Archivio mensile:novembre 2012

Manifesto elettorale

Standard

Sinceramente non credo che quest’anno o a queste lezioni voterò e non credete che non mi senta una merda per questo. Purtroppo di politica raccontata e idealizzata e del fare i ricchioni col culo degli altri, usanza largamente diffusa in Italia, ne ho piene le palle.

Eccolo il mio slogan elettorale, il mio partito…

NE HO PIENE LE PALLE

Vi illustro il mio programma elettorale.

 

Punto 1: lo stipendio dei MIEI parlamentari sarà di 3000 euro al mese. PUNTO. Niente auto blu, niente cinema gratis, UN CAZZO DI NIENTE. Con 3000 euro si vive alla grande e più che grande quindi non si candidasse nessuno che vuole guadagnare più di 3000 euro al mese, né nella mia lista, né in quella degli avversari. Anzi…a chi si candida contro di me do 2500 euro…si dovrà pur notare che hanno perso, no?

 

Punto 2: Cancellazione di tutti questi contratti inesistenti: co. Co.co., co. Co. Pro….ma andate a cagare voi e questa roba! “Ma io non mi posso permettere di assumere a tempo determinato!” mi risponderà l’imprenditore con le sue 2 macchine nei suoi 3 garage. Allora mi dispiace bello ma non puoi permetterti di avere un’azienda, chiudi e inizia ad inviare cv alle poste. E qua nessuno si può mai permettere un cazzo ma voglio vedere quanti dei vostri datori di lavoro mangiano solo roba che sta per scadere perché così costa il 30% in meno!

 

Punto 3: La maledetta chiesa e il suo malefico re DEVONO pagare l’IMU, le tasse e tutta la madonna santissima di cose che paghiamo noi comuni mortali in Italia. “Ma noi essere staten vaticanen!” e alloren fora de cojoni! Siete stato del Vaticano? Voglio una frontiera, voglio che la gente per venire a vedere il papa debba fare il passaporto, voglio che abbiate la vostra moneta e vediamo a quanto ve la cambiamo! E via tutte le antenne di radio Maria che non è possibile che prenda nella galleria sotto la manica e nel traforo del Monte Bianco!

 

Punto 4: I carcerati faranno i lavori forzati! Cioè non ho capito io che il massimo che ho rubato è stato un evidenziatore in ufficio non faccio altro che lavorare dalla mattina alla sera e non riesco ad arrivare dignitosamente a fine mese e chi ha ammazzato ha vitto e alloggio pagato? Scusate ma a sto punto io ammazzerei qualcuno eh?! E  ne ho di gente che ammazzerei più che volentieri!!! Almeno poi non ho più il problema affitto, mi fanno da mangiare e non devo lavorare. Tanto sono incensurata, con la condizionale e la buona condotta me la cavo con un paio d’anni e almeno mi sarò riposata! No belli miei a spalare merda! Lavori utili alle società: raccolta della cacca di cane dai marciapiedi, pulizie delle fogne, staccare le gomme da masticare dalle panchine in piazza…

 

Punto 5: Evasori fiscali in carcere senza ma e senza se e sequestro di tutti i beni. E ci hanno rotto i coglioni pure loro! Evadete le tasse? Uccidete l’Italia. Omicidio, ergastolo.  E poi come sui treni…non fai lo scontrino? Devi darmi 10 volte la cifra dello scontrino. Finanza in giro tutti i giorni. E non a prendersi le mazzette per chiudere un occhio come fanno abitualmente.

 

Punto 6: Basta fondi alle regioni di confine per restare insieme a noi. Vale la stessa regola di Città del Vaticano: non vi sta bene essere italiani? Andatevene affanculo! Fatevi adottare dall’Austria, chiedete asilo politico alla Svizzera, siete liberi di fare ciò che volete. Tanto la gente viene a fare turismo in Italia per il mare, per Roma, per la pizza e per gli arancini. Vale uguale anche per la Lega Nord. Avvertiamo i turisti che a Milano non c’è nulla da vedere se non la galleria che è uguale a quella di Napoli, quindi possono vederla da noi e bona. Voglio vedere le frotte di tedeschi che vogliono mangiare il risotto alla milanese! E il primo che dice qualcosa come “Forza Etna! Forza Vesuvio!” dovrà versare tutto il suo guadagno dell’anno al fondo per il sud e viva il contrappasso.

