Non state immaginando il cane a tre teste di Harry Potter, Fufy per internderci, mentre sbava sulla spalla di Ron e il tizio in oggetto intento a pulire la bava?

    Addetto al montaggio. Non voglio neanche immaginare a cosa state pensando…

    Selezioniamo candidati. E grazie al cazzo! Cosa volevate selezionare? Gente che non voleva candidarsi ma Hei noi abbiamo scelto te! Candidati per cosa?

    Seconda di negozio. Eh no eh! Cioè vengo a lavorare e già so che sarò sempre la seconda? Non è giusto!

3. L’età. Fino a che età si è giovani? No perchè ci sono due filoni…in uno devi avere massimo 29 anni, passati quelli non servi più, sei solo da rottamare; nell’altro è 24 il limite massimo, a 25 sei già troppo vecchio. Quindi a 29 e un giorno sei finito! A quel punto cerchi il sistema di implosione automatica senza trovarlo e la tua unica soluzione sarà trovare un marito ricco. Ma anche lì…eccole le 20enni che ci pensano in anticipo e ti fottono! Propongo al governo di trovare un’isola su cui deportare tutti i 29enni e un giorno! Magari ci accoppiamo tra di noi e invadiamo l’Italia….

4. Bella presenza. Ormai serve la bella presenza anche per fare il succhiamerda (non è un lavoro inventato! A Bologna c’è un motorino che gira in città con dietro una grossa aspirapolvere che tira via le cacche di cani. E’ uno statale quindi non sottovalutatelo come marito.) Ma poi cosa si intende per bella presenza? Aprite l’annuncio e leggerete: altezza minima 1.75, taglia max 40. Allora, io capisco che se devi fare accoglienza clienti non puoi essere 1.50 per 200 kili, ma voi cercate delle anoressiche! Io porto la 40/42 e sono normale ma perchè sono alta 1 metro e una vigorsol messa in orizzontale! Ma poi vogliamo dire che chi è alta meno di un metroesettantacinque è brutta? Eva Longoria 1,57; Leighton Marissa Meester meglio nota come la mia adorata Blair Waldorf 1,65; Scarlett Ingrid Johansson 1,60; Natalie Portman 1,60. So Brutte? Parliamone! Ma non avrebbero potuto fare le hostess al Lineapelle, perchè per vendere pellami devi essere alto!

5. Etimologia. Definizione del termine ‘lavoro’: in fisica, Impiego di un’energia per raggiungere uno scopo determinato; Occupazione specifica che prevede una retribuzione ed è fonte di sostentamento. Non vorrete mica andare contro la Treccani? Raggiungere uno scopo determinato, prevede la retribuzione. Retribuzione, per i datori di lavoro che non lo sapessero, significa me’a pava’ ‘o frat’! Scusate il francesismo! Quando rispondi agli annunci di lavoro, spesso e volentieri, ti vedi rispondere “Metto ‘lavoro’ tra virgolette perchè non è proprio un lavoro.” E che cos’è? Coniamo un nuovo termine? The creation of a new world postulates the creation of new words, per citare me stessa e la mia tesi di laurea (Trad. per i non anglofoni ‘La creazione di un nuovo mondo prevede la creazione di nuove parole). Ma no! Non è il nostro caso! La parola esatta per quello che vogliamo esprimere esiste già: schiavismo. Da wikipedia: Storicamente il proprietario di uno schiavo aveva diritto di vita e di morte su di esso e sulla sua famiglia, e aveva diritto a sfruttarne il lavoro senza fornire nessun compenso. Però no…aspettate…allo schiavo veniva pagato il vitto e l’alloggio, di merda certo, ma gli veniva pagato. Quindi per noi va creata una parola a se stante che è peggio di schiavo! Grey ottimo direi!

6. Laurea in omninologia. Questa università è la sorella di Hogwarts, solo che il biglietto del treno costa troppo e Italo non copre la tratta dell Omni-Express! Questa laurea è richiesta per tutti i lavori.

“Cerchiamo insegnante madrelingua di inglese per corso di informatica.”

