Archivio mensile:aprile 2013

La settimana

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Quand’ero piccola la parola settimana mi faceva pensare solo ad una cosa…il gioco della campana. Disegnavi una specie di piramide e cantavi una canzoncina con i giorni della settimana e saltellavi su un solo piede raccogliendo un gessetto. La settimana era un momento di assoluta spensieratezza.

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Cos’è oggi? Eccovela..

LUNEDI: Ore 7.45 suona la sveglia. “Altri cinque minuti, mamma!” ma mia madre abita a 800km da me e non può sentirmi neanche se lo volesse. Ore 8.00 mi alzo, in bagno c’è la mia coinquilina, mi preparo il caffè e aspetto il mio turno, lei esce, io entro. Ore 8.45, sono pronta, un filo di trucco per sembrare più grande, il tempo di rifarmi il letto, preparare la borsa e devo uscire. Ore 9.15 chiudo la porta di casa, attraverso il ponte della stazione a grandi falcate e aspetto l’autobus. “33. Circolare” mi tuffo per 15 minuti nella lettura, scendo, corro e aspetto il 13. Alle 10 sono a scuola, “Avete fatto i compiti?” domanda retorica, penso ai libri di didattica e vorrei uccidere chi li ha scritti, provateci voi a interessare la classe quando non hai un registro con cui minacciarli perchè è una privata, quando non ci sono interrogazioni e compiti in classe, quando non hanno i libri. Io parlo dei tre tipi di condizionale, loro giocano a ruzzle e penso a Beppe Grillo, che vuole fornire Ipad agli studenti, sì Beppe poi me li tieni tu in classe. Ore 12 è finita la lezione se corro per le 12.45 sarò a casa. Pranzo da sola mi passa la fame, sgranocchio qualche fetta biscottata lasciandomi assorbire da “Say yes to the dress” e parlo con quelle oche giulive delle americane che non hanno neanche stile nel vestire. 14.15, lavo le tazze della colazione e scappo a scuola. “11A Corticella via Byron” mi sembra di vivere sui maledettissima autobus.  Finisco alle 18.00, incontro una collega “Le hai consegnate le relazioni?” panico, torno a casa di fretta, la mia coinquilina mi aspetta per andare in palestra, almeno mi si alzano le endorfine. Torno a casa alle 21.00, doccia, cena e compilare le relazioni, per mezzanotte dovrei essere a letto. Rapida occhiata alla lezione di domani. Buonanotte.

MARTEDI: Alle 9.00 sono in classe, non so in quale, perchè la preside non fa altro che cambiarmi le classi come se si divertisse a farmi preparare lezioni inutili ma almeno questa scuola è vicino a Sala Borsa e posso andare a prendermi un libro al volo uscendo. Mi barcameno tra l’inglese commerciale e quello odontotecnico, entrambi devo studiarli anche io perchè non li ho mai fatti ma a chi vuoi che importi. 13.30 sono a casa, mangio al volo, pulisco il bagno, alle 14.30 sono di nuovo su un autobus, potrei mandare un cv all’atc. Esco alle 18.00, il tempo di arrivare a piedi a scuola di danza e parte la musica del riscaldamento, port de bras, rond de jamb e per due ore dimentico tutto. Arrivo a casa coi piedi doloranti e una fame nera, sfoglio il libro di spagnolo, almeno domani non insegno solo inglese che inoltre mi fa schifo. Fine di un altro folle giorno.

MERCOLEDI: Quando suona la sveglia mi chiedo che giorno è e in quale delle mie 4 scuole devo correre stamattina. A metà settimana perdo il senso dell’orientamento, controllo il calendario che è attaccato alla mia parete, oggi è mercoledì, ho solo 3 ore, pomeriggio libero. Mangio da sola guardando Buddy il boss delle torte, finisco per avventarmi su uno yoghurt di sottomarca che fa più schifo del latte scaduto. Pomeriggio sistemo la stanza che il mercoledì è già un campo minato e invio curriculum che non otterranno mai risposta. Il massimo di risposte che posso ottenere è “Ci spiace ma qui lavorano solo volontari e comunque siamo al completo anche di quelli.” Neanche gratis mi vogliono. Vado in palestra almeno non penso e prima che me ne accorga sono già a letto. 