 

No signori, non andrò a votare, ma se qualcuno di voi politici volesse prendere spunto dal mio partito, gli assicuro che avrebbe un sacco di successo!!!

E voi? Mi votate?

Vota NE HO PIENE LE PALLE  e la sua carismatica leader!

Annunci

La bellezza al tempo della crisi

Standard

Al giorno d’oggi, al tempo della crisi, la bellezza sembra essere diventata merce di scambio.

Ma cosa si intende per bellezza? Questa è la cosa che trovo più raccapricciante: la bellezza è appariscenza, è avere i capeli appena fatti dal parrucchiere e le tette che ti arrivano in gola, che siano rifatte, poi, non è un problema. Ai giorni nostri la bellezza è costruita, è ricercata.

Ma la bellezza non la si può comprare se è la bellezza vera.

Una bella donna non è quella che ti fa girare per strada, è quella che ti fa dire che bella persona.

O almeno questa è la bellezza che vedo io nel mondo. Quella bellezza che sprizza dagli occhi, la bellezza delle persone che hanno un trascorso, una vita da raccontare, qualcosa da insegnarmi, è la bellezza dell’anima, la bellezza senza artifici.

Io cerco questa bellezza dalle persone…che siano alte, basse, bionde o more…sono persone, non oggetti.

La loro bellezza sta nel come si muovono, nel come parlano, nel come si rapportano al mondo. La bellezza è poesia, è una persona che sa vedere un guerriero in carciofo, un serpente che ha mangiato un elefante in un cappello.

Immagine

La bellezza non è qualcuno bellissimo con cui addormentarti ma qualcuno con cui sia bellissimo svegliarsi, è qualcuno che renda belle le mie giornate con un solo sorriso…

E quella bellezza non si compra, te ne fai poco dei soldi…i soldi sono solo merce di scambio senza valore e senza anima…ma non è questo che voglio nella vita

“Io voglio avere poesia nella mia vita..e amore, amore soprattutto.L’amore che sconvolge una vita.. irrefrenabile come un’agitazionedel cuore.. nulla che si possa fare.. giunga alle rovine o alle brezza..L’amore che non si è mai visto in una commedia..e io avrò l’amore..”

Caro Cesare…

Standard

Caro Cesare,

sono passati sei anni da quando ti scrissi la prima volta. Quella volta ero appena arrivata a Bologna, nella tua città, mi sentivo tanto estranea a tutto e strana in un posto che non era mio. Non te ne ricorderai neanche  ma ti scrissi e qualcuno, qualche tuo collaboratore, mi rispose. Fu il compleanno più emozionante della mia vita. Sapevo benissimo che non eri stato tu a scrivere ma mi serviva un sorriso per il mio primo compleanno in terra straniera.

Ti chiederai perché ti scrivo ancora, adesso. Ho bisogno di sentirmi bambina, di sentirmi un’adolescente che scrive al suo idolo, o a ciò che è la cosa che più si avvicina ad esso, per potermi sentire ancora viva. Sono passati 6 anni da quel giorno di marzo in cui impacchettai i miei pochi averi e venni a Bologna e di cose qua ne sono successe tante. Eppure tutte le mie speranze e i miei sogno si sono infranti contro le mura di questa città. Mi trasferivo perché al nord avrei trovato lavoro più facilmente ma non immaginavo che la massima aspirazione di una laureata potesse essere fare la barista. Mi traferivo per scappare da amori sbagliati e non sapevo che una volta venuta a Bologna avrei avuto amori ancora più sbagliati e che questa città così accogliente me li avrebbe risbattuti in faccia all’occorrenza.

