Archivio mensile:dicembre 2012

…Alice

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Usciti di lì si ritrovarono in un grande giardino “Ma…” balbettò Alice “Sono entrata da questa porta e ho visto un campo e una bambina a cavallo! Dove siamo? Davvero non capisco!” Lo gnomo rise calorosamente “Guarda bene…” una ragazzina con lunghi capelli castani e grandi occhi verdi intrecciava fiori rendendoli opere d’arte. Guardando gli occhioni della bambina riconobbe qualcosa di familiare. Si avvicinò…non aveva dubbi, quella era la sua collega. “Lei è la mia collega…gnomo…davvero…non capisco…è un sogno? Trovo tutto un po’ inquietante e vorrei svegliarmi se non ti dispiace.” Lo gnomo sorrise e schioccò le dita. Come per magia si ritrovarono nel giardino della casa dei genitori di Alice, tutto sembrava uguale a vent’anni prima, immobilizzato in un tempo irreale, fuori dalla realtà quotidiana. Eppure sembrava così vero, pensò la ragazza, se era un sogno era il più vivido che avesse mai avuto.

“Non hai ancora capito dove siamo, vero?” le chiese lo gnomo. Alice scosse la testa “Questa era la mia casa da bambina, ci vivono i miei, ci torno per Natale…non capisco…perché mi hai portata qui?” il buffo esserino sbuffò spazientito “Alice…siamo alla fine dei sogni, dove finisce l’arcobaleno e tutti i desideri che avevate da bambini. Vedi…quando ognuno di voi, piccoli esseri umani, è piccolo, portate dentro al cuore la strana convinzione, chiamata da vo mortali ingenuità, di pensare che tutto possa avverarsi e che da grandi possiate fare tutto quello che volete. Poi siete cresciuti ed avete scoperto che qualcuno vi aveva rubato la fine dei sogni, il futuro, come lo chiamate voi. Vi siete scontrati con un mondo che non era quello che immaginavate e avete dimenticato l’ingenuità e il desiderio. Passate la vita accontentandovi delle briciole che avete per sopravvivere ma non vi siete mai chiesti dov’è finita quella parte di voi che guardava al futuro con grandi occhi speranzosi. Eccolo, Alice, questo è il posto in cui finisce….questo posto è chiamato da noi la fine dei sogni.” Alice si guardò intorno, la fine dei sogni? Come poteva essere la casa dei suoi genitori la fine dei suoi sogni? Certo che per essere un sogno era bello complicato!

“Gnomo, non vorrei sembrarti maleducata, ma io ho sempre sognato di andare via da qui e adesso tu mi dici che il mio sogno era tornare qui? Sognavo di girare il mondo intero, sognavo di essere qualcuno di importante…” Lo gnomo si sedette su un sasso e si portò la mano alla fronte “Bambina mia ti hanno portato via anche l’immaginazione! Torna indietro con la memoria…qual era il tuo più grande sogno?” Alice strizzò gli occhi cercando di ricordare. Non ricordava più neanche quando aveva smesso di sognare, o meglio, quando i suoi sogni erano diventati un lavoro stabile e una bolletta del gas più bassa. Pensò al suo lavoro da barista saltuaria, alla grande gioia con cui prendeva i soldi a fine serata. Sognava un lavoro fisso e un contratto, pensò. Ma il sogno non le sembrò all’altezza delle aspettative del posto in cui si trovava.

Tornò ancora più indietro a quando si era laureata, alla sua pergamena costata quanto la sua paga di una sera e lasciata a marcire in un cassetto; dottoressa, la chiamava con lettere dorate e maliziose e quando l’aveva vista la prima volta l’aveva letto più volte “Dottoressa” si era ripetuta sognando un lavoro in cui fregiarsi di un titolo tanto altisonante. Ma la pergamena di laurea era stata l’unica a chiamarla così, c’è crisi, signorina, le ripetevano i datori di lavoro, ci spiace. Sapessi quanto spiace a me, pensava ed aveva accantonato il sogno del lavoro da laureata. Ma neanche quello le sembrò il tipo di sogno a cui si riferiva lo gnomo.

Tornò indietro a quando viveva in quella casa e sognava di andare via, sognava di avere una casa tutta sua e di dimostrare al mondo e ai suoi genitori chi era, di dirgli che ce l’avrebbe fatta da sola. E se n’era andata ma la realtà non soddisfaceva l’immaginazione, un monolocale da dividere in quattro e il Natale che diventava simbolo d’angoscia per le bollette del gas non erano quello che si era immaginata. Aveva cambiato 3 città, 12 case, 36 coinquilini e anche il sogno di una casa e di un posto tutto per lei in cui mettere radici era sfumato in una bolla di sapone.