GIOVEDI: E’ solo oggi e domani, fatti forza. Cambio d’autobus al volo e sono a scuola, qualcuno mi chiede se per caso so chi è Che Guevara mi chiedo che ho fatto di male. Pranzo a casa e aprendo la porta mi sento catwoman “Tesoro, sono tornata! Ah dimentico sempre che abito da sola!”. Pomeriggio torno a scuola, i ragazzi hanno scoperto le date degli esami “Inizio giugno prof! Manca pochissimo!” già tesorini miei, manca poco a che io sia di nuovo disoccupata. Mi arriva la busta paga, alè, questo mese ho lavorato di più, ho preso addirittura 490 euro che sommati ai 120 dell’altra scuola fanno 610 di cui 300 vanno via in affitto e 100 in bollette del gas. Ho 210 euro con cui vivere 1 mese, niente pacchetti di sigarette e carne rigorosamente in scadenza. E mi sa che dovrò chiedere, ancora una volta, i soldi ai miei per l’assicurazione della macchina. Profonda vergogna.

VENERDI: è venerdì!!! Ultimo giorno di sveglia! Corro a scuola poi vado a canto, salto il pranzo tanto mangiare da soli è quasi più triste di andare al cinema da soli e poi danza continuando a cercare quelle velleità artistiche che probabilmente non no ma almeno mi sento viva. Torno a casa distrutta alle 9 di sera con i piedi bloccati in prima posizione. Il venerdì è la serata delle coppie, tutti i miei amici escono coi fidanzati, io resto sul divano, per fortuna ho comprato una bottiglia di vino scadente e la bevo guardando le puntate che mi mancano di Grey’s Anatomy, piango scoprendo che hanno cambiato il nome all’ospedale in Grey Sloan Memorial. è molto più interessante della mia vita, per lo meno succede qualcosa.

SABATO: Mal di testa da vino di pessima qualità e la spesa da fare, la lavatrice da azionare e la camera che ormai sembra un campo profughi. Il telefono emette un bip, sarà la wind, l’unica che mi manda messaggi. No, sei tu, che mi chiedi se stasera passo al locale. Chissà se troverò te o il tuo gemello cattivo. In fondo ho bisogno di una sbronza del sabato sera per cancellare la settimana, o forse per cancellare la mia vita. Non era così che doveva andare, mi ripeto ogni giorno con le lacrime agli occhi. Mi tiro a lucido, metto i miei tacchi più comodi e ti raggiungo anche se so che sto sbagliando, so che domenica me ne pentirò. 

DOMENICA quando ritorniamo alle solite discussioni di te che mi chiedi perchè sono infelice, perchè mi lamento della mia vita, perchè ho bisogno della presenza di qualcuno e non apprezzo la gioia della libertà di scegliere cosa fare da sola. Poi concludi con i tuoi laconici ti voglio bene e ti penso. Rido della mia grande libertà di saltare i pasti quasi tutti i giorni perchè mi fa tristezza mangiare sola, rido della meravigliosa libertà di sbronzarmi guardando Grey’s Anatomy, rido della stupenda sensazione di prendere meno io di stipendio che i miei alunni di paghetta, rido dell’autonomia di farmi sfruttare perchè per lo meno ho un lavoro, rido perchè tra due mesi non avrò neanche quel lavoro, rido ogni qual volta mi infilo un talleur e mille speranze per andare a fare un colloquio coi miei capelli pettinati bene, i miei orecchini solo al primo buco, il tatuaggio ben nascosto e la ballerina al collo per ricordarmi chi sono. Rido ogni qual volta mi guardo allo specchio e mi sembro più vecchia, rido quando mi sento una brutta persona guardando “Embaracing bodies” quando vedo donne bruttissime sposate e penso che il meglio che mi capiti nella vita sei tu. 