Ti scrivo come se scrivessi a me stessa, ti scrivo perché sei il filo di Arianna della mia vita qua a Bologna. Perché qui ho costruito, per fortuna, una seconda famiglia. Bologna è io e Giulia sul tetto di una casa con una birra Hollandia, guardando le stelle e commuovendoci ascoltando le note di “Niente di più” fuoriuscire dal mio cellulare direttamente da un tuo concerto. Bologna è io e Tonia in Piazza Maggiore piangendo come due disperate mentre tu canti, la sera che me n’ero andata di casa dopo la fine dell’ennesimo amore sbagliato. Bologna sono io che pulendo il bancone del Tresor canticchio “Mary lavora in un pub….Mary è da sola e lo sa che prima o poi arriverà il suo principe azzurro…” e trattengo una lacrima perché non ci credo più. Bologna siamo io e le mie amiche che veniamo alla tua osteria sperando che tu venga e inizi a suonare e per parlare di te lì dentro ti diamo un nome in codice….”Albero”.  Bologna è scoprire cosa intendevi con “Dicembre erano mesi che non usciva il sole.” Ma è anche vedere la neve, il mio primo pupazzo di neve, creare un frigo per il vino bianco per strada e fermarsi a giocare a palle di neve. Bologna sono io in camera che cerco una canzone per una coreografia e sapere solo di voler ballare una tua musica.

Caro Cesare, già mi sento meglio dopo averti scritto. Nonostante la mia rabbia verso il mondo, nonostante la mia disperazione, nonostante non abbia un lavoro, nonostante non abbia un fidanzato, in fondo ho ancora la capacità di scrivere al mio mito e sentirmi una quindicenne, ho ancora la danza e ho ancora le tue musiche da ballare. E posso chiudere gli occhi e sognare una vita diversa, piena di felicità e bei momenti, posso ancora fingere di credere all’amore, posso ancora sorridere fingendo di non amarlo più….e sperare che il mio finto sorriso un giorno diventi vero. Magari con una tua canzone in sottofondo….

Magnifico Ozpetek

Standard

“Cosa c’è di più reale di una reale finzione?”

Immagine

Questo il leit motiv di un film dolce amaro diretto dal regista Ferzan Ozpetek, il turco-italiano più poetico del mondo.

Quanta poesia c’è in questo film, quanto amore, rabbia, speranza, delusione, illusione.

Un eccellente Elio Germano siculo all’occorrenza, si trasferisce a Roma a cercare fortuna come attore ma nella casa che affitta c’è un gruppo di fantasmi, un’intera compagnia teatrale, che non sa di essere morto. Pietro imparerà a conoscerli e scoprirà la verità sulla loro morte. Un film ricco di citazioni e di rimandi, dai 6 personaggi in cerca d’autore di Pirandello, a richiami a precedenti film del regista (Le fate ignoranti), che ci introduce in un’atmosfera magica in cui la presenza di cui parla il titolo non sono i fantasmi, come si potrebbe pensare, ma il giovane Pietro. La presenza è colui che cambia la vita degli altri mettendosi in discussione, passando per lo scemo del villaggio, rischiando di essere rinchiuso in un manicomio.

Pietro è gay, vuole fare l’attore, sempre ostacolato da un padre che non lo comprende sa bene cosa vuol dire essere isolato, costretto in uno stanzino buio, proprio per questo “vede” i fantasmi, proprio per questo non scappa ma cerca di aiutarli.

Laddove gli altri sentono solo rumori davanti alla sensibilità di Pietro i fantasmi si mostrano, giocano, si affezionano e si innamorano.

Un’ora e mezza di poesia contornata da battute di ilarità strepitose; al di sopra di tutte la scena in cui Pietro racconta ai fantasmi l’accaduto dalla guerra in poi nel mondo e lo scambio di battute “Abbiamo anche un Papa tedesco.” “Cosa???!!” “No, no, scherzavo!”

Complessivamente un 7 per un film che ci ricorda che il cinema italiano, per fortuna, non è solo cinepanettoni.

Digressione

Ci sono cose che scopri tardi…ma che sarebbe meglio se scoprissi prima….

