Archivio mensile:dicembre 2013

Rotolando verso sud

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Tornare a casa durante le vacanze di Natale è un must…scendi dal treno e la prima cosa che noti è il cambiamento di temperatura: fa incredibilmente caldo! Ma tanto tu sei preparato e ti sei vestito a cipolla apposta! Torni a casa e spalanchi i balconi, incredulo ti guardi intorno, nessun pinguino nonostante la finestra sia aperto. Ma c’è tua madre che inizia ad urlare “Che sei al quindici di agosto?! Chiudi il balcone e accendi la stufa!”. Dieci gradi, stufa accesa, lacrimuccia. 

Apri il frigo e trovi gli odori e i sapori della tua terra e per un attimo ti balena in testa una strana idea “Certo che tornare a casa non sarebbe un’idea cattivissima. Magari per un periodo, mentre decido cosa fare, magari qualche mese potrei tornare al paesino.” E in quel momento arrivano le tue nipoti, hai sempre paura che non ti riconoscano più e invece la piccola ti guarda e ti dice “Zia, pipì!” e cadi in un vortice di Peppa Pig, sfide a just dance ballando gli One Direction, sofficini un boccone a te e un boccone a me ma solo dopo averli fatti sorridere, odore di frittura, mangiare le frittelle calde appena fatte. E allora l’insana idea ti assale ancora di più e pensi “Ma a me chi me lo fa fare di stare fuori, a Bologna fa troppo freddo d’inverno e troppo caldo d’estate, l’umidità è insopportabile, qua esco a fumare senza giacca. Affittano anche casa vicino ai miei così non sto proprio con loro che ci scanniamo dopo due giorni ma manco lontano che se mamma ha un problema io ci sono comunque.” E la sera esci con questa malsana idea in testa. E la esterni. 

E la reazione di tutti è più o meno la stessa ” E ch tuorn a ffa’?” perchè certe cose le devi dire in dialetto che hanno una valenza diversa (vuoi mettere quando dici “rcett o pappece nfacc a noc ramm o tiemp ca t spurtos” e quando dici “dai tempo al tempo”??!!), “qua non c’è niente da fare, il lavoro non c’è, c’è la morte sociale, egoisticamente ti dico torna ma per te…resta…o vattene all’estero.” Pure il parrucchiere me l’ha detto “Tu e fatt a megl pnsat! Anzi non hai mai pensato di andartene in Germania?” Ma perchè ce ne dobbiamo andare dalla nostra terra (intesa questa volta come Italia intera)?

Al mio paese la domanda che ci si fa sulle scale del bar più in voga in centro è la stessa ripetuta più volte “Fino a quando sta?” “Quando te ne vai?” i giovani qua non ci stanno più, si incontrano sulle scale dell’Universal, tutti. Eboli è piccola, ritrovi i compagni di scuola gli chiedi che fanno, esci con i ragazzini del parco con cui sei cresciuta ormai adulti e piano piano si crea la sottile linea rossa, quella che separa chi è restato da chi è andato via. Alcuni sono andati a studiare, c’è Elisa  che Siena a studiare giurisprudenza, Mariella che fa l’infermiera vicino Bergamo e non tornerebbe più qua, dice che le è cambiata proprio la mentalità e che poi, qua al sud, non ci entri in ospedale senza raccomandazione. 

Ci sono quelli che sono rimasti. Incontro Rosanna che ha la mia età e sono tre anni che non lavora, tre anni in cui non ha lavorato mai, neanche un giorno. Ha fatto colloqui, le hanno offerto 500 euro per lavorare 8 ore al giorno 7 giorni su 7, “con che contratto?” le chiedo “A nero! Risponde. Che contratto vuoi? Ho lavorato tre anni in una ditta e sempre a nero lavoravo, mi davano 600 euro full time.” Tre anni. A nero. 600 euro. Full time. 

