Say no!

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Cari amici e amiche,

Di solito scrivo in maniera ironica e per far ridere ma oggi ho deciso di scrivere per dire NO!

Alcuni di voi lo sanno, altri no, ma la sottoscritta, oltre ad essere una gran testina di minchia e a criticare vestiti, stile e uomini, sarebbe anche, teoricamente una persona seria!

Ho studiato, sono laureata in Lingue e letterature straniere con il massimo dei voti, poi ho vinto il progetto Leonardo e ho lavorato in Spagna in una casa editrice, non contenta ho fatto un master in Creazione dei mercati d’impresa, continuando a non trovare lavoro ho preso una seconda laurea in Insegnamento dell’italiano agli stranieri.

Perchè vi dico tutto questo? Perchè nonostante il mio curriculum sembri da yeah continuo a non trovare lavoro. Non ce n’è di lavoro! Direte voi…eh no…questo è il mio punto.

Quali sono i lavori che ci offrono?

Il mio grande sogno era di lavorare nell’editoria ma, si sa, già la gente preferisce guardare uomini e donne piuttosto che leggere un libro, figuriamoci con l’avvento degli ebook. E così, dopo qualche anno di stage gratuiti, ho optato per la mia seconda scelta: l’insegnamento. E non perchè lavori poco e boiate del genere, io amo i ragazzi, amo insegnare, amo stare in classe, amo sentire due diciassettenni che discutono su se sia meglio Shakespeare o Marlow!

Nel pubblico, però, è impossibile entrare. Allora ci ho provato con il privato. Ma che contratti fanno nel privato?

L’anno scorso, in una delle varie scuole in cui insegnavo, avevo un co.co.pro., adesso io vi chiedo: qual è il mio progetto? Far essere i miei studenti un po’ meno capre? Alfabetizzare i bimbiminkia? No, un anno di insegnamento non è un progetto! Ma ovviamente alla scuola conviene, non ti pagano i contributi, non hai ferie o malattie e allo stato anche conviene giacchè non avrai nessuna disoccupazione. Ma questo è niente! A dispetto del mio progetto che prevedeva una certa cifra per un certo periodo di tempo io venivo pagata ad ore. Che vuol dire questo? Che nonostante il contratto prevedeva che io prendessi in totale una cifra, se lavoravo meno ore (causa neve, studenti che non entravano etc etc) avrei preso di meno. Il tutto contornato dal fatto che lavoravo da settembre a giugno ma avrei avuto i miei soldi a giugno. Ovviamente scaduto il rpogetto la legge prevede non possano fartene un altro per cui tu a casa, prossimo neolaureato in pasto agli studenti.

La paga poi? Presso questa scuola prendevo 12 euro lordi l’ora, ma c’erano scuole in cui prendevo 9 euro l’ora. In pratica lavoravo 30 ore settimanali per guadagnare intorno agli 800 euro al mese. Ovviamente 30 euro senza contare le ore passate a preparare le lezioni, i compiti a casa, correggerli, leggere le tesine, fare gli incontri scuola/famiglia….tutte cose normali nella vita di un insegnante che , proprio per questo, lavora 18 ore settimanali e non 36.

Arrivata l’estate, ovviamente, mesi non retribuiti. Cercare un altro lavoro? Ovvio! Ma ho 29 anni, quindi sono troppo vecchia per avere un contratto di apprendistato o di stage, ovvero sono troppo vecchia in generale, perchè gli unici contratti che vengono proposti dalle aziende sono questi.

In una scuola di lingue mi era stato proposto di lavorare come addetta marketing e insegnante di italiano gratis per sei mesi e poi si sarebbe visto….e chi lo paga il fitto in questi sei mesi? Chi vi dice che mamma e papà debbano sempre sborsare soldi per mantenermi? Chi vi autorizza a decidere che io debba avere coinquilini per il resto della mia vita? (non me ne vogliano le mie dolci coinquiline!)

Ovviamente, come la maggior parte di voi, ho sempre detto si e abbassato la testa. Oggi però….la svolta.

Ennesimo colloquio in una scuola di recupero anni scolastici ed eccomi lì, pronta….ho una sola avversaria da battere, lei ha “solo” la triennale e non ha esperienza nell’insegnamento…bene! Mi chiama l’agenzia interinale e mi dice che il lavoro è mio….ma nessuno ha parlato di stipendio….

Vado a firmare il contratto e mi viene presentata la mia retribuzione….6.76 euro lorde l’ora….cioè 5 euro nette? Per fare l’insegnante? Eccerto perchè nel privato insegnante e impiegato si equivalgono quindi in barba ai contratti nazionali che prevedono che tu sia un sesto livello, sei quarto e la tua retribuzione è divisa per 40 ore settimanali. QUARANTA ORE??? e quando li preparo i compiti a casa? quando li correggo? e chi mi paga le ore extra? Ah ma tranquilla sarai impegnata solo 22 ore alla settimana per una retribuzione lorda mensile di 640 euro. Poi puoi trovarti un altro part time che si incastri nell’ora buca tra le 10.30 e le 11.30!!!

Una parte di me diceva accetta….piuttosto che niente meglio piuttosto….ma la voce della mia intelligentissima coinquilina che mi diceva “In Italia questo è possibile perchè non ci ribelliamo, perchè se tutti dicessimo NO, non potrebbero marciare sulla nostra disperazione” ha prevalso sulla prima voce. E ho deciso di dire NO!

E’ per questo che scrivo, affinchè facciamo sentire tutti la nostra voce, affinchè tutti possano dire SAY NO! Rifiutiamo, ribelliamoci, facciamoli restare senza risorse, perchè siamo noi la loro risorsa!