“Cerchiamo laureato in ingegneria (non gestionale) col massimo dei voti, massimo 29 anni, con almeno 5 anni di esperienza, automunito, residente a massimo 10 km dal luogo di lavoro, necessaria ottima conoscenza dell’inglese sia scritto che parlato. Sarà titolo preferenziale la conoscenza di una seconda lingua.” Be, se lo trovate mandatemelo a casa! State parlando di un genio che si è laureato in ingegneria prima del tempo avendo, nonostante ciò, il tempo di fare corsi all’estero per perfezionare la lingua (o ha una seconda laurea in lingue)…magari d’estate, al posto di mare e sole, corsi d’inglese in Inghilterra, tanto per non fare il cambio dell’armadio! Eddai su!

7. Residenza. Il problema della residenza è una cosa difficile da spiegare ai ‘non più giovani’ (tipo mia madre). Per loro cercavi lavoro e ti spostavi nella città dove te lo offrivano. E questo ci sembrerebbe anche logico e fattibile se non fosse che…nella loro stronzaggine, i datori di lavoro, hanno un minimo di coscienza… sono come un Dalek umano (questa è solo per very nerd!)… loro sanno che ti stanno offrendo un lavoro di merda, sottopagato o per niente pagato, quindi hanno la decenza di non chiamare gente che abiti in altri posti. Anche perchè, se prima i colloqui erano un do un des, mi dica le sue competenze le dico cosa le offriamo, ora sono una scommessa, lei mi dica le sue competenze e mi convinca che questo lavoro, che non le ho neanche spiegato, sia il migliore che le potesse capitare al mondo, che sia la cosa che più desidera, poi la rimanderemo a casa, tra dieci giorni le faremo un altro colloquio, poi le faremo fare una prova tra altri 10 giorni e, alla fine, le paleseremo il fatto che non avrà un cazzo in cambio, se non l’onore di lavorare per noi. Immaginatevi se un’azienda di Milano facesse spostare uno da Palermo per sta trafila…quello poi minino prende il porto d’armi si fa dare un fucile e ammazza tutti!Quindi, al giorno d’oggi, devi prendere un punto a caso sul planisfero, trasferirtici e sperare che ti assumano.

8. I colloqui psicologici. Tu hai passato 5 anni a studiare (5 se sei stato particolarmente bravo), poi sono anni che fai stage, per pagarti le spese lavori di notte, scrivi tesi agli altri, traduci fino alle 2 del mattino, fai la barista, cambi case, cambi coinquilini….poi squilla il telefono: hai un colloquio. Ti vesti meglio di se dovessi uscire con Cesare Cremonini (per il resto del mondo leggasi Brad Pitt), stivali Max & co., vestitino Liu Jo, borsa Louis Vuitton, la sera prima vai al letto alle nove, ti piastri i capelli anche se li hai lisci come una giappa, studi il trucco fumé per poi scoprire che è l’equivalente di non struccarsi prima di andare a letto e svegliarsi fumè, arrivi con mezz’ora di anticipo e passi il tempo con la schiena dritta e attenta anche a come sei seduta. A quel punto arrivano altre 10 persone che hanno il colloquio alla stessa ora e lì capisci: arriva lo psicologo. Così ti siedi in una stanza e ti fanno partecipare a un gioco idiota…sei su un’isola deserta con la neve e il freddo e devi mettere in ordine d’importanza gli oggetti che hai in macchina…e così via. Una volta mi è capitato uno di una donna che andava dall’amante e tornando a casa veniva uccisa e dovevamo decidere di chi era la colpa. Ovviamente tutti gli uomini hanno dato colpa alla donna. A quel punto ho pensato che del lavoro non me ne fregava un cazzo se per ottenerlo dovevo passare sopra i miei principi e ho lottato per la memoria della povera donna. Un’altra volta mi hanno chiesto “Se fossi un cartone animato chi saresti?” e alla mia risposta “Alice nel paese delle meraviglie!” la psicologa mi risponde “Ma Alice era allegra e spensierata, tu non mi sembri così!” e la mia vena sarcastica è uscita…. “Se date dei funghetti anche a me sono uguale a lei, gemelle separate alla nascita.”

Sta volta mi fermo a 8 cose perchè ho già perso abbastanza tempo per scrivere sottraendolo all’invio cv! Così alla fine risulta che è colpa mia che cazzeggio al posto di inviare curricula!

Buon riso amaro e buon week end

Xo, xo

la vostra ragazza col tacco rotto mammona per necessità!