Ad un tratto ricordò qualcosa…casa dei suoi…non ci fu mai posto tanto amato e tanto odiato insieme. Da piccola sognava di scappare lontano, è vero, sognava di avere un posto tutto suo e qualcuno che l’amasse alla follia…ma era questo il punto….sognava. Più che sognare, il verbo corretto, sarebbe stato immaginare. Alice immaginava a tinte forti, Alice fantasticava ad occhi aperti tutto il tempo, cambiava i finali dei film, viveva nei telefilm, si creava dentro di lei un mondo più accogliente di quello freddo e ostile in cui viveva. E scriveva, non faceva altro che scrivere per cambiare i finali alle storie che non le piacevano. Questo era il suo più grande sogno, scrivere.

“Gnomo mi sono ricordata, volevo scrivere, cambiare il finale a ciò che non mi piaceva, creare il mondo che volevo e farlo leggere agli altri per far vedere quello che avevo dentro! Non ero compresa, o forse non mi ci sentivo e basta, mi sentivo un caleidoscopio che qualcuno guarda nella confezione e non si prende la briga di guardarci dentro. Volevo scrivere per farmi guardare dentro, questo era il mio sogno.”

Lo gnomo sorrise “Finalmente ti riconosco. Adesso vai e cerca quella bambina. Ritrovati nel posto in cui costruivi le tue storie, te lo ricordi, vero?”

Questa volta senza esitazioni la ragazza entrò nella vecchia casa. Certo che se lo ricordava il posto in cui andava quando sentiva il freddo dentro, quando non si sentiva capita e compresa da nessuno. Si chiudeva in bagno, davanti alla lavatrice che girava sempre, così non si sarebbe sentito il suo pianto, si sarebbe sentita cullata dal movimento della centrifuga e in quell’oblò dove i colori dei vestiti si mischiavano senza logica lei avrebbe creato il suo mondo immaginario.

Alice aprì la porta del bagno e si ritrovò faccia a faccia con i suoi sogni, con quella bambina dai grandi occhi neri seduta sul pavimento del bagno, con i piedini appoggiati ai lati della lavatrice e un foglio e una penna in mano. “Chi sei tu?” le chiese la bambina “Sei strana, hai gli occhi tristi.” Alice si mise a sedere accanto a lei e le cinse le spalle con un braccio. “Hai ragione, te lo devo, non posso avere gli occhi tristi, finchè hai un foglio e una penna non devi essere triste.”

“Quando io sarò grande sarò felice, tu perché sei grande e sei triste? Hai smesso di sognare.”

“Ho smesso di scrivere.” Le rispose Alice “Ho smesso di creare un mondo in cui mettere ciò che ho dentro e mi sono incastrata nel mondo dove si cerca di trovare un posto solo a ciò che hai fuori.”

“Per questo sei triste?”

“Non sono triste. Adesso sono felice perché ho trovato te e portandoti sempre con me sarò felice.”

“Lo sapevo! Sapevo che qualcuno sarebbe venuto a prendermi!”

La bambina si alzò e seguì Alice in silenzio tenendola per mano. Uscirono fuori nel grande prato dove ad aspettarle c’era lo gnomo che sorrideva silenzioso. Al suo fianco tornò l’arcobaleno.

Alice si svegliò madida del proprio sudore, aveva il respiro affannato e il cuore batteva a duecento all’ora.

“Ho sognato?” si chiese ma tutto le sembrava così reale.

Si alzò e cercò un foglio e una penna. Non le importava sapere se aveva sognato oppure no; aveva fatto una promessa a quella bambina e doveva rispettarla.

Le avrebbe creato un mondo in cui vivere serena per sempre. Immagine

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Tutti vogliono viaggiare in prima….

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Immaginerima cla

Oggi, dopo quasi 9 mesi, ho messo piede fuori da Bologna. Avete mai visto Pleasentville? Quel film in cui i due ragazzini finiscono dentro la Tv nella loro sit-com preferita in bianco e nero e tutto si svolge all’interno del paese e tutte le strade finiscono in circolo e riportano a Pleasentville? Beh, ecco, per me Bologna è stata  Pleasentville in questi mesi. E invece dopo Pasqua arriva sempre Natale e sono riuscita ad uscire dal mio circolo vizioso!

