L’ultimo episodio dei telefilm (spolerissimo!)

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Allora…da telefilm addicted mi vedo costretta a scrivere un articolo sui telefilm, o meglio, sull’ultima puntata dei telefilm…

La mia predilezione per i telefilm risiede nel fatto che la mia concentrazione dura tra i 25 e i 45 minuti perfettamente in linea con la durata media rispettivamente di Sit com e Telefilm. Inoltre il fattore emotivo è maggiore rispetto ai film in quanto dopo 2 ore, con i film, è finita, ma con le serie hai un sacco di stagioni per entrare nel personaggio e, con tutti i vari personaggi, prima o poi uno in cui immedesimarti c’è. 

Ho iniziato da ragazzina con Dawson’s Creek e già d lì capii che non era il caso di guardare i telefilm fino all’ultima puntata. Dopo anni di leggere storie per ragazzini, infatti, gli autori, dopo aver preso grosse dosi di MDMA, decidono di farci piangere per ore uccidendo Jen senza alcun motivo. Era l’ultima puntata eppure…ammazziamo Jen! Piansi per ore pensando che fosse una cosa inutile e mi chiesi perchè avessero deciso una cosa così assurda. Così, nonostante le sei serie, Jen ce la ricordiamo così, con il suo maglioncino marrone mentre si fa filmare da Dawson per farsi ricordare dalla figlia avuta da un anonimo sconosciuto, giusto per ricordarci che se una ha la nomea di troietta di città dev’esserlo fin nel giorno della sua morte e che la redenzione non esiste.

Poi sono passata a Buffy. Prima ti fanno innamorare di Angel, poi vedi quanto la ami Spike e non fai altro che aspettare che lui glielo dica. Così aspetti l’ultima puntata, ansiosa e piena di lacrime ed eccolo lì, lui che dice “Io ti amo” e lei “Non ti credo, lo dici solo per salvarmi la vita” e lui muore. Ma vaffanculo! Ma siete fuori? 

Da Buffy in poi sono diventata un’intenditrice e ho diviso i telefilm in due categorie: quelli per cui vale la pena aspettare l’ultima puntata e quelli che no; gli ultimi detti anche telefilm da stiro (cit R.B.A.) ossia quelli che puoi fare altro mentre li guardi. 

Tra i telefilm da stiro, sempre utili per intrattenersi, annovererei:

SUPENATURAL telefilm che vale la pena di guardare perchè loro due sono troppo fighi ma, a parte le prime tre serie, ti rendi conto che non puoi aspettare la fine perchè sei arrivata al momento che ti auguri che qualcuno uccida sti due idioti e il telefilm possa finalmente volgere al termine. Carino il pensiero due due fratelli uniti nella lotta contro il male, il bello e l’intelligente, carine le prime serie in cui si combattono strani mostri…ma da quando hanno aperto le porte del purgatorio, sono tornati i leviatani, è comparso il metatron e tutta una serie di figure mitologiche cattoliche di vario genere l’ho annoverato tra i “non aspettiamo il finale”

 

REVENGE: Val la pena di guardarlo per farsi venire in mente tutte le cattiverie che potremmo applicare ai nostri ex fidanzati. Eh già, perchè Amanda alias Emily è la persona in grado di pensare alle vendette più assurde di tutti i tempi. Dopo poco, però, capirete che senza i soldi di Emily Thorne potete solo sfasciargli la macchina. Sebbene la prima serie sia molto carina, dalla seconda in poi vi rendete conto che la vendetta è un piatto che va servito tutto in una volta e non in tre serie

BREAKING BAD: Un professore di liceo che sembra l’incrocio tra mio padre e il mio vicino di casa scopre di avere un cancro e decide di mettersi a cucinare metanfetamina insieme ad un suo ex alunno tossico/spacciatore. Allora partiamo da un presupposto, mio padre non sa la differenza tra hashish e marijuana, pensate davvero che sappia cos’è la met? Non so neanche io assolutamente come di prende nonostante stia guardando la quarta serie! Seconda domanda: avete mai visto un tossico figo e senza assolutamente tracce di decadenza come Jesse Pinkerman? Bello come il sole (ok ammetto che il mio problema con gli occhi azzurri influisce), denti intatti, capelli al loro posto, nessuna sudorazione. A parte questo BB è un incrocio tra Weeds e Dexter; il primo per la storia in comune, spaccio di droga in seguito a una tragedia (qui morte del marito), problemi con i banditos, accordi con i messicani, addirittura il parente della DEA (squadra antidroga) è in comune. Con Dexter, invece, ha in comune la famiglia che indaga su un misterioso criminale (che è lui), le indagini che vediamo in contemporanea con lo svolgersi dell’azione, la famiglia che accetta il “lavoro” del delinquente e l’incredibile empatia che riusciamo a provare per i protagonisti nonostante siano dei delinquenti e a sperare che le indagini si insabbino. In ultimo, se vediamo il trailer pensiamo che sia un poliziesco pieno di adrenalina ma nella realtà dei fatti è di una lentezza incredibile con scene lunghissime, ferme, immobili, che, secondo loro, dovrebbe tenerci col fiato sospeso. Niente di nuovo, quindi…telefilm da stiro.

