Alice…

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Alice si svegliò madida del proprio sudore, aveva il respiro affannato e il cuore batteva a duecento all’ora. “E’ stato solo un incubò!” ripeteva per calmarsi. Eppure le era sembrato così reale.

A pensarci bene non ricordava neanche cosa aveva sognato, ricordava solo quella sensazione di affanno, quella paura incontrollabile. Si alzò, aveva bisogno di una camomilla e di una sigaretta. Troppi pensieri in quel periodo: un lavoro stressante, un capo insopportabile, dell’amore neanche l’ombra, insicurezze ad ogni angolo della strada a braccetto con le insidie.

Si sedette davanti alla finestra a guardare la notte con una sigaretta in una mano e l’altra tra i capelli. Guardava le stelle, Alice, e si chiedeva come mai non scendesse una stellina dal cielo trasformandosi in fatina a dirle che l’avrebbe fatta diventare una bambina come le altre. Il beep del microonde la riportò alla realtà, la sua camomilla. Pensò che da piccola aveva sognato un principe azzurro a portarla via. Poi aveva capito che nessun principe su nessun cavallo bianco sarebbe mai venuto a portarla via. E in fondo a cosa sarebbe servito? Andare via per andare dove? In un castello lontana dal mondo, in una nuova città per ricominciare? Ma ricominciare poi cosa? Boh, l’aveva detto Paolo Fox, erano tre maledetti anni che ascoltava ogni mattina il suo oroscopo per riporre in quell’uomo con la faccia da farmacista la speranza di una bella giornata e da tre anni lui diceva “Siete pronti a ricominciare da zero?”

Alice pensò che se lo avesse avuto avanti lo avrebbe preso a calci nei denti. Con gli stivali, però, mica con le ballerine!

La camomilla era finita e dovette trattenersi duramente dalla voglia di accendere un’altra sigaretta. Si addormentava ogni notte con il video di Allen Carren su come smettere di fumare ma l’unica reazione era avere la voglia immediata di accendersi una sigaretta e di trovarselo davanti quell’Allen lì e soffiargli il fumo in faccia e dirgli “Sei ancora così sicuro di essere un non fumatore o quasi quasi due tiri te li fai?”

Stava degenerando. “Sono proprio arrivata alla fine.” Pensò “la fine dei sogni. Quel momento in cui neanche ad occhi chiusi vedi un futuro migliore.”

Tornò a letto pensando che forse se avesse smesso di usare pigiami di Hello Kitty avrebbe trovato un uomo. Ma ad ogni modo lui l’avrebbe tradita con la sua segretaria e allora conveniva risparmiare sui pigiami.

Si addormentò pensando che una volta aveva dei sogni, che immaginava una vita diversa, che avrebbe voluto vedere il mondo, girare scalza, sempre abbronzata e col vento che le scompigliava i capelli.

Si vide passeggiare su lunghe spiagge bianche, ballare con le onde, partire con un circo in giro per il mondo. Si addormentò mentre ballava vestita da pirata calandosi dal tendone del circo.

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