10 ragazzi per me…

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Una mattina ti svegli e scopri che hai poco meno di 30 anni e sei single e ti domandi perchè, ti addossi le colpe, pensi che forse sei troppo esigente e allora analizzi gli uomini della più o meno tua età (a quest’età non possiamo più andare troppo sul sottile anche sull’età del possibile fidanzato!) e inizi a capire….

Le tipologie di ragazzi in circolazione sono queste:

1) Il tronista. No, non intendo che sia figo, la categoria del tronista è quello che si cura anche più di te (nel mio caso non fa un grosso sforzo in realtà), quello che non vi potete vedere perchè è andato a farsi la pulizia al viso, quello che non fa sport ma si fa la ceretta alle gambe perchè la sabbia poi se no è difficile da togliere, quello che andate a mare e ha le ascelle più depilate delle vostre. Questa tipologia porta sempre una crema idratante in valigia e in vacanza mette il superabbronzante. Voi credete che non sia un problema ma ve ne accorgerete quando, prima o poi, andrete a vivere con lui e non saprete di chi è la cera nuova, quando vi metterete a letto e la sua gamba sarà più liscia della vostra e quando dovrete chiamare l’estetista per assicurarle che non è un maniaco anche se si vuole depilare l’inguine. 

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2) Il mammone. Tutti gli uomini sono mammoni, direte. No, care, alcuni sono più mammoni e in quel caso le suocere vi odieranno a morte. I mammoni veri sono quelli che le mamme li chiamano con nomignoli anche davanti a voi, anche la prima volta che vi vedono, sono quelli che la domenica vanno al mare con mammina e lasciano voi a casa, sono quelli che “mamma mi ha detto che”, sono quelli che le mamme gli portano il caffè a letto la mattina e lo faranno anche quando ci sarete voi nel letto con lui e no, non è piacevole. Un giorno vi ritroverete con lui che vi dirà che mamma gli ha detto che alle donne piace più stare sopra facendo calare il vostro desiderio, la mamma vi verrà a trovare e pulirà casa come se voi non sapeste neanche badare al figlio e farà cenni di disapprovazione alle tende della cucina che non si intonano col copridivano. La prima volta che sentirete chiamare sua madre mammina….fuggite il più lontano possibile!

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3) Il giocherellone. La tipologia del giocherellone può essere simpatica ma è molto rischiosa. Il giocherellone, infatti, non si accorge di avere 30 anni e giocherà allo stesso modo di quando ne aveva 12. Di solito fa un lavoro fisico e a contatto col pubblico e si circonda di ragazzini più piccoli contornati da uno stuolo di teen agers adoranti. Andrete al bowling? vi spingerà sulla pista mentre tirate, l’amico sale in macchina? partirà lasciandolo attaccato alla portiera, mangiate una pizza? vi lancerà molliche di pane da una parte all’altra del tavolo, esce con gli amici? Fa battute sconce a cui tutti rideranno tranne voi. Può essere un piacevole passatempo nei periodi di depressione ma non riuscirete a sopportarlo per molto. Meglio un cane.

4) L’omm addà puzzà (ma non eccessivamente). Il fascino dell’alternativo, chi ve lo nega, ve ne do tutti gli atti che volete ma vale la regola di cui sopra. Se ogni volta che andate a dormire da lui notate che ha le stesse lenzuola, se entrando in camera vi viene da starnutire pur non avendo il raffreddore, se dopo due volte che ci uscite vi rutta nell’orecchio per scherzo, se fa la pipì per strada e poi vi dice “Andiamo a fare colazione?” tendendovi la mano, non è alternativo, è nu zuzzus!!! Diffidate dalle imitazioni signore, essere alternativi vuol dire comprare i detersivi bio non non comprarli proprio! E no, non riuscirete a fargli capire che non può lavare a terra solo se è macchiato, che nell’armadio non può tenere insieme panni sporchi e puliti e che saltare gli oggetti sul pavimento per raggiungere il letto non è considerato sport. 