Con mia grande gioia ho preso il treno Italo al posto di Trenitalia che mi sta un po’ (anche tanto!) sulle palle e quindi a parità di prezzo avrei preso comunque il nuovo treno testarossa, figuriamoci quando ho trovato la prima classe a meno del costo della seconda delle ferrovie dello stato (e qui ne approfitto per un vaffanculo trenitalia a nome di chiunque).

Prima classe lor signori, mai successo, mai viaggiato in prima classe nella mia vita e così, curiosissima, salgo sul treno. Accanto a me una signorotta in pelliccia e colbacco che già per questo avrei ucciso…che quando mi vede arrivare trascinando la mia valigia fucsia alta quanto me e pesante come un cadavere, più la borsa del pc, più la mia borsa, più una busta piena di regali mi ha guardata come un extraterrestre e mi ha detto “Beh signorina, dove crede di andare con quella valigia? Quelle lì son cose che si spediscono, mica la può portare in treno?” Dopo aver trafficato mezz’ora con il sistema di sicurezza valige Italo sono riuscita a sistemarla in corridoio e sono tornata al mio posto sfinita. Ho preso il mio libro ed ho iniziato a leggere. Ma la signora altolocata non era d’accordo e ha iniziato ad espormi le sue teorie bizzarre…tutto è iniziato dal fatto che “Sa signorina, lo sanno tutti che Montezemolo è il figlio segreto di Agnelli, per questo è a capo di tutto e ha costruito questo treno. Beh sa cos’è? Bisogna essere fortunati a nascere nella culla giusta. O, se non lo si è, si deve scegliere il letto giusto in cui dormire…ha visto Belen? Lei dice che sta con Corona, poi che sta con sto ragazzino qua…ma son tutte coperture! Lei sta con un vescovo, glielo dico io!” Poco dopo ho capito che in prima classe danno da bere e la nonnina torinese aveva bevuto un paio di flute di spumante!

Questa sua affermazione, però, mi ha fatto tornare in mente di essere in prima classe tra avvocati, imprenditori e donne che si facevano le unghie. E mi sono ricordata anche di avere una pizza in borsa. Sì, lo so, non è molto “prima classe” ma avevo rimosso e avevo una gran fame, così, scesa la signora e restata sola, ho deciso di mangiarla ma mi vergognavo molto di tirar fuori due fette di pizza al gorgonzola grondanti di olio piccante. Ero comunque in prima classe! Così ho atteso il carrellino delle vivande e, con mia immensa gioia, ho scoperto che potevo prendere gratuitamente dell’ottimo vino bianco.

Tra gli altri servizi di Italo c’è un portale a cui accedere con il pc per poter guardare un film a scelta e così eccomi, stravaccata su enormi poltrone di alto design a bere vino e a guardare “Il papà di Giovanna”. Ma il vino bianco a stomaco vuoto, sommato ad un film stupendo ma triste e inquietante non fanno begli effetti! Così mi sono decisa a mangiare la mia pizza di nascosto prima di ritrovarmi ubriaca fradicia a chiedere a tutti quelli della carrozza se avrebbero ancora parlato alla figlia se avessero scoperto che era un’assassina! E così eccomi nascosta sotto il sedile a riempire il vagone di puzza di gorgonzola. Che poi puzza…la mia teoria è che le cose da mangiare più puzzano e più sono buone…prendete il pesce, puzza da morire ma come si fa a non mangiarne quintalate?

Ovviamente, con la fortuna che mi ritrovo, passa il controllore mentre io sto mangiando come se non ci fosse un domani e io, furbamente, penso di nascondere la pizza sotto il cappotto con un gesto repentino della mano e rovesciandomi addosso del vino. Eccomi in tutta la mia classe puzzolente di formaggio con la muffa e vino con ancora le briciole sulla bocca e leggermente sbronza…la classica persona che trovi in prima classe no? Al secondo giro del carrellino stavo per chiedere di metter su David Guetta e ballare in piedi sui sedili! Alla fine del film sono anche scoppiata a piangere con evidente stupore della mia nuova vicina di sedile che non so se si chiedesse perché piangessi o perché puzzassi come un formaggiere veneto!

Insomma…sono arrivata a Salerno ubriaca e avendo fatto un ottimo viaggio…e finalmente ho capito perché “tutti vogliono viaggiare in prima”! Nel viaggio di ritorno potrei peggiorare la mia situazione riempiendo il vagone di odore del gateaux di patate che mia madre, come ogni anno, mi infilerà di nascosto nella valigia costringendomi a pormi da anni la stessa domanda: mia madre pensa che a Bologna non ci siano patate o che io non sappia cucinare? Ma quest’anno la domanda sarà un’altra: riuscirò a farmi cacciare dalla prima classe?