Tra i telefilm di cui ho aspettato/aspetto l’ultima puntata pur sapendo che ci rimarrò delusa annovero

HOW I MET YOUR MOTHER: è il telefilm sull’amicizia più intenso che io abbia mai visto. Si rifà molto a Friends ma con personaggi più caratterizzati. Per nove stagioni speriamo che Ted si metta insieme a Robin. Per nove stagioni. Per tutta l’ultima speriamo che Barney e Robin non si sposino ma…no, gli autori ci fanno credere per un attimo che anche il più puttaniere degli uomini può cambiare e che Robin abbia fatto la scelta giusta: perchè prendersi Ted il noioso, romantico, pedante, quando si può avere Barney con cui avere una vita spumeggiante? Il tutto lo scopriamo nell’ultima puntata. In fondo HIMYM è rappresentazione della vita reale: i cattivi ragazzi non cambiano, Barney ammette che sarà sempre così finchè non si ritrova ad essere padre senza scelta della ragazza numero 31. E lì tutte noi, brave ragazze sottovalutate dal mondo uomo, abbiamo fatto un ombrellino o un dito medio: VAFFANCULO Barney che tu sia maledetto, tu e tutti gli stronzi che ci sono capitati nella vita, lo auguriamo in coro a tutti quelli che ci hanno detto “ma io non ti avevo mai detto che fosse una cosa seria!” ma manco mi avevi detto che non lo era se no ti chiedevo almeno 50 euro! E alla fine mamma muore nell’indifferenza e la noncuranza con cui è arrivata e Ted corre da Robin. Finale deludente da una parte, ma apprezzo molto il fatto che non ci sia un lieto fine. Walt Disney ci ha fatto sopravvalutare i lieti fini.

GREY’S ANATOMY: Il medical Drama più seguito degli ultimi tempi. Le prime sei serie molto bene, per non parlare della scena più drammatica dell’intera storia dei telefilm: la morte di 007 George. Poi, ad un certo punto, diventa Lost. Capiamoci, ho sempre desiderato che a un certo punto le serie si incrociassero rendendo più veritiero il mondo in cui vivo ma la scena dell’incidente aereo, l’inquadratura sull’occhio di Derek e le relative morti e cose assurde mi hanno fatto abbastanza scendere la catena. La successiva serie potremmo definirla patetica, con l’unico picco nel momento in cui tutti insieme comprano l’ospedale e lo dedicano a Lexie e a quello sfigato di Mark che in una puntata stava bene, in quella dopo abbiamo visto il funerale. Per risollevare le sorti dello show hanno deciso di fare una 10° serie splatter, con ossa che si spaccano da sole causate da spasmi causa tetano, gente maciullata, bambini che muoiono, insomma…è quasi meno cruento guardare Dexter. Già so che se e quando finirà mai (in realtà è Meredith che non vuole finisca perchè tutti hanno scoperto che ha sei dita ai piedi a parte un invecchiamento di 10 volte superiore alla media perc cui ora lei è la madre di Derek) ci rimarrò dimmerda. 

LOST: Il finale più dimmerda della storia dell’umanità intera. Con Lost ero impazzita, non uscivo più di casa, non mangiavo, non dormivo. Ho visto 6 serie in due mesi. Il problema di Lost è che ogni puntata ha 40 minuti di cose inutili e lentissime e i cinque minuti finali in cui pensi “cazzo no! non ci credo!” e così te ne spari un’altra puntata nell’assurdo e irreale pensiero che forse in sta cazzo di puntata succede qualcosa. E come tutti i deviati come me ti spremi le meningi per riuscire ad arrivare alla soluzione prima che te la svelino, solo per dire agli altri “Ho capito tutto!” ma no! con Lost non è possibile perchè neanche gli autori sanno assolutamente cos’hanno scritto. Allora arrivi all’ultima puntata e finisce e tu guardi lo schermo e pensi “Mi deve mancare l’ultima parte. L’ho scaricato male!” lo scarichi di nuovo lo riguardi e continui a non capire. Ma che cazz…perchè le donne non potevano partorire? Chi minchia ha messo un orso sull’isola? Cosa stracazzo volevano dire i numeri? Boh.