Sono andata a mangiare da Lara, mamma a tempo pieno di tre bambini bellissimi. Il marito fa il camionista, lavora dalle 6 del mattino alle 10 di sera, fa turni senza soste. Ceniamo insieme, lo aspettiamo, arriva alle 11 di sera. I suoi figli non li vede neanche, sono già a nanna a quell’ora. Finiamo di mangiare e lui si scusa ma si mette sul divano, alle 4.45 ha la sveglia. Dorme quattro ore e guida 12. Prende 900 euro al mese. Non gli hanno dato neanche la tredicesima. Lavora anche il sabato e la domenica. Alle due e mezza suona il telefono, è la sveglia. Settimana scorsa è uscito una volta a quest’ora, gli è rimasta la sveglia. La mattina esce e Lara si chiede se il marito tornerà a casa o ha dormito troppo poco e diventerà uno di quelli che fanno un incidente con camion e i telecronisti del bel paese si chiedono come mai e tutti i suoi colleghi mentiranno dicendo che fanno turni giusti. 

Poi c’è Mara che ha avuto coraggio ed è tornata, ha deciso di sfidare tutto e tutti e realizzare il suo sogno di aprire un campetto cinofilo al paese suo. Il fornitore delle attrezzature l’ha truffata e adesso sono in causa, non ha né i soldi né tutta l’attrezzatura. Per non parlare della gente che le porta il cane e pensa di farlo diventare un peluche. Non c’è la cultura dell’educazione canina. Per strada la gente non ha manco la palettina, figuriamoci se educano i cani se non sono educati loro! Intanto il cane di Mara quando ti incontra per le scale si ferma e si fa di lato per farti passare. 

Certo qua le case costano di meno ma con cosa le paghi? “Devi avere due stipendi.” mi dice mia madre. Ma i single li sterminiamo o che ci facciamo? Come faccio da sola ad avere due stipendi? E che faccio poi quando torno? Sono laureata in lingue, come Caterina, che lavora al call center della Tre. Da quando si è laureata non ha lavorato neache un giorno con le lingue. Insieme a lei lavorano un laureato in psicologia, una laureata in scienze politiche e uno in informatica. 

Ci vuole coraggio per tornare al mio paese. Troppo coraggio. Ci si è fermato Cristo. Io….speriamo che me la cavo.

E’ Natale è Natale si può fare di più!

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Sono autorizzata a canticchiare sta canzoncina fino al 6 gennaio non mi dite niente! Non ci posso fare niente il Natale mi mette di buon umore….ma cos’è il Natale?

Natale è… arrivare a casa e trovare mamma e papà con i termosifoni accesi che ti dicono “Hai visto che freddo?” mentre tu gioisci di avere solo il cappottino addosso e non piumone, sciarpa e cappello e per l’occasione hai cercato e indossato gli occhiali da sole!

Natale è…nonna che riempie il barattolo dei taralli perchè sa che ne mangerò un sacco.

Natale è… mia nipote che apre la porta, mi vede dopo mesi e mi dice “Ah guarda un po’ chi si rivede! Sei pronta per sfidarmi a just dance zia o sei troppo vecchia?”

Natale è….puzzare di fritto dal 21 al 26, perchè al sud iniziamo a cucinare il 21 per il cenone del 24 e il 26 si festeggia Santo Stefano…”A menestra maritata…pe pulizzà o stommaco!” (La “minestra maritata” per pulire lo stomaco) se non fosse che poi nella suddetta verdura mettono carne a gogò e già che ci siamo…abbiamo il forno…non le facciamo le pizze?

Natale è…dormire nel mio lettino, sentire l’odore delle lenzuola pulite che odorano sempre allo stesso modo da trent’anni e sono sempre così bianche…non come quelle che lavo io.