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5) L’animatore. Ok ammettiamolo tutte noi siamo andate in vacanza e abbiamo avuto una liason con un animatore ma quando l’estate finisce finisce anche il cantare summer love credendosi Olivia Newton John. Ma loro si annidano ovunque…all’inizio ti sembra carino che il tuo ragazzo saluti tutti, che sappia tutte le canzoni e te le canti ma a un certo punto passano i 3 mesi dell’innamoramento, andate ad un compleanno e lui balla il Pulcino Pio e voi vorreste avere il mantello dell’invisibilità di Harry Potter. Poi pensate che in fondo è stato divertente e con tanto zen andate avanti…fino alla prossima festa in cui c’è il karaoke. Mi dispiace ragazze gli animatori sono simpatici solo da giugno a settembre. 

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6) Il nullafacente. Forse uno dei più affascinanti tra i nostri esemplari perchè lui è sempre disponibile. Siete tristi e volete bere ma sono solo le 3 del pomeriggio? Lui c’è. Volete partire per il week end o anche in settimana? Lui c’è. Lavorate vicino casa sua? Pranzo da lui. Vi sembrerà tutto così fantastico. Fino al momento in cui vi ricorderete che purtroppo esistono anche i tempi futuri e che lui vi può preparare tutti i pranzi che volete ma non può portarvi a cena fuori perchè con la paghetta dei genitori non ce la fa. Poi inizierà ad uscire senza di voi perchè voi, purtroppo, dovete lavorare per vivere e non potete sbronzarvi ogni maledetta sera e alla fine vi mollerà perchè siete noiose, troppo responsabili, vecchie dentro, mentre ha trovato una fantastica 21enne figlia di papà che può fare la fancazzista con lui per qualche tempo in più.  Scappate prima che vi molli e le vostre amiche vi insultino anche.

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7) L’ignorante. E non sto parlando di inutili titoli di cui fregiare le pareti. Vi sto parlando di quello che vi dice “Sai ho visto quel film di cowboy col nero di quel regista che mi sa che è pure famoso.” o “Hai presente quel fatto assurdo successo a Genova qualche anno fa?” e in quel momento anche se avevi l’ormonella a palla e il tuo perizoma ti si era sfilato da solo senza neanche toglierti i jeans…in quel momento tutto passa e pensi che no, neanche dopo aver bevuto 1 litro e mezzo di tequila avrai rapporti sessuali con lui, no, neanche se è Brad Pitt. Solo che finisce che bevi e può succedere di tutto. A quel punto consiglio di lasciare un biglietto mentre dorme scrivendo “Grazie è stato un piacere ma devo scappare, ho tante cose da fare…una di queste è uccidere Bill.” 

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8) Il tirchio. Questa categoria mi è capitata più volte. Non è una questione di soldi o di regali ma…una volta sono uscita per qualche mese con un ragazzo che mi ha portato, come unico regalo, una lattina di chinotto dalla mensa aziendale….un altro mio ex mi ha portata a cena per il mio compleanno e poi mi ha detto “Forse è meglio se prendiamo la pizza” no ma dico io non mi ci portare fai più bella figura. Il tirchio lo riconosci subito dal  fatto che quando ti porta a bere qualcosa paga con le monetine e le conta lentamente davanti a te per fartelo pesare, che quando sceglie il vino prende il meno costoso in assoluto e che prende il caffè alle macchinette. Vivere con lui vi creerebbe problemi quando stacca lo scaldabagno per risparmiare e spegne la macchinetta del caffè elettrica “tanto basta che mezz’ora prima che tu abbia voglia di caffè rimetta la spina.”. Evitatelo. 

9) L’incapace. Questa categoria è quella che racchiude un po’ tutti gli uomini che vanno a vivere da soli e che vi usano come libretto di istruzioni. Riporto frasi reali citate da mie amiche “Amore il caffè è uscito lo spengo?” (no, fai bruciare la casa) “Amore ma se io aziono la lavatrice, il tempo che mi vesto, ha finito?” (se hai il lavaggio Flash Gordon è qui sì) “Amore dov’è il burro?” (Ncul a soret) “Amore ma sulla pancetta c’è scritto usare una sola volta quindi non la posso conservare?” (No, tutti i cibi appena li hai aperti o li mangi tutti o li butti) “Panna da montare in polvere?” (Cos’è questa stregoneria?) “Devo pulire il frigo, va bene col l’alcol?” (Si e poi fumati una sigaretta li vicino). Consiglio, assicuratevi che viva da solo da almeno 10 anni!