E ripenso a quando ho deciso di studiare lingue e non ingegneria dopo aver letto Due di Due di Andrea de Carlo…la storia di un ragazzo che aveva seguito la propria libertà andando a vivere in montagna, in una casa costruita da lui, coltivandosi il suo orto. Avevo 18 anni e volevo essere lui e lo vorrei ancora. Ed ho ancora la libertà di sperare di incontrare qualcuno così hippie quanto me da lasciare la società con me e sposarci a piedi nudi nei boschi alla faccia delle oche di “Say yes to the dress”.

Sulla torta di Buddy, però, non transigo!

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10 ragazzi per me…

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Una mattina ti svegli e scopri che hai poco meno di 30 anni e sei single e ti domandi perchè, ti addossi le colpe, pensi che forse sei troppo esigente e allora analizzi gli uomini della più o meno tua età (a quest’età non possiamo più andare troppo sul sottile anche sull’età del possibile fidanzato!) e inizi a capire….

Le tipologie di ragazzi in circolazione sono queste:

1) Il tronista. No, non intendo che sia figo, la categoria del tronista è quello che si cura anche più di te (nel mio caso non fa un grosso sforzo in realtà), quello che non vi potete vedere perchè è andato a farsi la pulizia al viso, quello che non fa sport ma si fa la ceretta alle gambe perchè la sabbia poi se no è difficile da togliere, quello che andate a mare e ha le ascelle più depilate delle vostre. Questa tipologia porta sempre una crema idratante in valigia e in vacanza mette il superabbronzante. Voi credete che non sia un problema ma ve ne accorgerete quando, prima o poi, andrete a vivere con lui e non saprete di chi è la cera nuova, quando vi metterete a letto e la sua gamba sarà più liscia della vostra e quando dovrete chiamare l’estetista per assicurarle che non è un maniaco anche se si vuole depilare l’inguine. 

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2) Il mammone. Tutti gli uomini sono mammoni, direte. No, care, alcuni sono più mammoni e in quel caso le suocere vi odieranno a morte. I mammoni veri sono quelli che le mamme li chiamano con nomignoli anche davanti a voi, anche la prima volta che vi vedono, sono quelli che la domenica vanno al mare con mammina e lasciano voi a casa, sono quelli che “mamma mi ha detto che”, sono quelli che le mamme gli portano il caffè a letto la mattina e lo faranno anche quando ci sarete voi nel letto con lui e no, non è piacevole. Un giorno vi ritroverete con lui che vi dirà che mamma gli ha detto che alle donne piace più stare sopra facendo calare il vostro desiderio, la mamma vi verrà a trovare e pulirà casa come se voi non sapeste neanche badare al figlio e farà cenni di disapprovazione alle tende della cucina che non si intonano col copridivano. La prima volta che sentirete chiamare sua madre mammina….fuggite il più lontano possibile!

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3) Il giocherellone. La tipologia del giocherellone può essere simpatica ma è molto rischiosa. Il giocherellone, infatti, non si accorge di avere 30 anni e giocherà allo stesso modo di quando ne aveva 12. Di solito fa un lavoro fisico e a contatto col pubblico e si circonda di ragazzini più piccoli contornati da uno stuolo di teen agers adoranti. Andrete al bowling? vi spingerà sulla pista mentre tirate, l’amico sale in macchina? partirà lasciandolo attaccato alla portiera, mangiate una pizza? vi lancerà molliche di pane da una parte all’altra del tavolo, esce con gli amici? Fa battute sconce a cui tutti rideranno tranne voi. Può essere un piacevole passatempo nei periodi di depressione ma non riuscirete a sopportarlo per molto. Meglio un cane.

4) L’omm addà puzzà (ma non eccessivamente). Il fascino dell’alternativo, chi ve lo nega, ve ne do tutti gli atti che volete ma vale la regola di cui sopra. Se ogni volta che andate a dormire da lui notate che ha le stesse lenzuola, se entrando in camera vi viene da starnutire pur non avendo il raffreddore, se dopo due volte che ci uscite vi rutta nell’orecchio per scherzo, se fa la pipì per strada e poi vi dice “Andiamo a fare colazione?” tendendovi la mano, non è alternativo, è nu zuzzus!!! Diffidate dalle imitazioni signore, essere alternativi vuol dire comprare i detersivi bio non non comprarli proprio! E no, non riuscirete a fargli capire che non può lavare a terra solo se è macchiato, che nell’armadio non può tenere insieme panni sporchi e puliti e che saltare gli oggetti sul pavimento per raggiungere il letto non è considerato sport. 