Natale è…aprire il frigo e vederlo pieno…è trovare il Parmigiano Reggiano e non il formaggio di merda del Lidl…è bere acqua minerale e non quello della fontana…è avere la frutta fresca…è farsi coccolare e dimenticare l’invio dei curricula senza risposta per qualche giorno..affogare l’ansia in un bicchiere di vino casereccio, in una canzone intorno al tavolo…

Natale è…guardare la tv a cena e vedere Matteo Renzi ed è a lui che indirizzo la mia letterina di Natale…

Caro Matteo Renzi,

sono troppo anziana per credere a Babbo Natale e allora scrivo a te. Ti ho sentito parlare stasera mettendo da parte lo shock delle tue foto fonziane su Vanity Fair. Parli di contratto unico…di ascoltare la gente. Eccomi! Sono la gente e ti parlo col cuore. E’ Natale e la mia gioia è di vedere la mia famiglia ma anche di poter scegliere che amaro bere stasera mentre ti scrivo. Ho trent’anni, ho studiato e non ho un lavoro. Non mi piango addosso, come me ce ne sono centomila, io cerco solo di dargli una voce. Vi chiedete come risollevare l’economia, voi politi, caro Matteo, dopo anni di sacrifici, secondo te, se avessi uno stipendio non lo spenderei? Comprare italiano? Eccerto! Ogni mese un vestito Max&Co., ogni settimana Parmiggiano Reggiano, se mi dice bene una volta all’anno compro una borsa Prada! Caro Matteo come si fa? In realtà lo trovo semplice: smettete di autorizzare gli stage. Non si può lavorare gratis a Mattè, la cosa è semplice. Le aziende ti dicono non ci sono soldi per le assunzioni…CHIUDETE! Matteo facevo la receptionist, ho perso il lavoro, al posto mio una stagista gratuita…ti domando: quell’azienda aveva bisogno di una receptionist? Sì ma se la puoi avere gratis perchè pagarla? Mio fratello sta facendo uno stage gratuito, è architetto, è l’unico che lavora in quel settore. da chi sta imparando? E cosa? E quando lui finirà chi curerà quel settore? Sai quanti neo-laureati in architettura ansiosi di fare uno stage? Matteo, ti prego, te lo chiedo come regalo di Natale, vieta gli stage.

Caro Matteo parli di scuola, vuoi parlare con gli insegnanti…eccoti la botta di culo…insegno! Insegno è un parolone…vivo col telefono accanto, aspetto una chiamata. A volte squilla…sono le sette e mezza…tra mezz’ora mi vogliono in una scuola, tre giorni, corro. Gli altri insegnanti mi dicono che sono molto giovane, mi chiedono se sono felice di avere qualche giorno a scuola. Mi viene da piangere. Ho trent’anni, non sono giovane, vorrei una casa di cui dipingere le pareti, vorrei quadri da appendere al muro, cibi da cucinare, amici da invitare a cena. Se sono contenta per tre giorni di supplenza? Sono stressata, mi cadono i capelli, mi sento cinquant’anni, non vedo l’ora che le ore finiscano per tornare a mandare curricula, i ragazzi urlano, non mi rispettano, d’altronde io sono solo una supplente e quelli non ascoltano manco più i professori fissi figurati me! Se gli dici stai zitto il giorno dopo ti ritrovi i genitori che ti fanno il terzo grado “Signora suo figlio sale sui banchi e canta O’ sol’ mio solo perchè ha capito che sono di giù!” “Professoressa è colpa sua e della sua scarsa esperienza.” Caro Matteo abolisci le scuole private dove gli alunni ti guardano e ti dicono “Prof. forse non ha capito…mio padre ha una fabbrica, mi costringe a venire qua, abbiamo pagato, verrò promosso. Non c’è bisogno che mi convinca che l’inglese è bello.” Matteo non finanziare questi posti, i miei alunni hanno borse che costano quanto un mio affitto, dai quei soldi al pubblico che ci contano le fotocopie.

Caro Matteo io ti saluto da parte mia e di tutti i poveri precari, disperati e con le occhiaie come me.