1) La differenza tra le calze e i leggins non sta nello spessore o nel non essere trasparenti o nel non avere il piede…no signore…la differenza sta nel non avere le cuciture del disegno del culo. Questo lo dovreste sapere prima di comprare delle calze felpate e senza piede, indossarle come dei leggins e uscire vestite come la più famosa cavallerizza del vecchio west con tanto di stivali e poncho….

2) Accelerando si scrive con una sola L. Capisco che questa sarà compresa solo da chi, come me, è terrone e ha problemi seri con le doppie e…scopre tale circostanza ascoltando una canzone di Nek. Anche quest’ultima azione è fortemente sconsigliata.

3) Gli spettacoli di Pulcinella e burattini vari sono registrati. Scoprirlo mi ha fatto piangere. Non c’è nessuna magia in dei tizi che muovono le mani mentre un nastro registrato parla…è come scoprire che Babbo Natale non esiste…solo che io l’ho scoperto a 18 anni e ho comunque pianto!

4) Se uno non è davvero il tuo fidanzato non dirlo ai giornali soprattutto se è famoso. La sua smentita sarebbe alquanto umiliante ed è come autoproclamarsi “ragazza facile” su un giornale. Non è carino, non è educato e manca di rispetto per se stessa. Questo consiglio è diretto in particolare a Francesca Brambilla XD

5) Un co.co.co. non è un contratto, è solo un modo che hanno le aziende di non pagarti i contrubuti, le ferie e le malattie. Le percentuali sulla disoccupazione includono i co.co.co e i co.co.pro. MA…ATTENZIONE se avete un contratto del genere NON STATE LAVORANDO, vi stanno sfruttando come dei muli da soma.

6) Le Birkenstock non sono belle. Saranno comode ma lo sono anche le mie ciabatte a forma di mucca e il mio pigiama di pail con gli orsetti e non per questo ci esco. Comodi si sta in casa, fuori casa si sta presentabili e le Birkenstock non sono presentabili.

7) Il Dams non è un’università. Siamo onesti…ma se non trovano lavoro quelli di ingegneria, pensate davvero di trovare lavoro con la laurea in Dams? Chi ha visto “Paz” sa benissimo che l’unica risposta all’affermazione “faccio il Dams” è ” e che cazzo è il dams?”

8) Quando si beve non si deve MAI e dico MAI abbassare il grado alcolico. Quindi…non iniziate mai a bere amari perchè finirà molto male e non c’è farmaco post sbronza che regga. Il giorno dopo vi sentirete una schifezza e direte “non berrò mai più” ma tanto non vi crederà nessuno e non vi crederete neanche da soli. Lo sappiamo che durerà due giorni…il tempo di finire il post sbornia…e poi via…ma ricordatevi del mio consiglio.

9) Dopo i 25 anni le sbronze durano 3 giorni. No, non ditemi che non è così e che mi sento vecchia prima del tempo. Passati i 25 le vostre sbronze dureranno giorni, vi girerà la testa, vi sembrerà di esservi appena fatti un drink. E non provate ad entrare in negozi come Tezenis, Berscha, Stradivarius e roba del genere che sparano house a tutto volume manco fossero il papete beach perchè vi assicuro che le cose possono solo peggiorare!

10) Ultimo consiglio alcolico: se siete ubriachi fatevi confiscare il cellulare. Non sto scherzando. Quando siete ubriachi non ricorderete di aver inviato quel messaggio tanto imbarazzante, quel “mi manchi” che MAI avreste inviato da lucidi ma che da ubriachi avete mandato in un momento di debolezza! E quando, dopo giorni, in un momento di nullafacenza cancellate i vostri messaggi inviati…eccolo lì…SURPRISE. Surprise e profonda vergogna e testate nel muro. NO. Evitate e mettete le vostre pertinenze sotto chiave.

Per oggi le mie perle di saggezza della domenica pomeriggio finiscono qui.
A presto, con nuove fantastiche chicche!
Buona domenica a tutti!

Cose che dovresti sapere