GAME OF THRONES: Sebbene dopo la prima puntata abbia pensato fosse un pornazzo, dopo la seconda uno splatter e dopo la terza che non ricordavo assolutamente nessuno dei personaggi, sto attendendo con ansia l’uscita della prossima serie. L’80% del tempo il pensiero a reti unificate dello spettatore è “Ma perchè nessuno ammazza questo stronzetto del Re Bimbominkia?” , il 10% del tempo ci si chiede quando cazzo arriverà l’inverno, il 5% si chiede perchè debbano ammazzare tutti gli Stark senza nessun motivo apparente, il restante 5% ci si domanda perchè nessuno avesse un kamasutra o inventiva propria e tutte le scene di sesso, che sono almeno il 50% dello show, siano nella stessa posizione. Lo già ben so che mi deluderà, che sarà un crescendo continuo di ansie e avvenimenti  per poi deludermi, anche perchè alla fine di tutto non conoscerò né ricorderò assolutamente nessuno dei personaggi.

Aggiungo un’ultima categoria a queste precedenti quella di “intelligence is the ultimate aphrodisiac” ossia quelli che il protagonista è troppo intelligente tanto da risultare attraentemente l’uomo della mia vita. Questa categoria è la mia preferita.

SUITS: Due avvocati, o meglio, uno lo è, l’altro lo finge ma è il più bravo mai visto. Lui è superintelligente, legge una cosa e la ricorda, completamente a memoria, conquista le ragazze recitando la prima pagina di ogni libro letto nella vita, io avrei ceduto per molto meno. Battute ad altissimo livello, complicità tra i due, unita al suo favoloso paio di occhi blu fa sì che vederlo mi fa piangere e pensare “Dove sono uomini così intelligenti? Dove? Se mai avessi conosciuto qualcuno con la metà del suo cervello mi sarei innamorata, anche se non avesse avuto gli occhi azzurri.” Con due protagonisti così può andare avanti all’infinito anche senza una vera e propria trama!

SHERLOCK: Per quanto dopo tre serie non si sia capito se sia gay, bisex o etero chiunque, che tu sia uomo, donna, frocio, Lucio Dalla o Sinatra, sarai innamorato di lui dopo la prima puntata. Sherlock non è bello, è arrogante, presuntuoso. La trasposizione del classico inglese ai giorni nostri risulta non solo riuscita ma addirittura ne esalta la figura. La sua intelligenza unita all’impatto mediatico rendono il personaggio incredibilmente reale e sbam!  Anche di questo, non credo che l’ultima puntata sia fondamentale perchè se anche continuasse all’infinito tutti continueremmo a guardarlo estasiati.

DOCTOR WHO: Ultimo in quanto il mio preferito Doctor who. Inizio in sordina, prima serie sottotono, dalla seconda in due inizi ad amare assolutamente il personaggio, le continue battute, l’essere l’alieno più umano degli umani. Doctor Who vi farà piangere e ridere insieme, si innamorerà, sacrificherà il suo amore per il bene dell’umanità, cambierà faccia, cambierà personalità, diventerà adulto insieme a voi. Sarà l’alieno che vi farà arrivare più a fondo di chiunque altro nell’animo umano, capirete l’importanza di conoscenza e cultura nella vita di ogni giorno e conoscerete il mio uomo ideale. Ora se qualcuno alla lettura ha un QI superiore alla media per cortesia mi contatti. Tutti gli altri si facciano prima un giro nel Tardis per apprezzare il telefilm meglio riuscito della storia di ogni telefilm esistente. L’ultima puntata, se mai dovesse esistere, sarà stupefacente così come lo è stato lo speciale 50 anni, tre dottori insieme e la puntata più bella che io abbia mai visto. Insomma, guardatelo e poi mi dite!

 

Scusate se mi sono dilungata ma i telefilm sono la mia passione! Detto ciò vi faccio riflettere…i telefilm sono come gli uomini…ci sono quelli che all’inizio ti soprendono, chiamiamoli i “Lost”, ne sei subito attratta, non ne puoi fare a meno, vibri con il loro mistero ma quando arrivi all’ultima puntata ti chiedi “Perchè ho sprecato 6 serie della mia vita a cercare di capire ciò che neanche Freud avrebbe capito? Questo andava internato alla seconda puntata!” Poi ci sono gli HIMYM, ti fanno ridere, sono carini, speri di cambiarli, in fondo è solo qualche piccola sfaccettatura, prima o poi cresceranno, capiranno quali sono le cose importanti nella vita…ma…all’ultima puntata ti scadono, ti dimostrano che nessuno cambia e che in fondo ci voleva un finale patetico, o scontato, o un chiedersi perchè ma l’importante era trovare un finale prima che ci si annoiasse tutti. Infine ci sono i “Doctor who” rarissimi, che partono in sordina, che quasi ti chiedi “ma che ci faccio io co sto qua? non c’ha manco gli occhi azzurri!” ma alla fine non vorresti che si arrivasse mai all’ultima puntata.

 

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  1. no, vabbè 😀 ti adoro, sono scoppiata a ridere per la descrizione che hai fatto di Lost, che ho finito di vedere qualche settimana fa 😀 how i met your mother idem, l’altro giorno. Dawson’s creek è stato un trauma, porca miseria. 🙂 sei geniale. 🙂

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