E a tutti loro, a tutta la mia generazione precaria, fallita, appesa ad un filo mando un augurio di buon Natale. Noi che sappiamo cosa vuol dire essere umiliati, noi che sappiamo che vuol dire solitudine, noi che sappiamo quanto il Natale ci rinfranchi l’anima e ci dia la voglia e la forza di ricominciare.

Buon Natale! Riposate bene e tornate carichi!

E salutatemi le renne!

Xo, xo la vostra ragazza col tacco…questa volta…rosso!

Mi vendo

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Eccomi come Renato Zero…alla fine mi sono piegata anche io e il mio libro è in vendita!

http://www.amazon.it/RAGAZZA-COL-TACCO-ROTTO-ebook/dp/B00HA4QCDI/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1387297089&sr=1-1&keywords=gio+naimoli

Scrivo qui perchè ho ricevuto numerose domande su come si potesse avere il libro. Purtroppo la gente non legge e questo ha portato le case editrici a produrre ebook invece di libri veri…che dire amici…anche io ne soffro di non sentire l’odore della carta, di non tagliarmi con le pagine del mio libro e di non poterlo tirare dietro a chi mi non ha creduto in me!

Ma per ora ci si accontenta! Dal link potete iscrivervi e scaricare gratuitamente l’applicazione kindle per poter leggere il formato. Vedete il bicchiere mezzo pieno…se avete amici lontani potete regalargli un ebook!

Grazie a tutti!

Un bacio e speriamo a presto in carta!

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http://www.amazon.it/RAGAZZA-COL-TACCO-ROTTO-ebook/dp/B00HA4QCDI/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1387297089&sr=1-1&keywords=gio+naimoli

C’è un po’ di Gossip Girl in ognuno di noi…

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Rieccomi…questa settimana sono in  vena di scrivere…e anche di fare grande outing…guardo Gossip Girl. Non solo, lo divoro, lo assaporo, ne ho fatto un mito!

Si sarà anche una storia superficiale, frivola e il 90% del tempo lo guardo perchè hanno dei vestiti meravigliosi ma non è tutto…. c’è un po’ di GG in ognuno di noi!

Mie care amiche dal tacco 12 sapete benissimo che dentro di voi siete o una Blair o una Serena! Già perchè tutte le altre donne non sono altro che mere imitazioni delle nostre due protagoniste e non durano a lungo…ma sotto sotto ognuna di noi sa chi essere, il mondo femminile si divide in queste due grandi categorie.

Serena detta S.

Al liceo era popolare, usciva con i ragazzi più grandi, saltava la scuola ma non veniva mai bocciata. Rapporto di amore e odio verso i genitori vive una vita nella sicurezza di se stessa. Non è importante che le Serena siano belle o meno, loro si sentono belle, vivono come delle belle, non hanno bisogno di chiedere mai. Non sono mai state veramente ferite da qualcuno, sì può essere capitato che qualcuno le abbia scaricate ma in questo caso ci sono solo due opzioni: 1) loro hanno fatto qualcosa per farsi scaricare, 2) gliel’hanno fatta pagare successivamente. Sono abituate ad ex perennemente innamorati di loro, ad amiche con rapporti conflittuali ma forti; sono estremamente intelligenti ma preferiscono far risaltare prima la loro estrema femminilità per poi stregare l’uomo con degli sprazzi di intelligenza che a quel punto non si aspettava. Le Serena si impegnano per il loro futuro ma vengono aiutate da delle spiazzanti botte di culo e aiuti…in fondo non si riesce ad essere arrabbiate con le S! Ma ricordate…per quanto le Serena possano sembrare pensierose….metteranno sempre se stesse al primo posto.

  • Dovevo fare una scelta e… e ho scelto me. (Serena van der Woodsen)

 

Blair detta B. 