Sappiate che se dovessero mettere delle restrizioni al viaggiare in prima classe su Italo treno sarà colpa mia, ma finchè non lo fanno incito tutti ad una sbronza a 150 all’ora!

La solitudine dei numeri primi

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Poi succede, così, senza che tu te ne accorga, che si avvicina Natale e le persone sole si sentono più sole. E non dico single perché è solo una parola più dolce per dire che sei sola, è come chiamare lo spazzino operatore ecologico, resta sempre e comunque uno spazzino.

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Tu, come me, non sei single, sei sola e devi badare a te stessa da sola, sempre. Ah certo questo ti rafforza, ti rende autonoma, sai che non c’è mai nessuno ad aspettarti a casa e che mai nessuno ti darà mai una mano e dovrai risolverti tutto sempre da sola.

Ci sono gli amici, ti dicono i tuoi amici felicemente fidanzati e conviventi e con bambini e col sorriso. No, non ci sono gli amici, sei sola. Quando il giorno dopo hai un esame e passi la serata a studiare non hai nessuno che ti prepari la cena e ti lavi i piatti perché tu povera ciccina devi studiare. No, sei sola, mangi sola in camera tua davanti ai libri, davanti al pc, mangiando dalla scatola per non sporcare il piatto. Quando torni la sera a casa non c’è nessuno ad aspettarti, nessuno che si preoccuperà di se sei rientrata a casa o ti hanno stuprata nel vicolo accanto al tuo. Quando ti senti grassa e brutta nei giorni pre-ciclo non c’è nessuno che ti dice che sei bella, quando piangi non c’è nessuno che asciughi le tue lacrime, quando ridi non c’è nessuno che ride con te.

I testi delle canzoni non hanno nessun senso per chi, come me, non è mai stato toccato dalla fortuna di essere amata. No, non mi hanno mai amata, mi hanno ferita, mi hanno fatto del male, mi hanno calpestata ma nessuno si è mai preoccupato minimamente di quanto male mi facesse. Il mondo è pieno di egoisti e persone che bastano a se stesse.

Ho imparato a piangere in silenzio, a difendermi da sola, ad organizzarmi la vita senza che nessuno mi sia mai di aiuto, a rialzarmi sempre, a non avere nessuno su cui contare, a lottare contro i mulini a vento. E normalmente sei forte, vai avanti, sopravvivi, credi in te stessa o almeno ci provi. Poi arriva Natale e continuo a chiedermi perché io non ho il diritto di essere amata, neanche per un’ora. Perché la carenza d’amore è letale, cerchi un rifugio per 10 minuti, pagheresti per una carezza, per un abbraccio, per qualcuno che versi il vino prima a te e poi a lui.

E poi sei così abituata a stare sola, così abituata a bere l’intera macchinetta di caffè che aggredisci chiunque te ne chieda, così abituata a tornare da sola a casa che se qualcuno ti vuole riaccompagnare ti sembra invada il tuo spazio, così abituata a mangiare per uno che non riesci ad aspettare nessuno a cena.

Eppure ci credo ancora, che qualcuno sia in grado di amare con la stessa purezza con cui lo faccio io, che qualcuno creda ancora alle campane, al destino e alla mezza mela; ci credo che qualcuno come me creda che l’amore con la L sia uno nella vita e non vive di alti e bassi, non ci sono tradimenti, non ci si lascia momentaneamente, non ci siano dubbi. E quell’amore saprà guardarmi negli occhi e capirà le mie debolezze, le mie paure e i miei muri.

E si innamorerà di quelle perché è troppo facile innamorarsi delle cose belle ma poi quelle possono passare, il difficile è innamorarsi dei difetti sapendo che quelli non cambiano mai.

B per Babbo Natale

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Il Natale si avvicina sempre di più e, nonostante i Maya, ce la caviamo con la nostra dose annuale di lucine scintillanti addobbi trash e canzoncine smielate in cui si canta che a Natale si può dare di più. Un rene tipo? E il 24 saremo tutti lì ad attendere l’arrivo di Babbo Natale. Sì, lo so, siete tutti grandi e nessuno crede più al vecchio con la barba bianca che arriva a bordo di una slitta e fa tornare insieme mamma e papà ma comunque non smettiamo di guardare Miracolo nella 54esima strada piangendo come dei bimbi di prima elementare.