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5) L’animatore. Ok ammettiamolo tutte noi siamo andate in vacanza e abbiamo avuto una liason con un animatore ma quando l’estate finisce finisce anche il cantare summer love credendosi Olivia Newton John. Ma loro si annidano ovunque…all’inizio ti sembra carino che il tuo ragazzo saluti tutti, che sappia tutte le canzoni e te le canti ma a un certo punto passano i 3 mesi dell’innamoramento, andate ad un compleanno e lui balla il Pulcino Pio e voi vorreste avere il mantello dell’invisibilità di Harry Potter. Poi pensate che in fondo è stato divertente e con tanto zen andate avanti…fino alla prossima festa in cui c’è il karaoke. Mi dispiace ragazze gli animatori sono simpatici solo da giugno a settembre. 

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6) Il nullafacente. Forse uno dei più affascinanti tra i nostri esemplari perchè lui è sempre disponibile. Siete tristi e volete bere ma sono solo le 3 del pomeriggio? Lui c’è. Volete partire per il week end o anche in settimana? Lui c’è. Lavorate vicino casa sua? Pranzo da lui. Vi sembrerà tutto così fantastico. Fino al momento in cui vi ricorderete che purtroppo esistono anche i tempi futuri e che lui vi può preparare tutti i pranzi che volete ma non può portarvi a cena fuori perchè con la paghetta dei genitori non ce la fa. Poi inizierà ad uscire senza di voi perchè voi, purtroppo, dovete lavorare per vivere e non potete sbronzarvi ogni maledetta sera e alla fine vi mollerà perchè siete noiose, troppo responsabili, vecchie dentro, mentre ha trovato una fantastica 21enne figlia di papà che può fare la fancazzista con lui per qualche tempo in più.  Scappate prima che vi molli e le vostre amiche vi insultino anche.

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7) L’ignorante. E non sto parlando di inutili titoli di cui fregiare le pareti. Vi sto parlando di quello che vi dice “Sai ho visto quel film di cowboy col nero di quel regista che mi sa che è pure famoso.” o “Hai presente quel fatto assurdo successo a Genova qualche anno fa?” e in quel momento anche se avevi l’ormonella a palla e il tuo perizoma ti si era sfilato da solo senza neanche toglierti i jeans…in quel momento tutto passa e pensi che no, neanche dopo aver bevuto 1 litro e mezzo di tequila avrai rapporti sessuali con lui, no, neanche se è Brad Pitt. Solo che finisce che bevi e può succedere di tutto. A quel punto consiglio di lasciare un biglietto mentre dorme scrivendo “Grazie è stato un piacere ma devo scappare, ho tante cose da fare…una di queste è uccidere Bill.” 

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8) Il tirchio. Questa categoria mi è capitata più volte. Non è una questione di soldi o di regali ma…una volta sono uscita per qualche mese con un ragazzo che mi ha portato, come unico regalo, una lattina di chinotto dalla mensa aziendale….un altro mio ex mi ha portata a cena per il mio compleanno e poi mi ha detto “Forse è meglio se prendiamo la pizza” no ma dico io non mi ci portare fai più bella figura. Il tirchio lo riconosci subito dal  fatto che quando ti porta a bere qualcosa paga con le monetine e le conta lentamente davanti a te per fartelo pesare, che quando sceglie il vino prende il meno costoso in assoluto e che prende il caffè alle macchinette. Vivere con lui vi creerebbe problemi quando stacca lo scaldabagno per risparmiare e spegne la macchinetta del caffè elettrica “tanto basta che mezz’ora prima che tu abbia voglia di caffè rimetta la spina.”. Evitatelo. 