Blair, la faccia dell’insicurezza e del dubbio, nasconde la sua fragilità dietro una maschera di sarcasmo. Fa scelte sbagliate, sempre. Sogna di essere una principessa e organizza mostre delle sue scarpe ma sogna di vivere in vecchi film in bianco e nero e ama i libri. Le va tutto storto per quanto lei si impegni. Passa una vita a sognare Yale ma finisce in un college pubblico, un principe si innamora di lei ma finisce per rivelarsi uno stronzo che la incastra in un matrimonio carcere. Le sue storie d’amore? Disastrose! Per quanto ci provi non riesce a smettere di amare l’uomo più infame che qualcuno possa mai conoscere, gli si allontana, trova altri, cerca di innamorarsi in tutti modi ma no…lei ama e amerà sempre l’infame Chuck Bass che, tra parentesi, è anche il più brutto di tutti i suoi ex! Non si fida di nessuno se non di Dorota, ed è solo perchè la paga per essere fedele!

Se fossi forte abbastanza, starei bene senza il bisogno di nessuno. (Blair Waldorf)

 

Io, come potrete immaginare, sono una Blair. Tutta facciata…forte apparentemente che scappa nei suoi sogni e nelle sue fantasie…ma ricordatevi Serene del mondo…alla fine, in fondo in fondo, tutti si sono innamorati di Blair almeno una volta e per quanto voi siate più belle, più spigliate, più faccia da culo…tutte vogliono essere la regina B…e tutte vogliono sposarsi in un abito di Vera Wang!

 

E per quanto voi possiate cercare di cambiare o di essere diverse da voi stesse…non potete essere entrambe…siete una Blair o una Serena?

 

In uscita….il mio primo libro!!!!

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Ecco a voi, cari lettori….la prefazione del mio libro!!!

Domani esce….vi aggiorno…intanto spero vi godiate questo!

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PREFAZIONE

 

 

Sono due mesi che Gianluca non c’è più. Il mio amico. Non un mio amico, il mio amico. In sette anni di amicizia non sono passati mai due mesi senza sentirlo al telefono e adesso ho paura di dimenticare la sua voce, la sua risata.

Mi sono sentita abbandonata. Eravamo gli unici due single della nostra età, uscivamo insieme lamentandoci di non trovare qualcuno di almeno normale con cui avere una relazione, ci raccontavamo delle nostre avventure, ci davamo consigli.

Poi un giorno lavavo i piatti e dal mio pc parte una canzone del suo cantante preferito, Max Pezzali, “Me la caverò”. Mi è sembrato che lui mi stesse parlando dandomi la forza per affrontare tutto.

E se c’è una cosa che gli devo, perché l’ho imparato da lui, è che devo fare ciò che desidero nella vita e non sopravvivere in un mondo di costrizioni; lui non l’aveva mai fatto, lui la vita l’aveva vissuta appieno.

Due mesi fa Gian mi aveva chiamata alle due di notte, mi aveva detto che ero troppo brava a scrivere, che avrei dovuto fare quello nella vita, che voleva diventare il mio agente e che si sarebbe informato su come si faceva. Lui era così: se decideva di fare una cosa, anche la più assurda, ci si impegnava al 100%. A differenza di me, troppo insicura e codarda per provarci.

Perciò ho preso il coraggio a quattro mani e ho deciso che Gian aveva ragione: dovevo scrivere, dovevo dare voce a questa generazione di sfigati che siamo, precari nell’animo, precari nei sentimenti, troppo giovani o troppo vecchi, mai della giusta età.

Continuiamo a vivere sopraffatti da un mondo inesistente fatto di tacchi alti e gonne corte, fatto di illusioni, di un lusso che non potremo mai avere, di vite parallele e fantasiose che cozzano con la nostra realtà.

Nella realtà il tacco si spezza, gli amori finiscono, non ci si rincontra col fidanzatino delle elementari che non ti ha mai dimenticata e il lavoro dei sogni non arriva.

Ma va bene anche così, se ci circondiamo delle persone giuste, se impariamo a vivere senza rimpianti, ritrovando il piacere di ballare in biancheria intimadavanti allo specchio, se siamo felici di una serata trascorsa con le persone giuste.