Solo che non abbiamo capito che i bimbi di prima elementare sono più svegli di noi e hanno capito come va il mondo. L’anno scorso ho fatto vedere il Grinch a mia nipote per farle capire che la cosa importante non erano i regali ma he stessimo tutti insieme. Lei, 6 anni, mi ha guardata seria e mi ha detto “Zietta sono felice che sei tornata da Bologna ma andiamo a controllare che ci siano ancora i regali sotto l’albero?”. Lei si che ha capito tutto della vita. E mi sa che ha anche capito che Babbo Natale non esiste.

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Quello che non è chiaro a tutti è che Babbo Natale esiste solo che si è modernizzato…non ha più la barba bianca ma si è fatto degli impianti di capelli e dei lifting ma ciò non toglie che abbia duemila anni e porti doni! I suoi aiutanti non sono elfi dal naso arricciato ma avvenenti igieniste dentali vestite in latex e al posto delle renne ha una maserati. Ha anche fatto una piccola modifica al suo nome…B come Berlusconi.

Il nostro Silvio nazionale è andato in uno dei programmi più seri della tv italiana, Domenica live, a leggerci la sua letterina per Babbo Natale. Per prima cosa ha voluto comunicare al mondo che è fidanzato ufficialmente…Silvio…stay tech, bastava aggiornare il tuo status su facebook non è che qua ogni volta andiamo dalla D’Urso, lo scriviamo su facebook e bona lì! Poi racconta di come si sia innamorato di lei, dei suo grandi valori morali…sta deficiente raccoglieva fondi per mandare aerei con striscioni con scritto Silvio ci manchi. Si può essere più cerebrolese? No, ditemelo, una raccoglie i fondi per cosa? Aiuti umanitarie alle popolazioni in guerra? Coperte per i senza tetto che muoiono dal freddo? Aiuti ai canili? No sta cretina faceva dichiarazioni d’amore in stile Moccia!

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Poi ci spiega che lui non vorrebbe proprio tornare a fare politica ma si vede costretto. Poverino, lui farebbe altro ma ci regala un sogno per Natale: essere di nuovo il paese più ridicolizzato all’estero…almeno avevamo un senso, uno stereotipo, qualcosa di cui poter parlare quando eravamo in vacanza! Lui non vorrebbe proprio ma non vede altre soluzioni, con le primarie che non hanno lasciato spazio all’altro showman Renzi, ci dobbiamo beccare il comunistissimo Bersani che, di sicuro, farà delle leggi apposta per dare fastidio a Berlusconi e lui questo non può proprio tollelarlo.

B per Bersani….la prova vivente che i comunisti esistano. Non ho neanche bisogno di essere ironica, fa ridere già di suo l’affermazione! Bersani, il re della metafora, quello che è così facile da imitare che ride da solo quando Crozza lo fa! Bersani comunista? Ma se è vecchio come il cucco e famoso più per le macchie di leopardo che per le idee riformiste? Bersani che si allea con chiunque pur di avere la maggioranza ti pare comunista che Bertinotti si è candidato da solo l’ultima volta non andando manco in parlamento pur di non andare contro alle sue idee? Ti pare che abbia mai detto che ritirerà le truppe se dovesse salire al governo? Ti pare che attaccare stati che non ci piacciono sia un’idea molto frikkettona peace&love? Testamento biologico, matrimonio gay, abolizione dei co.co.co, co.co.pro. e cazzate varie gliele hai mai sentite dire? Io no ma so di sicuro che la salsiccia non può diventare maiale indi per cui Bersani non può diventare comunista. E forse manco di sinistra. E rideremo un sacco quando cercherà di unire il cattolicesimo wow di Casini col viva l’ecologia gay di Vendola! Non si sa mai che ci propongano davvero il Cristo compagnone!