10) Il bugiardo. Il più difficile da smascherare. Quello che vi dice che va a calcetto ma ha la panzetta alcolica e quando fa le scale alla seconda rampa ha il fiatone, quello che dice che va a trovare degli amici e va a trovare l’altra fidanzata in Sicilia. Dopo esperienze varie ed eventuali sui generis mi è stato detto come fare a sgamargi…quando vi hanno raccontato una storia a cui non credete, chiedetegli di raccontarla di nuovo ma al contrario! Pretty little liars docet. Altro trucco: guardatelo negli occhi, se guarda a destra ricorda, se guarda a sinistra inventa. Ho guardato 4 serie del mentalista e adesso miei cari bugiardi non mi fregate più! Potrei entrare in polizia!

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Detto ciò diffidate degli uomini, fate i miei test e tenetemi aggiornata.

P.S. Ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale (o forse no!)

10 buoni propositi per il 2013

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Come poteva, nelle mie assurde liste di 10 cose mancare oggi, 1 gennaio, la classifica dei miei 10 buoni propositi per il 2013? Metterei “smettere di fumare” al numero 1 ma sarei ipocrita…lo dico tutti gli anni e non lo faccio mai, quindi non lo metto più, se smetto bene!

Questa volta il mio elenco sarà al contrario, cioè dal 10 posto al primo…diciamo che è la mia hit chart dei buoni propositi….partiamo

10) Essere ordinata. Questo è più un miracolo che un buon proposito. Il mio non è reale disordine, è disordine mentale! Nel mio caos calmo trovo le cose, se le metto in ordine non le trovo più. E allora perchè vuoi diventare ordinata? Mi chiederete voi. Perchè quando apro la porta della mia stanza ho l’effetto quello che immaginerei vs realtà. Così finisce che passo un sacco di tempo a mettere in ordine e ogni volta il mio sistemare consiste in buttare tutto ciò che ho in camera sul letto, decidere un nuovo ordine che in quel momento è più logico e risistemare aggiungendo modifiche strutturali degne di “paint your life” ma senza l’orrenda (e decisamente out) salopette di Barbara.

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9) Curare la mia persona. Beh fighe non si nasce, diciamocelo, smettiamo di credere a quelle che pesano 40 kili e dicono “Cosa faccio per essere così? Io? Nulla…anzi…mangio cioccolatini e fritture dalla mattina alla sera!” Io queste le prenderei e le farei mangiare così per una settimana e senza fare sport e vediamo quanto pesano dopo! Per questo motivo penso che dovrei iniziare a fare un restyling, non che faccia cagare ma iniziare a togliere lo smalto senza aspettare che non ci sia più perchè ho tagliato le unghie non sarebbe male!

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8) Fare 15 minuti di esercizio fisico al giorno. Questo è evidentemente collegato con quello di cui sopra….ma 15 minuti al giorno possono bastare. E non esercizi qualsiasi ma quelli che io denomino “Culo, fianchi, tette”. Eh beh ragazzi ho comunque 28 anni e siccome dopo mesi e mesi di maggese penso che si possa anche tornare sul mercato questi esercizi sono fondamentali per ottenere il massimo del risultato con il minimo dell’impegno. Ovviamente ho scoperto che qualcuno col mio stesso grado d’idiozia esiste già e sono stati fatti tutorial di 15 minuti di esercizi mirati. E’ sempre un piacere sapere che esista qualcuno più demente di te.

7) Smettere di limitare la cura del corpo a seconda delle stagioni. Non fare la ceretta d’inverno perchè non si vede è un po’ come spazzare a terra e mettere la polvere sotto il tappeto. E questo è solo il minimo, non parliamo di depilarsi le ascelle, procrastinare ogni giorno e ricordarsene quando si ha già indosso il vestitino sbracciato e dandosi una veloce sciacquata alle ascelle che non fa mai male ci si accorge della presenza pilifera in sovrabbondanza. No, non potete dire che siete vestite anni ’80 e il pelo fa parte del travestimento. Tra queste faccende annoterei anche lo smalto alle unghie dei piedi che in inverno resta lo stesso dell’estate, mai in coordinato con quello delle mani e decisamente rovinato. Iniziamo ad usare lo swiffer!