Solo così possiamo imparare a non abbandonare mai i nostri sogni e ad inseguirli con occhi sognanti ovunque loro scappino e si nascondano.

 

 

 

 

 

A Gianluca che sarà sempre con me, accompagnandomi nell’inseguimento dei miei sogni.

Generazione X

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Faccio outing! La scorsa settimana sono andata al concerto di Max Pezzali. E con questo 100 persone non seguiranno più il mio blog….ma aspettate a sentire quali sono le conclusioni prima di cancellarmi!!! Allora…a parte lui pessimo, vestito interamente con le cose del suo merchindising era, in pratica, una bancarella ambulante, simpatico come un dito nel culo quando meno te l’aspetti e da 1 a 10 presenza scenica meno mille….immobile sul palco e la sua battuta più brillante è stata “Pensate che quando si perdono i capelli si perda anche la forfora? Non è così!”

L’evento stragalattico erano, appunto, i 20 anni di carriera del nostro eroe che si sente un cowboy. Il concerto mi ha fatto molto riflettere su questo…20 anni…in pratica quando lui ha iniziato a cantare io avevo 9 anni…era il lontano 1993 e io ero lì a cantare canzoni di cui non capivo il 90% delle parole…ma…alzi la mano chi di noi, della mia generazione, non ha mai cantato “Come mai” dedicandola al fidanzatino di turno. Alzi la mano chi non ha mai dedicato in un musica a richiesta “Nessun rimpianto” aspettando tra le lacrime con la manina pronta sul rec per registrarla comprensiva di dedica letta dallo speaker da risentire per farsi del male!

Ed è stato lì che ho capito perchè noi eravamo delle 15enni sfigatelle e quelle di oggi a 15 anni hanno avuto più esperienze sessuali di me! Max è tutta colpa tua! A 14 anni non avevo mai dato un bacio a un ragazzo ma avevo già pianto cantando “però mi ha aiutato a chiedermi s’era giusto essere trattato così da una persona che diceva di amarmi e proteggermi prima di abbandonarmi qui”, a 14 anni, avevo l’orgoglio ferito. Era il lontano 1998, il massimo di sex symbol dell’epoca erano stati i ragazzi Italiani, ve li ricordate?

Cinque sfigati che cantavano di una tipa che li aveva lasciati. Buon cuore comunque. Amore vero, valori sani e mulino bianco. Il massimo della sconciaggine era “Sentimento Pentimento” dei Neri per Caso che sì, parlava di sesso, ma comunque con sentimento per non pentirsene. Il valore più amato di tutti era, ad ogni modo, l’amicizia. E di questo dobbiamo dare atto a Max Pezzali che, nonostante canzoni di merda stava sempre a sentire quello che diceva l’amico Cisco nonostante poi sputtanasse al mondo che aveva la cagata facile (c’è Cisco che passa in bagno un’eternità!). Ad ogni modo si aspettava che lui finisse in bagno per andare alle feste, gli anni in motorino sempre in due, perchè in fondo lo squadrone siamo noi, che non ci importa non andare alla festa perchè stiamo bene tra noi, perchè la regola dell’amico non sbaglia mai…. A Natale poi guardavamo Fantaghirò, tutti gli anni…

La donna che non si fa mettere in un angolo, un po’ come Babe ma senza Patrick Swayze, anzi…era lei che salvava Romualdo! E come ci siamo rimaste male quando decide di restare nella carota sotto vetro e lo abbandona…tradiva l’amore vero, il valore supremo della vita. Avevo 18 anni e non mi ero mai fatta una canna, in quinto superiore quasi nessuno aveva fatto sesso, chiacchieravamo con occhi sognanti di prime volte con l’uomo della nostra vita e in gita il massimo dello sballo fu mettere la cenere nella birra perchè ci avevano detto che era come una droga e festeggiare il carnevale di Ivrea nell’albergo!