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At least but not last B per Beppe Grillo….Grillo che è come la Valsioia: lui dice no!Peccato che qualcuno vorrebbe sapere a cosa dice sì! Cioè è come se la pubblicità della Valsoia fosse “Giovanna ha detto no al colesterolo e non mangia più gelati e non si gode la vita!”. Grillo, mannaggia a capa toja, sappiamo dire tutti no ma ci devi pure dare un’alternativa! Cioè ci sta che tu dica no agli stipendi dei politici ma se dici not in my name le piccole aziende moriranno, ok, va benissimo, ma spiegami come farai! Poi gli chiedono chi sarà il presidente e lui dice “Non importa tanto starà lì solo per fare ciò che dice il popolo.”. Grillo, tesoro mio, ma secondo te questa massa di caproni ignoranti in cui mi includo e che è il popolo italiano, questi mentecatti che hanno guardato l’isola dei famosi per svariate edizioni fino a sapere che Enzo Paolo Turchi soffre di emorroidi, questi emeriti imbecilli che passano le loro serate a pensare ancora che Maria de Filippi sia una che fa ricongiungere le famiglie e non una che orchestra siparietti pietosi pagando attori (e soprattutto che sia sposata con Costanzo per amore!), questi dementi patentati che sanno la data di nascita della figlia di Balotelli e non dell’Unità di Italia, sapranno cosa dire? Cioè ma davvero secondo te se avessimo avuto queste capacità ci saremmo ridotti fino a questo punto? Cosa cazzo vuoi che ti dicano di fare gli italiani? E poi come ci ascolti? Con un macchinino tipo dati auditel? Al tg daranno notizie del tipo “Oggi, da un voto tramite i vincitori del torneo Wii di Bowling che aveva come premio il diritto di parola aboliamo l’IMU”?

Caro Babbo Natale,

ti scrivo io una letterina. Per piacere fai implodere questa massa di idioti che ci governa, facci attaccare da uno stato estero, regalagli i razzi, facci annettere alla Germania, alla Svizzera, ma anche alla Grecia ci va bene. Ma ti prego riprenditi il tuo posto, io voglio solo B come Babbo Natale!!!

…alice….

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Aprì gli occhi e la prima cosa che penso fu “non ho sentito la sveglia!” allungò la mano sul comodino ma….hei! dov’era il comodino?

Si tirò velocemente su dal letto e con suo enorme stupore si trovava in un’enorme stanza vuota. Alice si alzò di scattò, corse verso la porta che vedeva sul fondo della stanza e l’aprì d’impulso. La porta si apriva su un bellissimo giardino con il prato inglese tagliato corto e delle strane siepi.  Il sole quasi la accecava ma nel momento esatto in cui cercò di schermirsi gli occhi con un braccio qualcosa attirò la sua attenzione. Un nitrito in lontananza le fece capire che le strane siepi erano ostacoli e che qualcuno stava arrivando al galoppo su un cavallo nero. “Peccato!” pensò “non può essere il principe.”

Vide sul cavallo una bambina bionda con una lunga coda di cavallo saltare gli ostacoli e cercò di chiamarla. La bambina sembrò non accorgersi neanche della sua presenza.

Decise di andare verso la casetta che vedeva alla sua sinistra e si incamminò di buon passo “Sarà pure un sogno ma io mi auguro che abbiano del caffè.” Appena aprì la porta, però, capì che non avrebbe trovato caffè. Incredibilmente all’interno della casetta di campagna c’era…un concerto rock. Si sentì in imbarazzo per stare lì a piedi nudi e col pigiama di Hello Kitty nel bel mezzo di un concerto rock. “E’ solo un sogno” si disse “chi vuoi che ci farà caso!”.

Fu però lei a fare caso a qualcosa…il cantante di quella band lo conosceva…le sembrava proprio l’impiegato della sua banca. Strabuzzò gli occhi. Non sapeva facesse il cantante rock e, ad ogni modo, cosa diavolo ci faceva nel suo sogno!
“Eh già, quanto poco si conoscono le persone, non è vero?” sentì dire da una voce alla sua sinistra “Gente che incontri tutti i giorni e non immagineresti mai che volesse diventare il nuovo Kurt Cobain!”

Un ometto bassino con barba e capelli rossicci la stava fissando. “Mi scusi?” gli sussurrò Alice. “Ah ma allora mi vedi adesso! Sono due ore che cerco di attirare la tua attenzione!” “Mi conosce?” “Alice…benvenuta nel paese delle meraviglie!” “Guardi non so come mi conosce ma avevo promesso che il prossimo che faceva una battuta sul mio nome non avrebbe fatto una bella fine.” “Vieni Alice, usciamo di qui, non mi è mai piaciuto il rock….troppo chiassoso!”

Caro Papa

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io di domande ne ho tante ma siccome non mi scrive a #faiunadomandaalpapa le scrivo qua non si sa mai che Ruini ogni tanto voglia ridere e mi legga!