9) L’incapace. Questa categoria è quella che racchiude un po’ tutti gli uomini che vanno a vivere da soli e che vi usano come libretto di istruzioni. Riporto frasi reali citate da mie amiche “Amore il caffè è uscito lo spengo?” (no, fai bruciare la casa) “Amore ma se io aziono la lavatrice, il tempo che mi vesto, ha finito?” (se hai il lavaggio Flash Gordon è qui sì) “Amore dov’è il burro?” (Ncul a soret) “Amore ma sulla pancetta c’è scritto usare una sola volta quindi non la posso conservare?” (No, tutti i cibi appena li hai aperti o li mangi tutti o li butti) “Panna da montare in polvere?” (Cos’è questa stregoneria?) “Devo pulire il frigo, va bene col l’alcol?” (Si e poi fumati una sigaretta li vicino). Consiglio, assicuratevi che viva da solo da almeno 10 anni!

10) Il bugiardo. Il più difficile da smascherare. Quello che vi dice che va a calcetto ma ha la panzetta alcolica e quando fa le scale alla seconda rampa ha il fiatone, quello che dice che va a trovare degli amici e va a trovare l’altra fidanzata in Sicilia. Dopo esperienze varie ed eventuali sui generis mi è stato detto come fare a sgamargi…quando vi hanno raccontato una storia a cui non credete, chiedetegli di raccontarla di nuovo ma al contrario! Pretty little liars docet. Altro trucco: guardatelo negli occhi, se guarda a destra ricorda, se guarda a sinistra inventa. Ho guardato 4 serie del mentalista e adesso miei cari bugiardi non mi fregate più! Potrei entrare in polizia!

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Detto ciò diffidate degli uomini, fate i miei test e tenetemi aggiornata.

P.S. Ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale (o forse no!)

Alcuni li chiamano mammoni….

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A volte ritornano. Già, ma sono sempre inopportuni. Di cosa parlo? degli ex. Torna con gli occhi da cane bastonato a raccontarmi di quanto pensa a me e quanto mi vuole bene. Poi mi vomita addosso le sue assurdità. E io ascolto e non solo ascolto ma per una settimana le sue parole mi risuonano nella testa…di quanto sono vecchia dentro perchè cerco stabilità, di quanto parlo come una cinquantenne perchè sono stanca di sbattermi…ci penso, mi interrogo…sono davvero vecchia dentro?

Poi arrivo alla conclusione: i fottuti mammoni che rovinano il nome di una generazione esistono e il mio ex è il capogruppo! 

Già…eccoli qui quella schiera di omuncoli, quelli che cercano di essere eterni Peter Pan, che si sentono giovani in eterno, o meglio, bambini in eterno. Eccoli…

Quelli che…il loro unico problema è cosa fare quest’estate mentre noi ci chiediamo come pagare la bolletta

Quelli che…single è meglio puoi fare più cose mentre noi se facciamo più cose ci becchiamo la candida a vita

Quelli che…non mi piace Bologna in estate non chiedermi di restare mentre a me fa cagare tutto l’anno ma non ho alternative

Quelli che…credono che girare il mondo sia figo mentre la mamma li aspetta a casa col piatto pronto a tavola

Quelli che…le relazioni umane sono un male e ti limitano mentre a noi manca la nostra famiglia lontana

E no belli miei non siamo vecchi dentro, siamo solo adulti e, francamente, non c’è un cazzo di male ad essere adulti, la cosa sbagliata è essere adulteri ma sono due parole diverse!

E sinceramente non mi sento neanche una 50enne, perdonami se non ho mamma a prepararmi da mangiare quando torno bresca dalla discoteca, se la mattina devo sapere a che ora esattamente ho il turno in bagno per arrivare in orario a lavoro, se quando vedo posta nella buca tremo pensando all’ammontare del danno, se quando prendo la macchina faccio i conti della benzina, se la sera mi devo preparare il pranzo per il giorno dopo, se mangio solo roba in scadenza per pagarla meno.

Mi dispiace se tu pensi che io sia una 50enne ma ti dico un sonoro VAFFANCULO da parte mia e di tutti i ragazzi della mia generazione che si fanno un culo così dalla mattina alla sera per poi sentirsi chiamare mammoni per colpa di gente come te. 

AH e mo l’ho detto!