Nel 1999 avevo 15 anni, avevo dato il mio primo bacio a quello che era diventato il mio fidanzato e con cui pensavo di passare il resto della mia vita. Mi chiudevo in camera e cantavo “Niente di più” credendo ancora alla polvere magica e innamorandoci di un uomo che era in grado di scrivere una cosa tanto romantica. Neanche i nostri idoli donne erano sexy…l Spice Girls? Quattro cafoncelle dell’entroterra inglese e una così posh da far vergognare Blair Waldorlf!

Poi passi dall’altra parte, sei l’adulto e ti chiedi com’è possibile che in 10 anni l’età media per la prima volta sia arrivata ad essere 11 anni, perchè le ragazzine sembrano delle donne vissute e si prostituiscono per comprare gli iphone, perchè i loro valori sono cambiati…

Mia nipote di 7 anni due anni fa mi ha detto che da grande voleva fare la winx e io, ingenua, le ho chiesto cosa fosse…mi si è presentata con una bambola dall’indubbio aspetto….adesso…ditemi ciò che volete ma cosa fanno queste nella vita?

Diciamo solo che nei night sono meglio vestite! Come glielo spieghiamo a una bambina di cinque anni che se si veste così può fare un unico lavoro? Sempre grazie alla mia dolce nipotina ho scoperto “Il mondo di Patty” che, successivamente, mi è stata chiesta a scuola dalle mie alunne alla domanda “c’è qualche canzone spagnola che conoscete e volete tradurre?”. Il testo della canzoncina fa così….”tutti sanno chi comanda in questa scuola perchè siamo gente cool….sia come sia qua non entra gente brutta, te lo dimostro, vedi quella brutta e quell’altra brutta…qui non possono entrare!” tutto questo cantato da delle ragazzine delle scuole medie. Ma come devono venir su ste bimbe?

Due anni fa a Natale ho regalato a quel dolce angioletto un microfono di Hannah Montana di cui lei è stata felicissima dicendomi “Zia! è anche rosa con i brillantini! Meno male che ho una zia fashion come te!” Questo poteva già preoccuparmi all’epoca ma l’ho trovato ancora peggio quando ho scoperto che adesso Myley Cyrus, in arte Hannah Montana, lecca martelli e si eccita su una palla demolitrice. La prima cosa che farò a Natale sarà sequestrarle il microfono prima che inizi a leccarlo…

Se chiedi in una classe chi vogliono essere da grandi ti rispondono Lady Gaga…cioè tu da grande vuoi essere una tizia che fa video che sfiorano l’indecenza e vestirti di fettine di carne? Belle aspirazioni, dille al prof di matematica che può esserti utile per stimare quante fettine di carne ci vogliono per coprire un corpo umano! Quando ho chiesto loro di dirmi una canzone di Lady Gaga con un testo profondo mi hanno detto “Bad romance”…voglio condividere con voi la mia acquisizione di conoscenze…”Voglio la tua psicopatia, il tuo bastone verticale
ti voglio nella mia stanza quando il tuo bambino è malato”. Adesso, ammettiamo che Max Pezzali non sia De Gregori ma…il tuo bastone verticale? Cosa ci faccio? Spiego le metafore secondo Rosso Siffredi?

Ah no scusate…questa pubblicità è stata censurata insieme a quella dello scoiattolo che scorreggiava perchè ritenuta offensiva per la morale. E certo…come lo spiegate, cari papà, chi è Rocco Siffredi alla vostra dolcissima barbie gotica di 15 anni che si chiama “Chips!” con l’amica, si fa foto nei cessi pubblici mostrando la pancia e l’inizio del pube e canticchia in giro voglio il tuo bastone verticale sognando di leccare martelli pneumatici? Ma io accesi glieli farei leccare!!!

Mi dispiace deludervi genitori moderni ma dovevate fargli ascoltare Max Pezzali ai vostri figli e preoccuparvi che andassero in motorino sempre in due…