Prendo spunto dalle cose postate da lei su twitter e devo dire che mi fanno abbastanza girare le palle…io non ce l’ho con chi crede che esista qualcosa di superiore, io credo nei fantasmi non sono nessuno per giudicare! ce l’ho, però, con le puttanate che la chiesa racconta, la chiesa fatta di uomini non di santi. I santi, mio caro Papa, non esistono almeno qua sulla terra.

Lei  chiedei “Come vivere la fede in Gesù Cristo in un mondo senza speranza?” io rispondo: che stracazzo ne so? Non è, per caso, lei il pontefice?

Io le domando come si fa a dichiarare cattolico con tutte le barbarità che fa la chiesa cattolica! Vuole delle domande? eccogliele:

1) Perchè un camorrista può avere un funerale cattolico ma un divorziato non può risposarsi in chiesa? e aggiungerei Perchè i politici possono ri-sposarsi in chiesa e un povero cristo che ci crede no?

2) Perchè lei si sente esente IMU? Non si sente italiano? Se ne vada, abbia una propria moneta a città del vaticano, metta le frontiere e ci paghi una tassa per programmare radio Maria perchè prende una stazione radio ogni 3 e ne abbiamo le palle piene!

3) Perchè non vende tutti i suoi beni e sfama le popolazioni dell’Africa? E avrei potuto dirle sfama me ma non l’ho fatto!

4) Perchè non condanna all’inferno i preti pedofili? Non lo so ora c’ha pure twitter li maledica on line, gli mandi una bolla papale scaricabile e invece no…non sono mai stati manco destituiti!

Ecco, caro Papa, per adesso basta anche perchè mi ha fatto così innervosire e poi non sono più ironica e la gente non ride quando mi legge e io mi dispiaccio! Ma non si preoccupi non è solo colpa sua…è la sindrome pre-mestruale…mi rende isterica col mondo. E lo so che sia aspettava domande del tipo “ma siamo sicuri che l’agnello di Dio fosse un agnello e non un capretto?” ma io questi dubbi vorrei che me li togliesse.

Con affetto

La ragazza col tacco 12 rotto e con poca fede che torni intero

10 buone ragioni per restare single

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Ok forse con 10 esagero…mi ci dovrò impegnare molto ma le altre zitelle come me hanno bisogno di avere 10 motivi (almeno!) per ricordarsi che la loro condizione è molto meno peggio di quello che sembra!

Mi scuso in anticipo con i colleghi maschi ma a parte la loro motivazione generale “me ne posso trombà una a sera!” non vedo altri motivi intelligenti per non avere una donna al vostro fianco!

Incominciamo coi nostri signore…

1) Poter mangiare quel cazzo che ci pare. E non vi sto parlando di diete, vi parlo del fatto che voglio mangiare latte e cereali stasera per il semplice motivo che non ho voglia di lavare i piatti e mangio quello e non mi preoccupo per nessuno, voglio mangiare insalata e non mangio pasta di sera non devo preoccuparmi che lui è uomo e vorrà mangiare. E che risparmio sulla spesa! Gli uomini a tavola sembra sempre che non mangino da una vita e mezza, mangiano come se non ci fosse un domani, come se i Maya avessero ragione e loro volessero lasciare il mondo senza riserve naturali…

2) Evitare di rispondere a domande idiote. Non so se avete presente quelle domande che l’uomo fa proprio perchè insite nel suo DNA…”Tesoro dov’è il burro?” “In forno piccolo mentecatto!” “Amore dov’è la paletta?” non importa che loro vivano lì da un anno, due o da dieci, non sapranno mai dove sono le cose, sembrerà sempre il primo giorno che hanno messo piede in casa!

3) Evitare tranquillamente di depilarsi per settimane. Sì lo so avete fatto tutte quella faccina di Oh mio dio io non lo faccio mai e istintivamente vi siete toccate la gamba per controllare la situazione libro della giungla! Suvvia signore che è una tortura cinese! In inverno poi…col freddo, passare un’ora in mutande a mettersi della cera che non si sa perchè non è mai alla temperatura giusta e soffrire per un dolore sovrumano a che pro? Niente fidanzato posso tenermeli anche io i peli a scaldarmi le fredde gambe.

4) Portare biancheria non abbinata  e/o rovinata. Quel reggiseno tutto sfilacciato ma che ti piace tanto? La mutanda della nonna orribile ma comodissima? Non è un problema! Per non parlare dei calzettoni di papà oggettivamente orribili ma così caldi? Non è un problema se nessuno vede la vostra biancheria! E volete mettere la comodità della mutanda della nonna?