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6) Smettere di fidarmi delle persone. Questo è un proposito incredibilmente valido. Io sono di quelle così buone da passare per fesse, amo alla follia in amore, in amicizia e alla fine….come si dice da me “o cetrulo va semp ngul a l’ortolan”. Quindi da quest’anno fiducia poca e disponibilità meno ancora.

5) Imparare ad essere egoista. Anche questo è fondamentale: devo smettere di pensare a cosa fa piacere agli altri e imparare a pensare prima a me stessa. Questa potrebbe essere anche letta come una sindrome della crocerossina e no, non intendo la Minetti con la tutina in latex che balla al bunga bunga, intendo le vere crocerossine. Eccomi sempre pronta a curare gli ammalati…e se proprio non dovessi riuscirci almeno comprerò una tutina sexy per dare verve al gesto!

4) Smettere di ascoltare Paolo Fox. Caro Paolo, a me dispiace perchè ormai svegliarmi con la tua voce equivale all’avere una certezza nella vita e di questi tempi, credimi, neanche una coppia d’assi lo è! Ma non posso più aspettare il tuo oroscopo e sentirti procrastinare la mia fortuna ogni giorno di più! Ogni anno mi dici che l’anno prossimo andrà meglio e io vorrei tanto sapere se la tua ex è ariete e ti ha tradita con tuo fratello farmacista perchè tu continuavi a mettere quegli orribili completi bianchi!

3) Smettere di uscire con gli sfigati. Cioè ho capito la sindrome da crocerossina ma io davvero esagero. Il problema è che poi mi creo anche grandi aspettative da questa massa di imbecilli di cui mi innamoro…mi aspetto poesia e metafora e mi ritrovo ad uscire con gente che non sa neanche chi è Pablo Neruda! Quindi 7 anni di lavoro in discoteca mi verranno bene per capire bene il concetto di “selezione all’ingresso”. Diciamo che fino ad ora la mia selezione è stata solo genetica e con un unico requisito di base: avere gli occhi azzurri. Colpa di Romeo&Juliet o del mio voler avere bambini con gli occhi chiari non lo so ma ciò che posso assicurarvi è che le persone con gli occhi chiari mentono più facilmente! Ma siccome quest’anno il 29 marzo di anni ne compirò 29 e credo nella numerologia e il 29 nella smorfia è “o pat r’è criatur” (nome con cui si allude con neanche tanta sottigliezza al membro maschile!) direi che i numeri mi dicono che devo smettere di perdere tempo con ragazzini e roba del genere e uscire solo con potenziali padri dei miei figli e non con surrogati dei miei figli.

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2) Trovare un senso alla mia vita. So che state tutti canticchiando Vasco ma vorrei comunicarvi che quella canzone non vuol dire un beato cazzo e non dà indicazioni sul senso misterioso che non c’è! Ad ogni modo basta credere nel destino e nelle minchiate varie e fare solo ciò che si desidera veramente per cambiare la propria vita. E prometto di attuare un piano di battaglia dettagliato con tanto di orari per ogni cosa da fare durante una giornata. Se vuoi puoi ci dicevano da bambini e io vorrei chiedervi e se avessimo smesso di volere perciò non possiamo?

1) Dire tanti vaffanculo. E per questo proposito ringrazio il suggerimento di una mia cara amica lontana fisicamente ma mai nell’anima! Bisogna imparare a mandare a fanculo le persone. Il ragazzo con cui esci non ti ha detto che è fidanzato? VAFFANCULO Il datore di lavoro non ci paga lo straordinario? VAFFANCULO Devo smettere di giustificare le persone, di capirle, di mettermi nei loro panni ma nei miei, di panni, chi si mette mai? E allora VAFFANCULO a quelli che non pensano che ti stanno facendo del male, a quelli che ti sfruttano, ai bugiardi, ai falsi, a tutti quelli che non ci pensano due volte prima di calpestarti, agli egoisti, ai lagnosi! Prepariamoci una serie di vaffanculo e usiamoli durante il 2013!

Ah e comunque auguri a tutti di un 2013 non dico meraviglioso ma un po’ meglio del 2012!

Rettifica/spiegazione al mio precedente post 10 cose che un terrone deve sapere….

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Allora…date le continue polemiche vorrei fare un paio di rettifiche, o meglio, degli approfondimenti…

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Cominciamo dal fatto che i miei post sono assolutamente personali e ironici su episodi della mia vita trattati in modo romanzato…in fondo sono una scribacchina è questo il mio compito.