Per questo ho aperto un gruppo in cui tutti potranno raccontare le loro disavventure, sputtanare le aziende che li hanno trattati male e dire NO a tutto ciò!!! Iscrivetevi al gruppo e dite no insieme a me https://www.facebook.com/groups/611531395552330/

Un bacio dalla ragazza col tacco 12 che se non fosse rotto non vi dice dove lo infilerebbe al sistema!

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  1. Stessa età, istruzione simile e stessi problemi. Dopo una serie di lavori tra il ridicolo e il non saprei bene come definire, finalmente sono arrivato su di una spiaggia che, se non mi permette di avere grande indipendentenza, almeno è sicuramente piacevole e stimolante. Per ora va bene, poi si vedrà..

      • sono stata definita una “bambocciona” anche io ai tempi, pur lavorando e studiando e studiando e studiando…
        poi il fattore c. è intervenuto…
        ma tempo fa qualcuno ha definito me e qualcun altro una “fannullona”
        evidentemente le etichette sono trendy, dovresti farci un post!!!
        (scherzo per sdrammatizzare un po’, lo so che è dura) 🙂

  2. Pingback: Say no! | Le mie bucket lists

  3. comodo fare ai docenti un contratto da bidelli (ops! collaboratori scolastici) e poi pagarli la metà di un bidello, perché non fanno 36 ore settimanali …. Morale: un insegnante vale mezzo bidello!

  4. L’ha ribloggato su Le news di PONTEROSSOe ha commentato:
    Imparare a dire no ed a spiegare perché è necessario: tanto semplice quanto difficile se siamo in pochi a farlo, troppo facile quando sai che la maggioranza ti segue, comprese tutte le speci di opportunisti. Segnaliamo questo post de laragazzacoltacco12…rotto per la sua chiarezza e invitiamo a sostenere l’idea.

    • 🙂 Il problema è che tutti dovremmo dire no….ma la cosa risulta alquanto difficile. E soprattutto date che giornali, telegiornali e quant’altro non ci ascoltano e continuano a dare solo le notizie che interessano loro e che non rovinano l’immagine (non veritiera) che hanno deciso di dare del nostro paese!

  5. Io posso raccontare la mia esperienza abbastanza strana, anche in Italia…
    Nel 2007 io e altre circa trenta persone (distribuite su tutto il territorio nazionale) siamo stati assunti da un’agenzia interinale, per lavorare come Formatori commerciali per una grande azienda petrolifera (che io chiamo ormai ‘Cane infedele’). Contratto di due anni…quindi tutti alquanto motivati…alla fine dei due anni contratto finito…senza proroghe…
    Dopo un po’ di tempo, stavolta richiamano (sempre tramite agenzia) venti persone per un contratto di un anno…allora si pensa…hanno fatto una selezione…si spera in un’assunzione diretta…e invece no…finisce l’anno…finisce il contratto…e a quel punto ormai si è persa la fiducia verso l’azienda…
    Passa circa un anno (io nel frattempo avevo trovato un altro impiego, sempre però a tempo determinato) e il ‘Cane’ (tanto per cambiare tramite agenzia) richiama dieci persone per soli tre mesi (perché il ‘Cane’, infido, si era fatto i calcoli ‘se li chiamo per più mesi, li devo assumere’, non sia mai…che reato assumere…) per poi rilasciarle a casa allo scadere del breve mandato…
    Non è finita qui…delle circa trenta persone iniziali…si scopre poi che ne vengono assunte improvvisamente a tempo indeterminato, direttamente dal ‘Cane’, quattro (nessuna rientrava negli ultimi dieci…), non si capisce per quali meriti…giacché alla fine dei vari mandati non erano stati effettuati dei test di valutazione, a parte una scheda generica del responsabile di ogni singola area. Ma la cosa più grave è che uno di questi quattro assunti aveva più demeriti che meriti…anzi forse i meriti non c’erano proprio…
    Naturalmente ormai il ‘Cane’ è sparito…quanto ai quattro assunti, torno alla considerazione che in questo paese spesso il merito è una bestemmia…

    Molti non hanno detto ‘NO’ al ‘Cane’ per due motivi:

    – la prima volta molti hanno investito sul ‘Cane’, investimento purtroppo poi fallito;
    – la seconda volta non avevano altri lavori o avevano lavori che sarebbero finiti di lì a poco, ma a qualcuno è successo anche la prima volta;

    Certamente se tutti avessero avuto un lavoro con la L maiuscola, avrebbero mandato a fanculo (scusate il francesismo!) il ‘Cane’, più che ‘NO’ direi.

    Dire ‘NO’ sicuramente non è facile, ma a volte il ‘NO’ è una forma di rispetto verso sé stessi, poiché certe condizioni contrattuali, certe frasi e atteggiamenti che producono illusioni, fanno venir meno la pazienza anche in quelle persone che ne sono parecchio dotate

    • Concordo. Dire no non è facile ma sinceramente preferisco fare la commessa, magari all’estero e non in uno Stato che non ci permette di fare nulla, che non fare l’insegnante a 5 euro l’ora. Non è una cosa dignitosa, non è giusta e non si può pensare di accettare roba del genere. Poi guarda io sostengo che bisognerebbe armarci e far partire la rivoluzione…

  6. Io quest’anno mi sono trovato col sedere per terra, a 48 anni.
    Ho cercato di ripartire con la mia rete di contatti – ho lavorato per 23 anni in fondo – ma in sei mesi non ne è uscito nulla. Così ho fatto la valigia e adesso sono a Londra. Contratto di qualche mese, ma qui si usa anche così.
    Pensateci.

  7. Come ti capisco! Mi sono trovato a cinquant’anni a dover fare il cocopro (…come dire: COmodamenteCOntroPROducente), e ora disoccupato da un giorno all’altro

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