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5) Non dover dividere il caffè con nessuno la mattina. E’ una cosa che odio profondamente. Io la mattina finchè non prendo il caffé non connetto e detesto che la gente mi parli se non sono passati almeno 40 minuti dal mio risveglio. E la macchinetta del caffè E’ TUTTA PER ME e non ci sono se e ma! Io ho bisogno di bermi il mio caffè, ascoltare Paolo Fox e incazzarmi perchè dell’ariete non dice mai bene, poi inizia la giornata!

6) Passare la notte sveglia a guardare telefilm o a fare puzzle o qualsiasi altra cretinata. Bè ok questo è perchè io sono insonne ma magari qualcun’altra di voi fa come me e passa la notte a leggersi un libro o a scrivere al pc…immaginatevi uno accanto che si lamenta perchè vuole dormire…no no mi spiace ma i miei bioritmi sono i miei bioritmi e nessuno può decidere quando devo dormire. A parte Paul Mckenna…il mio ipnotizzatore, ma questo fa sempre parte del fatto che non dormo e ho trovato le registrazioni audio di questo signore qualcosa di straordinariamente efficace. Le ho anche consigliate via twitter a Cesare Cremonini che prese anche appunti ma quando gli ho scritto per chiedergli migliorie sul suo sonno non ha mai interagito!

7) Non dover abbassare la tavoletta del bagno e girare la carta igienica. C’è uno studio che dice che gli uomini mettono il rotolo di carta igienica con il pezzo sporgente verso di loro e le donne verso il muro. E se siete andati a controllare o avete pensato “Dopo controllo!” sono sicura che avete anche tirato lo sciacquone dopo la puntata dei Simpson che parlava di in che verso gira l’acqua! Cmq la norma 7 vale solo per chi non abita con coinquilini maschi come me (stesso principio per cui mi subisco anche le domande di cui sopra!). Ad ogni modo io giro il rotolo, non so perchè ma mi dà fastidio al cervello!

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8) Non doverseli subire con gli amici. I maschi quando parlano con gli amici sono sempre in competizione….chi mangia di più “Io una volta ho mangiato due chili di pasta e poi avevo ancora fame allora ho aperto la parmigiana di melanzane di mamma e l’ho finita”…chi fa il rutto più grande “Una volta ho fatto un rutto che è venuta la vicina di casa!”…chi regge di più l’alcol ” Io una volta ho bevuto talmente tanto che i miei amici si sono spaventati ma io ero tranquillissimo!” l’unica voglia che hai è di mangiare i due chili di pasta, la parmigiana, bere sei litri di birra e fare un gran rutto per abbattere il loro ego!

9) Non dover ri-fare le pulizie. Già è snervante farle una volta ma il problema è che quando le fanno loro, tu devi rifarle. C’è qualche strana alchimia per cui quando un uomo fa le pulizie non ha più le sue funzione basilari. Esempio su tutti è lavare a terra…lui che ha la forza di Hulk perennemente quando deve strizzare la pezza per lavare a terra non sa farlo e la lascia piena d’acqua, così voi tornate a casa e sentirete quel fresco profumo di Venezia con l’acqua bassa con tanto di gondoliere che vi urla “CHI GA’ SCIUGA’ IL CANAL????”

10) La puzza delle scarpe da ginnastica. Vi prego qualche scienziato lo studi, perchè le loro scarpe puzzano più delle nostre? Sarà che non si lavano quanto noi…sarà che non usano le creme, ma le scarpe santo iddio le scarpe degli uomini sono armi nucleari, sono case studies per la divisione fringe! E possono metterle anche davanti alla porta, o anche giù al portone ma la loro puzza vi arriverà comunque. E se provate a comprargli il timodore si incazzano anche “Stai dicendo che puzzo? Guarda che mi offendo…potrebbe anche finire tra noi!”

E adesso vedrete che pioveranno i commenti delle donnine felicemente fidanzate che diranno “Non è assolutamente vero, il mio è diverso!” ma infatti io ho scritto a quelle che non sono fidanzate, siccome quelli diversi ve li siete presi tutti voi a noi restano questi esemplari!

Ah e poi ci saranno anche quelli che diranno “La sai la favola della volpe e dell’uva?” si la so e infatti a me farebbe piacere trovare un uomo che valga davvero la pena ma purtroppo incontro solo degli psicopatici…in effetti potrei scrivere un post…i 10 psicopatici della mia vita…ma forse sarebbero molti più di 10…..

PS Cesare Cremonini se leggi questo blog sappi che a te ne abbono anche 5 su 10!