Però vorrei dire una cosa a tutti i nordici che si sono offesi, anzi due…1) c’è una differenza sottile tra ironia e sarcasmo, 2) mi spiegate il principio per cui chi vive in un posto non ha gli stessi diritti di chi ci è nato?

Analizziamo il punto 1….tutti lì a scrivere che se noi terroni ironizziamo su di voi è ok ma se lo fate voi ci arrabbiamo…quello che fate voi non è ironia….mi spiego:

A (polentone): andiamo a cena?

B (terrone): ok a che ora?

A (polentone): passo a prenderti alle 19.15.

B (terrone): porto nonna?

Tipico caso di ironia…nessuno insinua che esista un giusto e uno sbagliato, il pubblico ride, tutti applaudono e non è successo niente.

A (terrone): il nostro mercato è più chiassoso del vostro?

B (polentone): sarà che a voi la mafia dice di urlare.

Tipico caso di sarcasmo peraltro fuori luogo.

Mi sono spiegata? Se uno mi commenta “non confondiamo l’essere ospitali con la vostra maleducazione nel passare senza avvertire” mi dispiace ma mi stai offendendo, sei tu a dare un giudizio sul mio modo di fare, io il tuo l’ho solo trovato strano non maleducato.

Il punto 2 ha bisogno di una amplificazione grande….allora io vivo a Bologna ma non solo…sono residente qua, pago all’incirca 1000 euro di multe all’anno al comune di Bologna (tranquilli ho già chiesto se per cortesia mi fanno mettere l’impronta della mano stile Walk of Fame sulle torri!), pago le tasse qui e non posso lamentarmi di cose che non vanno perché non sono nata qui????!!!

–        Ah cazzo stasera ho aspettato 35 minuti il fottuto autobus a -3 gradi e non passava!

–        Torna a casa tua terrona di merda!!!

–        L’università di Bologna ancora non ha messo le date degli esami!

–        Perché non l’hai fatta a Napoli l’università se qua ti stava sul cazzo!!!

–        Mamma che clima di merda c’è qua!

–        E perché non sei restata al sud col tuo bel clima la mafia e non avere il lavoro?

Questo è lo scenario che mi si profila! Perché non sono restata al sud? Volevo fare un’esperienza da fuori sede ed ero convintissima che Bologna fosse poco sopra Roma (sono così tanto ignorante in geografia che mi faccio paura da sola!). Poi ho creato amicizie qua e mi hanno dato un motivo per restare. Sono lontana dalla mia famiglia e ho la mia famiglia acquisita…posso lasciare gli psicopatici che ho intorno? La casa di ognuno è dove si ha il cuore.

E poi scusate quindi non capisco…l’autorizzazione a lamentarmi ce l’ho solo dove sono nata o dove ho vissuto la maggior parte del mio tempo? Cioè sono nata a Salerno ma ho vissuto fino ai 18 anni in provincia….posso lamentarmi di se qualcosa non va a Salerno o solo al mio paese? E dopo quanto tempo che si vive in un posto ci si può lamentare se non passa l’autobus? Datemi dei dati più precisi….è come la residenza per gli extracomunitari? Ah no peggio, loro hanno i diritti dopo 5 anni, io sto qua da 7 e passa….devo sposarmi con un autoctono per avere gli stessi diritti?

Aspetto informazioni in merito al quando otterrò la completa cittadinanza e potrò avere delle lamentele o essere ironica sulle differenze tra nord e sud senza essere tacciata di razzismo al contrario! Posso avere dei timbri come la WII? Ogni tot di settimane acquisisco un timbro e un diritto in più…tipo…2 anni: complimenti! Puoi lamentarti del freddo. 4 anni: puoi lamentarti se non arriva l’autobus anche se il cartellone luminoso diceva che sarebbe passato e ci sono 6 gradi sotto lo zero e nevica, prima dei quattro anni rendi grazie all’autobus quando arriva come se non ne avessi mai visto uno prima!

Aspetto la tabella e i timbrini!

Grazie mille a presto con affetto

La vostra ragazzacoltaccorotto (che non è assolutamente razzista al contrario e che ama Bologna come se fosse la sua città!)

PS essendo l’8 di dicembre…buona preparazione dell’albero di Natale a tutti!