Magnifico Ozpetek

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“Cosa c’è di più reale di una reale finzione?”

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Questo il leit motiv di un film dolce amaro diretto dal regista Ferzan Ozpetek, il turco-italiano più poetico del mondo.

Quanta poesia c’è in questo film, quanto amore, rabbia, speranza, delusione, illusione.

Un eccellente Elio Germano siculo all’occorrenza, si trasferisce a Roma a cercare fortuna come attore ma nella casa che affitta c’è un gruppo di fantasmi, un’intera compagnia teatrale, che non sa di essere morto. Pietro imparerà a conoscerli e scoprirà la verità sulla loro morte. Un film ricco di citazioni e di rimandi, dai 6 personaggi in cerca d’autore di Pirandello, a richiami a precedenti film del regista (Le fate ignoranti), che ci introduce in un’atmosfera magica in cui la presenza di cui parla il titolo non sono i fantasmi, come si potrebbe pensare, ma il giovane Pietro. La presenza è colui che cambia la vita degli altri mettendosi in discussione, passando per lo scemo del villaggio, rischiando di essere rinchiuso in un manicomio.

Pietro è gay, vuole fare l’attore, sempre ostacolato da un padre che non lo comprende sa bene cosa vuol dire essere isolato, costretto in uno stanzino buio, proprio per questo “vede” i fantasmi, proprio per questo non scappa ma cerca di aiutarli.

Laddove gli altri sentono solo rumori davanti alla sensibilità di Pietro i fantasmi si mostrano, giocano, si affezionano e si innamorano.

Un’ora e mezza di poesia contornata da battute di ilarità strepitose; al di sopra di tutte la scena in cui Pietro racconta ai fantasmi l’accaduto dalla guerra in poi nel mondo e lo scambio di battute “Abbiamo anche un Papa tedesco.” “Cosa???!!” “No, no, scherzavo!”

Complessivamente un 7 per un film che ci ricorda che il cinema italiano, per fortuna, non è solo cinepanettoni.

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Una risposta »

  1. Per fortuna che ci sono attori e registi che mi riconciliano con il cinema italiano.Che sono degni eredi di quelli grandissimi che li hanno preceduti. Sono nauseato dalla mediocrità di tanti film natalizi e no…commedie mediocri per gente mediocre.

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